Piazza Affari in verde. Brilla Buzzi Unicem

Piazza Affari in verde. Brilla Buzzi Unicem, bene petroliferi e bancari. FTSE MIB +0,3%.

Il FTSE MIB segna +0,3%, il FTSE Italia All-Share +0,2%, il FTSE Italia Mid Cap -0,2%, il FTSE Italia STAR -0,7%.

BTP in peggioramento, spread stabile. Il rendimento del decennale segna 0,60% (chiusura precedente a 0,55%), lo spread sul Bund 114 bp (da 115) (dati MTS).

Mercati azionari europei incerti: EURO STOXX 50 +0,1%, FTSE 100 +0,4%, DAX -0,1%, CAC 40 -0,2%, IBEX 35 +0,5%.

Future sugli indici azionari americani negativi: S&P 500 -0,7%, NASDAQ 100 -2,2%, Dow Jones Industrial -0,2%. Le chiusure dei principali indici USA nella seduta precedente: S&P 500 +0,71%, NASDAQ Composite +0,95%, Dow Jones Industrial +0,55%.

Mercato azionario giapponese in calo, l'indice Nikkei 225 ha terminato a -0,38%. Borse cinesi positive: l'indice CSI 300 di Shanghai e Shenzhen ha chiuso a +0,86%, l'Hang Seng di Hong Kong a +0,15%.

Buzzi Unicem, +5,0% a 20,90 euro, accelera al rialzo sulla prospettiva di incremento della spesa pubblica negli USA grazie alla possibile vittoria dei repubblicani in Georgia: per Buzzi gli Stati Uniti sono il mercato principale. Ieri Mediobanca con confermato il giudizio outperform e il target a 24,20 euro. Lunedì la società ha comunicato l'avveramento della condizione per l’esecuzione della conversione obbligatoria delle azioni risparmio in azioni ordinarie di nuova emissione (recessi non eccedenti i 25 milioni di euro): pertanto si ritiene che l’operazione (che comprende anche la distribuzione di un dividendo straordinario da 0,75 euro per azione) possa completarsi entro metà febbraio 2021.

Bene i petroliferi grazie al rally del greggio: toccati i massimi da fine febbraio 2020. Il future marzo sul Brent segna 53,90 $/barile, il future febbraio sul WTI 49,90 $/barile. Eni +0,9%, Tenaris +0,6%, Saipem +2,4%.

Bancari in verde: l'indice FTSE Italia Banche segna +0,9%. In evidenza Unicredit +1,4% che attende ancora di conoscere chi sarà il successore dell'a.d. uscente, Jean Pierre Mustier: secondo MF almeno per altri dieci giorni non ci saranno novità in tal senso. Anche sull'altro dossier aperto, l'acquisizione di Banca MPS +2,7%, al momento non si intravedono elementi risolutivi. L'indiscrezione di ieri del Messaggero sullo scorporo del ramo d'azienda toscano di Rocca Salimbeni sta spingendo verso l'alto il titolo della banca senese. Oggi il Corriere della Sera riferisce che Unicredit avrebbe incrementato a 5,5-6,0 miliardi di euro la richiesta di benefici a carico dello Stato italiano come condizione per acquisire la partecipazione in mano al Tesoro (il 64,23%). L'operazione non dovrebbe concretizzarsi prima del secondo trimestre.

In verde martedì Saras. Il margine di raffinazione EMC alla fine della scorsa settimana si è attestato a -0,1 $/barile, in progresso dai -0,9 della precedente. Si è trattato del quarto rialzo consecutivo dai -2,5 $/barile del 4 dicembre. Mediobanca Securities ha confermato il giudizio "underperform" con target price a 0,45 euro: anche se il margine di raffinazione è in recupero gli esperti di Mediobanca temono che questo sia un fenomeno temporaneo a causa delle maggiori restrizioni ai viaggi in Europa. Il titolo è salito fino a 0,609 euro per poi terminare a 0,608 euro. A 0,6285 si colloca il picco del 9 dicembre, solo il superamento di quei livelli permetterebbe di pronosticare il proseguimento del rimbalzo in atto dai minimi del 14 ottobre a 0,4120 euro. Oltre area 0,63 verrebbe inviato un notevole segnale di forza, potenzialmente introduttivo al ritorno sul massimo di giugno a 0,91 euro. Sotto 0,58, area di transito della media mobile esponenziale a 20 giorni, rischio invece di una evoluzione ribassista verso 0,5070, gap del 16 novembre, e 0,42, area di minimi a inizio novembre.