Asia-Pacific è in positivo e il Nikkei 225 guadagna il 2,17%

di Raffaele Rovati pubblicato:
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Asia-Pacific in positivo dopo una seduta contrastata per Wall Street. Il Kospi rimbalza dell'8,18% e il Nikkei 225 guadagna il 2,17%

Dopo una partenza d'ottava contrastata per Wall Street (in negativo dei tre principali indici newyorkesi il solo Dow Jones Industrial Average, deprezzatosi dello 0,16% lunedì), alla riapertura degli scambi sui mercati asiatici la tendenza si è consolidata in positivo, in scia soprattutto agli incoraggianti dati sulla bilancia commerciale di Pechino.

Va notato in particolare che in maggio le esportazioni dalla Cina verso gli Usa sono rimbalzate del 35,4% annuo. Secondo i dati di Wind Information, si tratta della performance migliore dal marzo 2021. Performance che sancisce per l'ennesima volta il fallimento della guerra commerciale di Donald Trump.

"La guerra sta incrementando la domanda di esportazioni ecocompatibili, come veicoli elettrici, batterie, prodotti per l'energia solare e beni tecnologici legati all'intelligenza artificiale", ha sottolineato Sheana Yue di Oxford Economics citata dalla Cnbc, che prevede che la "performance superiore alla media" nella crescita delle esportazioni di prodotti ad alta tecnologia persisterà.

Il clima estremamente positivo per la regione si concretizza intanto in un rally di oltre il 3% per l'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso.

Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci maggiori monete, è in declino di oltre lo 0,20% a fronte di uno yen poco mosso sul biglietto verde.

A Tokyo il Nikkei 225 guadagna il 2,17% (fa peggio l’indice più ampio Topix, apprezzatosi comunque dell'1,14%).

Sul fronte macroeconomico, in maggio gli ordinativi di macchine utensili sono rimbalzati in Giappone del 37,4% annuo, in rallentamento rispetto al 45,1% di aprile (28,1% il progresso di marzo).

La massa monetaria M2 del Sol Levante è invece cresciuta del 2,5% annuo, in ulteriore accelerazione rispetto al 2,3% di aprile (e al 2,0% di marzo), attestandosi a 1.298.100 miliardi di yen (pari a 7.019 miliardi di euro al cambio attuale). La lettura si confronta con il progresso del 2,4% del consensus. La massa monetaria M3 è salita dell'1,7% annuo come nel mese precedente (1,4% in marzo).

In maggio le esportazioni dalla Cina, calcolate in dollari, sono cresciute del 14,1% annuo, in ulteriore accelerazione rispetto al 14,1% di aprile (e al 2,5% di marzo) e sopra al 15,0% del consensus di Reuters. Le importazioni sono invece rimbalzate del 27,4% annuo, contro il 25,3% precedente (27,8% in marzo) e sopra al 25,0% stimato dagli economisti.

Tutte in positivo le piazze cinesi. A meno di un'ora dallo stop alle contrattazioni Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 guadagnano circa l'1,10% e l'1,70% rispettivamente, contro un progresso ampiamente superiore al 2% per lo Shenzhen Composite.

Bene anche Hong Kong: l'Hang Seng è infatti in rialzo di circa lo 0,20% (fa decisamente peggio l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, con una crescita intorno all'1,50%).

A Seoul è dell'8,18% il rimbalzo del Kospi che aveva aperto la settimana come aveva chiuso la precedente, ovvero con un crollo significativo. A Sydney è stato invece dello 0,24% il ribasso di un S&P/ASX 200 in controtendenza.