Borse euro condizionate dall'andamento di quelle USA

Nonostante i buoni dati sull'andamento dell'economia europea i principali indici dell'area dell'euro restano dimessi. Alla base di questa mancanza di spunti c'è probabilmente un deterioramento di sentiment nei confronti della borsa Usa, che da qualche giorno, nonostante una stagione delle trimestrali soddisfacente (il consensus di FactSet calcola che l'incremento medio dei profitti per l'S&P 500 possa essere del 24% annuo), non riesce a riprendere la via del rialzo.

L'indice PMI di Markit Flash sulle aspettative dei direttori degli acquisti delle aziende manifatturiere della zona euro è salito ad aprile a 63,3 punti dai 62,5 del mese precedente, a fronte di un consensus fermo a 62 punti. Ancora più rilevante l'andamento dell'indice PMI relativo alle aziende dei servizi, salito ad aprile a 50,3 punti dal precedente di 49,6 punti (la previsione era 49,1 punti), al di sopra della soglia dei 50 punti che segnala espansione. L'indice IHS Markit PMI Composito dell'Eurozona ad aprile si è portato a 53,7 da 53,2 di marzo.

Con dati così buoni sarebbe stato lecito attendersi una spinta al rialzo dell'azionario, che si è invece dimostrato, come accennato, debole.

Nel caso del Ftse Mib solo recuperi oltre area 24400/24480, 50%/61,8% di ritracciamento del ribasso di martedì, permetterebbero di sperare in una estensione del rimbalzo almeno fino sui 24800 punti, ultimo ostacolo prima di un nuovo test del massimo del 6 aprile a 24939 punti. La violazione di area 23900 (primo supporto di breve a 24150), dove transita la media mobile esponenziale a 50 giorni, comporterebbe invece un ulteriore deterioramento del quadro grafico, con il rischio di discese almeno fino in area 23100. Sotto i 23900 punti i prezzi potrebbero iniziare a sentire anche l'attrazione del gap rialzista del 3 febbraio con base a 22152 punti.

Ma spostiamo l’attenzione sulla borsa Usa, visto che in questa fase, come spesso accade, i mercati europei sembrano condizionati dall’atteggiamento degli investitori sui listini di oltre oceano.

Per quello che riguarda il Nasdaq Composite la cosa che salta agli occhi è che con il picco del 16 aprile a 14062,5 punti l'indice è arrivato in vista del massimo record del 16 febbraio a 14175 punti senza riuscire tuttavia a metterlo sotto pressione. Nel caso del Nasdaq 100 invece i prezzi si sono portati al di sopra del massimo di febbraio a 13880 punti anche se solo brevemente, tornando poi nelle ultime sedute al di sotto della resistenza. Senza il superamento del precedente record anche da parte del Nasdaq Composite rimarrà il dubbio che la rottura del Nasdaq 100 sia un pericoloso falso segnale, una "bull trap". Solo se anche il Composite dovesse superare i massimi di febbraio i dubbi sulla possibilità di vedere continuare il rialzo verrebbero notevolmente ridotti e si potrebbe iniziare a prospettare il raggiungimento di area 15830 per il Composite e di area 15920 per il Nasdaq 100. Attenzione alla violazione della media mobile esponenziale a 20 giorni, supporto alla cui violazione si potrebbe intravedere un primo cambiamento di sentiment da parte del mercato. La media passa a 13710 punti circa sul grafico del Nasdaq Composite e a 13640 punti circa sul grafico del Nasdaq 100.

Da seguire con grande attenzione anche l'andamento dell'indice Russell 2000, che rappresenta l'andamento dei 2000 minori titoli della borsa di New York e che descrive forse meglio dello S&P500 le aspettative del mercato rispetto all'andamento dell'economia interna: i titoli che compongono questo indice rappresentano aziende con attività più tipicamente rivolte al mercato domestico rispetto ai giganti multinazionali dello S&P500.

Ebbene il Russell 2000, dopo una veloce fase di crescita tra settembre 2020 e marzo 2021, nelle ultime settimane sembra avere perso la spinta rialzista. Il risultato delle oscillazioni viste a partire dal picco di febbraio è un potenziale testa spalle ribassista. Il testa spalle è una delle figure care ai graficisti per le sue buone capacità previsionali: quando viene completato molto spesso segnala in modo affidabile un cambiamento della tendenza. Nel caso del Russell 2000 sarebbe solo la violazione della linea che unisce i minimi del 5 marzo e del 25 marzo (la "neckline" della figura), passante in area 2125 punti, a segnalare il completamento del testa spalle facendo temere l'avvio di una correzione estesa di tutto il rialzo in atto dallo scorso settembre, con obiettivi in area 1800 almeno. La rottura di area 2300 sarebbe un primo indizio in favore di uno scenario opposto, anche se solo il superamento del picco di metà marzo a 2360 circa permetterebbe di dichiarare lo scampato pericolo e di prospettare una nuova fase crescente di ampio respiro.