Piazza Affari in flessione. Vendite su utility e difensivi, bene i petroliferi

Piazza Affari in flessione. Vendite su utility e difensivi, bene i petroliferi. FTSE MIB -0,4%. Il FTSE MIB segna -0,4%, il FTSE Italia All-Share -0,4%, il FTSE Italia Mid Cap -0,8%, il FTSE Italia STAR -0,9%.

BTP in peggioramento e spread stabile. Il rendimento del decennale segna 0,90% (chiusura precedente a 0,87%), lo spread sul Bund 102 bp (da 102) (dati MTS).

Euro stabile contro dollaro. EUR/USD al momento quota 1,1575 circa.

Mercati azionari europei deboli: EURO STOXX 50 -0,4%, FTSE 100 +0,1%, DAX -0,5%, CAC 40 -0,3%, IBEX 35 -0,4%.

Future sugli indici azionari americani in rosso: S&P 500 -0,4%, NASDAQ 100 -0,5%, Dow Jones Industrial -0,3%. Le chiusure dei principali indici USA nella seduta precedente: S&P 500 -0,19%, NASDAQ Composite -0,51%, Dow Jones Industrial -0,03%.

Mercato azionario giapponese in progresso, il Nikkei 225 stamattina ha terminato a +1,60%. Borse cinesi positive: l'indice CSI 300 di Shanghai e Shenzhen ha chiuso a +0,13%, a Hong Kong l'Hang Seng al momento segna +1,9%.

Petroliferi in ascesa: il greggio tocca nuovi massimi pluriennali. Il future dicembre sul Brent segna 83,80 $/barile (sui massimi da ottobre 2018), il future novembre sul WTI 81,10 $/barile (sui massimi da ottobre 2014). Eni +1,5%, Tenaris +1,5%, Saipem +1,6%.

Unicredit +0,7% guadagna terreno. L'Economia del Corriere ribadisce che l'annuncio sull'operazione Banca MPS -0,5% potrebbe arrivare in occasione del cda sui conti trimestrali previsto il 27 ottobre. Unicredit ha risolto consensualmente la controversia relativa alle operazioni di swap stipulate nel 2005 e nel 2006 con la Regione Siciliana.

Deboli le utility in scia al rialzo dei rendimenti: Enel -2,1%, Hera -1,2%, Snam -1,0%, Terna -1,0%.

Sottotono i difensivi Amplifon -2,0% e Diasorin -1,5%.

Sotto la parità Generali -0,3% nonostante la decisione di Fitch Ratings di migliorare l'outlook da stabile a positivo in virtù del miglioramento della leva finanziaria e della riduzione del rischio di concentrazione verso il debito sovrano italiano. Confermati i rating. La Delfin di Leonardo Del Vecchio ha ulteriormente incrementato la propria quota portandola al 5,4%. La partecipazione dell'accordo di consultazione a cui aderiscono anche Caltagirone e Fondazione Crt sale al 13,1%, sempre più vicina al 15,5% del primo azionista Mediobanca -0,3%.

Massiccia flessione per BFF Bank (-8,8% a 7,4550 euro): il titolo oggi ha staccato un dividendo da 0,8946 euro, pari al 10,9% sul prezzo di chiusura di venerdì.

Telecom Italia guadagna terreno venerdì (+0,76% a 0,3433€) dopo l'annuncio dell'accordo a tre con Oracle e Noovle (cloud company del gruppo Telecom) per una collaborazione finalizzata a offrire servizi multicloud alle imprese e alle organizzazioni del settore pubblico in Italia. Ricordiamo che Telecom guida il consorzio di cui fanno parte anche Leonardo, CDP e Sogei hanno sviluppato una proposta per la realizzazione e gestione del Polo Strategico Nazionale (PSN), ovvero il cloud della pubblica amministrazione. Andando al quadro grafico è possibile notare che Telecom Italia ha toccato un minimo il 1° ottobre a 0,3311 euro tentando poi una reazione. Secondo l'analisi con le onde di Elliott il minimo del 1° ottobre potrebbe essere il punto di arrivo della fase correttiva iniziata il 18 marzo. Prime conferme in questo senso verrebbero sopra 0,35, poi alla rottura di 0,37 euro. Sotto 0,3311 invece diverrebbe difficile evitare il ritorno sul minimo di ottobre a 0,2852 euro.