Italia in forte crescita nel 2021, cosa farà il Ftse Mib?

La Commissione Europea ha rivisto ieri al rialzo le stime relative al Pil della zona euro per il 2021 portandole al +4,3% e per il 2022, al +4,4% (le precedenti di febbraio erano del +3,8% per entrambi gli anni). Per la Ue le attese sono di una crescita del 4,2% nel 2021 e del 4,4% nel 2022.
Il commissario all'Economia, Paolo Gentiloni, ha commentato "L'economia crescerà in modo robusto quest'anno e il prossimo. Le prospettive sono migliori delle attese per due fattori: un rimbalzo più forte del previsto nell'attività globale e nel commercio, e l'impulso del Recovery che è stato incorporato alle previsioni".
In merito all'Italia le attese salgono a +4,2 per l'anno in corso e a +4,4% per il prossimo, e incorporano ora l'impatto del PNRR. La crescita italiana sarà quindi allineata a quella dell'Eurozona. Senza il Recovery plan il rimbalzo dell'Italia nel 2021 sarebbe limitato al 3,4%. Paolo Gentiloni ha confermato che l'attivazione della clausola di salvaguardia, ovvero la sospensione del patto di stabilità e crescita, rimarrà attiva anche per tutto il 2022.
Il rimbalzo dell'Italia, che nel 2020 ha visto il suo Pil calare dell'8,9% (peggio di noi tra i 27 paesi dell'area ha fatto solo la Spagna con un -10,8%), basterà tuttavia solo per pareggiare le perdite, a fine 2022 verrà quindi a malapena recuperata la perdita del 2020.
E' quindi giusto essere ottimisti ma occorre anche rimanere prudenti, come ricorda il commissario europeo Paolo Gentiloni ""Da un anno presentiamo previsioni molto negative. Oggi, per la prima volta dalla pandemia, vediamo prevalere l'ottimismo sull'incertezza. Ovviamente quell'incertezza è ancora lì. Ma la ripresa non è più un miraggio: è in corso".
Il recupero italiano (sempre che le attese vengano confermato) non è in ogni caso un successo in termini assoluti dal momento che le attese per il 2021 vedono la Spagna in crescita del 5,9% e la Francia del 5,7%. Solo la Germania rischia di fare peggio di noi fermandosi ad un +3,4%.
Note dolenti sul fronte del mercato del lavoro: l'occupazione dovrebbe diminuire in Italia dello 0,3% anche nel 2021 dopo essersi contratta del 2,1% nel 2020, del resto nel prossimo futuro, tra luglio (manifattura) e ottobre (servizi), verrà meno il blocco dei licenziamenti. Il tasso di disoccupazione potrebbe salire al 10,2% nel 2021 dal 9,2% del 2020 e poi tornare al 9,9% nel 2022.
Come già accennato Gentiloni ha dichiarato che "manterremo la clausola di salvaguardia fino alla fine del 2022. Poi, chiaramente, considereremo l'evoluzione delle situazione economica per capire se ci sono le condizioni" per una sua sospensione.
Ormai sono sette i paesi con il debito che ha superato la barriera del 100% del Pil mentre nel 2019 erano solamente tre (Grecia, Italia, Portogallo).
Il debito medio all'interno dell'Unione è atteso al 102,4% del Pil nel 2021 e al 100,8% nel 2022 (era al 100% del 2020 ma solo alll'85,8% nel 2019). Il rapporto debito/Pil dell'Italia, dopo il 134,6% nel 2019 e il 155,8% del 2020, a fine 2021 è atteso al 159,8% e al 156,6% nel 2022. Nel caso della Grecia il rapporto potrebbe salire al 208,8%. Gli altri cinque paesi al di sopra della soglia del 100% sono il Belgio, atteso al 115,3% nel 2021, la Spagna, al 119,6%, la Francia, al 117,4%, Cipro, al 112,2% e il Portogallo, al 127,2%.
Il rapporto deficit/Pil per l'Italia è atteso all'11,7% quest'anno (dal 9,5% del 2020) e al 5,8% il prossimo, un calo favorito, nelle attese, dal calo della spesa pubblica e dall'accelerazione dei ricavi.
Così come l'economia anche l'inflazione è attesa in crescita: quella dell'Eurozona, dopo lo 0,3% del 2020, è vista all'1,7% nel 2021 e all'1,3% nel 2022. Quella italiana dovrebbe attestarsi all'1,3% nel 2021 e all'1,1% nel 2022.
In tutto questo come si sta comportando il Ftse Mib?
La premessa da fare prima di passare all'analisi del grafico del nostro indice è che in queste ultime sedute i prezzi sono stati fortemente condizionati anche da dati macro in uscita negli Usa. Il primo riguarda l'incremento dei prezzi al consumo di aprile, che è stato molto al di sopra delle attese, al +4,2% anno su anno, dal 2,6% di marzo e a fronte di un consensus che si aspettava un +3,6%. Questa impennata dell'inflazione fa temere un intervento della Fed sui tassi di interesse anticipato rispetto quello che il mercato aveva scontato fino a poco tempo fa.
Il secondo dato riguarda il mercato del lavoro: negli USA le nuove richieste di sussidi di disoccupazione nella settimana terminata il 30 aprile si sono attestate a 473 mila unità, inferiori alle attese (490 mila) e al dato della settimana precedente (507 mila unità rivisto da 498 mila). Il numero totale di persone che richiede l'indennità di disoccupazione (calcolato sui dati al 30 aprile) si attesta a 3,660 milioni, inferiore a 3,700 milioni della rilevazione precedente (attese 3,655 milioni). In questo caso il dato è ovviamente positivo, segnala che l'economia sta tornando a funzionare a pieno regime, ma proprio per questo motivo non tranquillizza coloro che temono una Fed presa in ostaggio dai "falchi".
L'indice Ftse Mib si mantiene comunque per il momento, almeno in chiusura di seduta. al di sopra della media mobile esponenziale a 50 giorni, supporto passante a 24120 punti circa. Dalla tenuta di questo indicatore, che sintetizza con la sua posizione rispetto ai prezzi la condizione del trend di medio termine (che quindi al momento è ancora positiva), potrebbero scaturire tentativi di rimbalzo verso i massimi di aprile a 24939 punti. Sopra quella resistenza atteso il ritorno sul massimo di febbraio 2020 a 25483 punti. In caso di violazione di area 24100, se confermata in chiusura di giornata, aumenterebbe invece il rischio di cali estesi. Conferme in questo senso alla violazione di 23652, massimo del 15 febbraio, target almeno a 22152, base del gap rialzista del 3 febbraio.