Borsa Italiana in calo in avvio, male Exor e Stellantis

Avvio di seduta sottotono per l’azionario italiano ed europeo in un giorno denso di appuntamenti macroeconomici di rilievo come la decisione sulla politica monetaria della Bce e i dati sull’inflazione Usa. La seduta si è aperta con un dato sulla produzione industriale francese inferiore alle attese (-0,1% ad aprile contro il +0,5% delle attese) e alle 10 è in calendario il corrispondente dato italiano. Durante i primi scambi il Ftse Mib cede lo 0,43% e il Ftse Italia All Share lo 0,41% Si tratta delle peggiore performance tra i maggiori panieri UE. Il Dax infatti limita i danni a un -0,27% e il Cac 40 a un -0,16 per cento. In leggero rialzo l’Ibex 35 (+0,09%) e l’extra UE Ftse 100 (+0,37%).

Prevalgono le vendite sui titoli del debito Ue dopo i forti acquisti di ieri: -3 punti base è la flessione del rendimento del BTP decennale (0,84%) che porta lo spread sul Bund a 108 punti base. Come detto il mercato attende le dichiarazioni sulla politica monetaria della Bce e in particolare sugli acquisti effettuati sotto il programma PEPP nel terzo trimestre di quest’anno. Fa discutere anche la decisione della Commissione UE di avviare una procedura di infrazione dei trattati contro la corte costituzionale tedesca che aveva contestato proprio gli acquisti di bond da parte della Bce. Resta sullo sfondo il timore che i recenti rialzi dell’inflazione, soprattutto negli States, possano forzare le banche centrali a una frenata delle politiche monetarie espansionistiche.

A Milano il titolo peggiore del Ftse MIB è Stellantis (-1,83%): ieri sera la casa che unisce PSA-Peugeout e FCA ha confermato che la controllata Automobiles Peugeot S.A. è stata messa "en examen" dal Tribunale Giudiziario di Parigi per accuse di frode ai consumatori in merito alla vendita in Francia di veicoli diesel Euro 5 tra il 2009 e il 2015. Tutto il mercato automotive appare comunque sottotono come mostrato dal -1,8% di Volkswagen a Francoforte. Fu proprio la casa di Wolfsburg ad avviare il Dieselgate, ma sul settore potrebbe soprattutto pesare la carenza di microprocessori che ancora pesa sulle produzioni.

Tutta la galassia di casa Agnelli pesa sul listino con la holding Exor che perde l’1,08% e CNH Industrial che cede l’1,48% Fa ancora discutere il dossier della possibile vendita di Iveco da parte della CNH, del quale si sta occupando il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti in una difficile mediazione con il sindacato. Ovviamente nei vari dossier entra anche il dibattito politico accesissimo in Italia sulla fine del blocco dei licenziamenti il 30 giugno. Vanno anche ricordate le voci di un dibattito su un’alleanza industriale e finanziaria tra Ferrari e Armani nelle ore in cui veniva chiamato come nuovo CEO della casa di Maranello l’ex STM Benedetto Vigna che da settembre dovrebbe rilanciare i piani di elettrificazione del Cavallino rosso.

Pesano a Milano anche i titoli del credito con il Ftse Italia Banche che cede lo 0,42% e vede il -1,02% di Bper e un rosso di Intesa (-0,73%) e Banco BPM (-0,82%). In generale il comparto finanziario mostra cali con Generali (-0,67%), Unipol (-1%) e Poste (-0,74%) in territorio negativo. Tra i minori fa bene invece Banca Ifis (+0,08%) cui Fitch ha alzato l'outlook a 'stabile' da 'negativo' (BB+).

Male anche i petroliferi Eni (-0,69%) e Saipem (-0,50%): il petrolio ripiega ancora dai recenti allunghi con il Brent a 71,79 dollari al barile (-0,59%). Pesa l’apprezzamento del dollaro nel giorno dei dati sull’inflazione USA forse più della decisione recente dell’Opec di non varare nuovi aumenti della produzione. La domanda USA di greggio sembra ancora solida, come confermato dai dati di ieri dell’EIA sugli stock di greggio, ma va anche evidenziato che le scorte di benzina, distillati e propano/propilene hanno invece mostrato incrementi anche importanti.

Dalle dichiarazioni obbligatorie alla Consob si è appreso che Roman Adveed è salito al 5,9% di Pirelli (+0,23%).

Fa bene anche Atlantia (+1,01%) che avrebbe registrato sulla rete autostradale un incremento del traffico del 33,6% sul dato terribile di un anno fa. Ammonta a un +300,4% il balzo del traffico aeroportuale. Si nota anche l’ascesa al 5% di Lazard AM nel capitale, ma il mercato sta soprattutto analizzando i dettagli del contratto di vendita delle quote di Atlantia in Autostrade al consorzio guidato da CDP.