Fari puntati su Unicredit martedì

Fari puntati su Unicredit martedì in vista di un'accelerazione sul dossier Banca MPS dopo le votazioni nella città del Palio. Secondo indiscrezioni entro fine mese dovrebbe essere annunciato l'accordo tra il Tesoro (primo azionista di MPS con il 64%) e il gruppo guidato da Andrea Orcel. L'operazione vedrà probabilmente coinvolto anche il Mediocredito Centrale (acquisirebbe gli sportelli di MPS al sud) e forse Nexi tramite SIA (possibile l'acquisizione del Consorzio Operativo di MPS). Jefferies ha confermato la raccomandazione "buy" sul titolo con prezzo obiettivo a 13,4 euro. Anche JPMorgan ha confermato il giudizio "overweight" sulle banche europee e ha migliorato le previsioni di eps per Unicredit del 3,2% sul 2021 e dell'1,5% sul 2022. Ubs ha alzato il prezzo obiettivo su Unicredit da 13,55 a 14,45 euro e ha confermato la raccomandazione "buy". Gli esperti hanno incrementato le loro stime di utile netto per la banca nel periodo 2021-2022 del 9-5%. Equita Sim ha modificato il prezzo obiettivo su Unicredit a 13,2 euro, incrementandolo dell'1% dal precedente, e ha confermato il rating "buy". Gli analisti evidenziano che il management ha recentemente fornito "indicazioni positive sull'andamento delle commissioni e del costo del rischio, mentre il net interest income dovrebbe confermare i segnali di miglioramento osservati nel secondo trimestre". Equita ha anche alzato le stime 2021 del 7% a 3,3 miliardi, confermando sostanzialmente la stima di ricavi totali a 17,6 miliardi, e abbassa ulteriormente la previsione sul costo del rischio da 53 a 48 punti base. I risultati del terzo trimestre sono attesi per il 28 ottobre. Unicredit ha toccato un massimo intraday martedì a 11,836 euro per terminare poi la seduta su quei livelli, in rialzo del 4,34%. I prezzi si sono lasciati alle spalle il "pennant" (piccola figura di forma triangolare) disegnato dal picco del 28 settembre. Il "pennant" si colloca spesso a metà circa di un movimento, tenendo presente l'ampiezza del rialzo visto dal minimo del 20 settembre è quindi ipotizzabile un target a 12,90/13,00 euro circa. Solo flessioni al di sotto di area 11,40 metterebbero in discussione lo scenario rialzista facendo temere cali verso 10,64, base del gap del 23 settembre.