Inflazione, anche la Bce getta acqua sul fuoco

Inflazione, anche la Bce getta acqua sul fuoco

Borse incerte causa inflazione

I mercati azionari sono in fibrillazione ormai da alcune settimane per il timore che il rialzo dei prezzi alla produzione e di quelli al consumo evidenziatosi nei principali paesi possa fare cambiare rotta alla politica monetaria delle banche centrali. 

Negli Usa molti membri della Federal Reserve si sono recentemente spesi per fare diminuire i timori dei mercati, con risultati incerti. Il rimbalzo delle borse visto nelle ultime ore sembra infatti più legato al calo delle quotazioni delle materie prime che alle dichiarazioni dei membri della banca centrale Usa. 

Per Fed Atlanta politica monetaria ancora accomodante

Raphael Bostic, president della Federal Reserve (Fed) di Atlanta, si è ad esempio detto a suo agio con una politica estremamente accomodante anche se l'inflazione aumenta, sottolineando di ritenere che l'incremento dei prezzi sia salutare per l'economia, in particolare in un momento in cui la disoccupazione rimane un problema. "Mancano ancora otto milioni di posti di lavoro rispetto a dove eravamo prima della pandemia. Fino a quando non faremo progressi sostanziali per colmare questo divario, penso che dovremo avere le nostre politiche in una posizione molto accomodante", ha dichiarato durante un'intervista nel programma Squawk Box della Cnbc.

Verbali Fed, tapering ancora lontano

Da quanto emerge dai verbali della Fed relativi al meeting tenutosi 27 e 28 aprile, i membri del Federal Open Market Committee (Fomc, la commissione della Federal Reserve che si occupa di politiche monetarie) aprono in realtà ad una possibile discussione del piano di stimolo all'economia che l'istituto centrale di Washington realizza attraverso l'acquisto di 120 miliardi di dollari di titoli su base mensile (80 miliardi in Treasury e 40 miliardi in mortgage-backed security). "Un numero di partecipanti ha suggerito che se l'economia continuasse a fare rapidi progressi verso gli obiettivi della commissione, potrebbe essere appropriato a un certo punto nelle prossime riunioni iniziare a discutere un piano per regolare il ritmo degli acquisti di asset", si legge infatti nei verbali dell'incontro di aprile. Il bilancio della Fed è salito a quasi 7.900 miliardi di dollari, praticamente il doppio rispetto alla prima della pandemia. La Fed a fine aprile ha comunque anche confermato la sua opinione che il recente aumento dell'inflazione sia dovuto esclusivamente a fattori temporanei, un eventuale "tapering" (diminuzione degli acquisti di asset) è quindi per il momento una eventualità lontana nel tempo.

Mercato lavoro Usa ok ma senza eccessi

Il mercato del lavoro resta in buona salute ma senza eccessi, senza quindi destare preoccupazioni, almeno per l'immediato, nei confronti dell'inflazione: le nuove richieste di sussidi di disoccupazione nella settimana terminata il 14 maggio si sono infatti attestate negli USA a 444 mila unità, inferiori alle attese (450 mila) e al dato della settimana precedente (478 mila unità), sul valore più basso dall'inizio della pandemia, ma il numero totale di persone che richiede l'indennità di disoccupazione (calcolato sui dati al 7 maggio) si attesta a 3,751 milioni, superiore ai 3,640 milioni della rilevazione precedente (attese 3,640 milioni). 

Che la ripresa non sia ancora travolgente lo certifica anche il dato di ieri relativo all'indice della Federal Reserve di Philadelphia, sceso da 50,2 a 31,5 punti in aprile con un consensus che si aspettava 40 punti.

Anche la Bce non si allerta per inflazione

Anche in Europa l’orientamento dei policy maker è lo stesso, la Bce cerca di tranquillizzare i mercati sull'eventualità che si possa rendere necessario un inasprimento della politica monetaria.

Per Philip Lane inflazione solo temporanea

Ieri il capo economista della Bce, Philip Lane, ha detto in occasione di un webminar dell'Institute of International and European Affairs la sua sull'inflazione: "Gran parte di quello che stiamo vedendo ora è un'inversione di quello che è successo lo scorso anno. La buona notizia è che la ripresa globale è più forte di quanto molte persone si aspettassero". Philip Lane ha proseguito "Vediamo che vari settori sono stati eccessivamente pessimisti nella gestione delle scorte, ad esempio per il rischio di carenza di semiconduttori. Se si verifica uno squilibrio imprevisto fra domanda e offerta questo porterà a un aumento dei prezzi. Ma questa non è inflazione". Lane è convinto che non ci sia "quasi nessuna connessione" tra l'incremento dei prezzi globali e l'andamento di fondo dell'inflazione. Questo anche perchè non vi è, su entrambe le sponde dell'Atlantico, "la prospettiva di una ripresa rapidissima del mercato del lavoro". 

Disoccupazione a livelli pre pandemia solo nel 2023

"Devi avere un mercato del lavoro forte per una inflazione permanente. Pensiamo che il mercato del lavoro si muoverà in ritardo rispetto alla ripresa generale. Sappiamo che i settori più colpiti dalla pandemia sono a intesa attività lavorativa. E nelle nostre previsioni di marzo, se per il Pil prevediamo un ritorno ai valori pre-Covid a metà 2022, sulla disoccupazione non prevediamo che torni ai livelli pre-pandemia prima del 2023" ha proseguito Philip Lane.

Lane non vede il mondo e l'area dell'euro in un contesto di inflazione persistente. Lane ha poi ricordato che in base alle stime della Bce l'inflazione sarà all'1,4% nel 2023, quindi bene al di sotto del target di vicino, ma inferiore, al 2%. 

Draghi, Pil 2021 attesa revisione in crescita

Un'altra buona notizia è che l'inflazione sotto controllo (secondo le banche centrali) non limita le prospettive di crescita dell'economia: in Italia Mario Draghi, parlando con i giornalisti dopo l'ultimo consiglio dei ministri, ha dichiarato che il governo rivedrà al rialzo la stima attuale di crescita del 4,5% del Pil per il 2021.

Tasso Btp stabile

Se i mercati azionari sono ancora titubanti a credere a queste rassicurazioni, quelli obbligazionari, almeno quello italiano, sembrano più malleabili. Il tasso del Btp decennale con scadenza aprile 2031 è tornato in area 1,01%.

Btp future, supporto a 144 euro

Sul Btp future segnali grafici preoccupanti solo sotto area 144, minimo di settembre 2020. Oltre 146,40, media mobile esponeziale a 20 giorni, attesi rialzi verso area 148,50/149,00 almeno.