Piazza Affari positiva dopo accordo Brexit

Piazza Affari positiva dopo accordo Brexit. FTSE MIB +0,8%. Il FTSE MIB segna +0,8%, il FTSE Italia All-Share +0,9%, il FTSE Italia Mid Cap +1,2%, il FTSE Italia STAR +0,8%. BTP e spread in peggioramento. Il rendimento del decennale segna 0,63% (chiusura precedente a 0,60%), lo spread sul Bund 117 bp (da 114) (dati MTS).

Mercati azionari europei positivi: EURO STOXX 50 +0,9%, FTSE 100 +0,1%, DAX +1,7%, CAC 40 +0,8%, IBEX 35 +0,8%.

Future sugli indici azionari americani in progresso: S&P 500 +0,5%, NASDAQ 100 +0,5%, Dow Jones Industrial +0,3%. Le chiusure dei principali indici USA nella seduta precedente (24/12): S&P 500 +0,35%, NASDAQ Composite +0,26%, Dow Jones Industrial +0,23%.

Mercato azionario giapponese positivo, l'indice Nikkei 225 ha terminato a +0,74%. Borse cinesi contrastate: l'indice CSI 300 di Shanghai e Shenzhen ha chiuso a +0,44%, l'Hang Seng di Hong Kong a -0,27%.

L'accordo Brexit sostiene gli acquisti sui titoli dei gruppi maggiormente esposti sul Regno Unito come Leonardo +2,2%, Pirelli +3,0%, Falck Renewables +2,0%, Technogym +3,2%.

In buona forma i bancari: l'indice FTSE Italia Banche segna +1,4%. BPER Banca +2,4%, UniCredit +1,4%, Banco BPM +1,5%, Intesa Sanpaolo +1,6%.

Positiva anche BP Sondrio +1,5% dopo la cessione di un portafoglio di sofferenze del valore lordo pari a 371,8 milioni di euro al veicolo di cartolarizzazione denominato POP NPLs 2020 Srl.

FCA +1,6% estende il rally e tocca i massimi dal luglio 2018. Il titolo non viene penalizzato dalla decisione sfavorevole dell'International Trade Commission statunitense: il fuoristrada Roxor dell'indiana Mahindra non ha violato i diritti di proprietà intellettuale del marchio Jeep. FCA approfitta ancora della notizia di inizio settimana scorsa: l'antitrust UE ha approvato la fusione con PSA con alcune condizioni nel settore dei veicoli commerciali leggeri e nella manutenzione-riparazione di veicoli Toyota. Queste condizioni permetteranno al gruppo derivante dalla fusione di evitare la cessione di stabilimenti.

CNH Industrial scatta in avanti nell'ultima seduta prima della pausa natalizia e tocca a 10,41 euro il massimo da novembre 2019. Il titolo ha approfittato delle indiscrezioni di Handelsblatt secondo cui Daimler (+3,32% il 23/12) sta valutando l'IPO o lo spin-off della sua divisione camion da realizzarsi a fine 2021 o a inizio 2022. La ragione dell'operazione sembra essere la previsione di ritorno alla crescita di domanda di veicoli pesanti nel 2021 dopo il calo registrato nel 2020 causa emergenza Covid-19. L'analisi del grafico di CNH Industrial mette in evidenza la potente accelerazione rialzista messa a segno a partire dal minimo di fine ottobre (oltre +60%) con i corsi giunti a ridosso delle resistenze a 10,50 euro circa rappresentate dai massimi allineati di settembre e novembre 2019. Una stabilizzazione oltre questo ultimo riferimento rafforzerebbe ulteriormente la struttura rialzista in essere dal minimo storico di fine marzo a 4,7850 e creerebbe le premesse per il ritorno sul record a 12,64 toccato a inizio 2018, con obiettivi intermedi a 10,86 e 11,18. Nel breve, discese verso le ex resistenze di area 9,50 costituirebbero movimenti correttivi fisiologici e non desterebbero preoccupazioni. La violazione di quota 8,90 anticiperebbe invece flessioni verso area 8 almeno.

Sale Saipem +1,4%: la Marina Militare Italiana ha acquisito il sistema di soccorso subacqueo, ideato insieme a Drass. Il sistema sarà utilizzato dalla nuova nave per operazioni subacquee e di soccorso di sommergibili denominata SDO-SuRS (Special Diving Operations – Submarine Rescue System).

Bene il risparmio gestito: Azimut +1,4%, Banca Mediolanum +1,5%, Banca Generali +0,8%, Anima +0,8%.

TITOLO DEL GIORNO: ATLANTIA
 Atlantia termina la seduta del 23 dicembre sulla parità. Il consorzio CDP-Blackstone-Macquarie presenterà una nuova offerta non vincolante per AspI, che modifica la precedente in base alle risultanze della due diligence in corso. Secondo indiscrezioni di stampa la valutazione di AspI è stata ridotta a 8-9 miliardi di euro dagli 8,5-9,5 precedenti. Equita Sim ha confermato il giudizio "hold" e il prezzo obiettivo a 15,6 euro su Atlantia. Equita segnala che il "CdA di Atlantia ha convocato l'assemblea straordinaria il 15 gennaio per approvare lo spin-off di Aspi e se prima dell'assemblea arriverà un'offerta per l'88% di Aspi sarà sottoposta direttamente all'assemblea, che potrebbe accettarla ed accantonare il progetto di spin-off". Nel caso invece il demerger venga approvato la scissione diventerà efficace, secondo gli esperti di Equita, "solo se Atlantia riceverà un'offerta vincolante per il 55% di Aspi entro marzo e comunque se arrivasse un'offerta per l'88% di Aspi entro luglio, questa sarà sottoposta ad una nuova assemblea". Il titolo ha terminato il 23 dicembre a 14,585 euro, sul 38,2% di ritracciamento del ribasso dal top del 4 dicembre. Solo la rottura di questa resistenza ricavata dalla successione di Fibonacci permetterebbe una estensione del rimbalzo visto dai minimi del 21 dicembre a 13,80 euro. Resistenze successive a 14,85 e a 15,10, rispettivamente 50% e 61,8% di ritracciamento del ribasso dal picco di dicembre. Solo oltre i 15,10 euro il rialzo potrebbe dimostrarsi qualche cosa di più di una semplice correzione temporanea e puntare al ritorno sulla resistenza critica di medio termine dei 16 euro. Sotto 14,20 rischio invece di discese verso la base del gap rialzista del 3 novembre posta a 13,50 euro.
DATI ATTESI:
Gli appuntamenti macroeconomici di oggi: negli USA alle 16:30 indice Dallas Fed (manifatturiero).