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Bper Banca batte Ftse Mib. Quali effetti dal rialzo tassi?

di Edoardo Lopezpubblicato:

Bper Banca snobba il Ftse Mib e sale: le novità da un incontro con gli analisti.

A meno di un'ora dalla chiusura delle contrattazioni odierne, Bper Banca i conferma poco al di sopra della parità, mostrando più forza dell'indice Ftse Mib.

Il titolo, dopo aver chiuso la sessione di ieri con un rally di quasi quattro punti percentuali, oggi ha aperto le contrattazioni in salita e si è spinto a toccare un top intraday a 1,718 euro.

Bper Banca sale ancora

Da questo massimo si è avuto un ripiegamento e ora Bper Banca si presenta a 1,6745 euro, con un rialzo dello 0,33% e quasi 15 milioni di azioni passate i mano fino ad ora, già in linea con la media degli ultimi 30 giorni pari a circa 15,2 milioni.

Bper Banca: focus sulla Equita Bond Conference

Bper Banca, insieme ad altre quattro società quotate a Piazza Affari, ha partecipato martedì scorso alla quinta edizione della Equita Bond Conference.

In occasione di tale evento sono stati toccati vari temi e si è parlato di diversi argomenti.

Gli analisti di Equita SIM hanno presentato il loro feeback, ribadendo sul titolo una raccomandazione "hold", con un prezzo obiettivo a 2,3 euro.

Ricavi

Partendo dai ricavi, il net interest income nella seconda metà di quest'anno è atteso beneficiare positivamente sia dall’effetto tassi che dall’effetto volumi.

L’incremento dei tassi porterà a un progressivo aumento della contribuzione del

portafoglio titoli, tenendo presente che ad oggi, circa il 50% dei titoli governativi italiani è a tasso variabile.

Bper Banca al momento non sta osservando alcuna pressione da parte della clientela retail per incrementare il tasso sui depositi, mentre la clientela corporate è più sensibile al tema.

A causa del contesto di mercato, i flussi sul risparmio gestito sono in ulteriore rallentamento e questo avrà degli impatti sulle commissioni da investimento.

Questo effetto è atteso essere controbilanciato dall’andamento delle commissioni da attività bancaria, segnalando che sono giunte indicazioni positive anche sul fronte della bancassurance P&C.

Costo del rischio

Ad oggi Bper Banca non sta osservando particolari segnali di deterioramento della qualità creditizia, ma è atteso un picco dei default nel 2023.

Nel 2022 è atteso un costo del rischio in area 50-55 punti base, contro la stima di Equita SIM pari a 53 basis points, mentre sul 2023, sulla

base di ipotesi conservative, si può ipotizzare un dato in area 70-80 punti base, contro i 68 della SIM milanese, su livelli comunque ben gestibili.

Anche in uno scenario di forte deterioramento economico, l’NPE Ratio non è atteso crescere sopra il 4%.

Capitale e dividendi

Il costo legato al piano di uscite volontarie è stimato in area 150-160 milioni di euro. Il closing della cessione della piattaforma NPE è previsto per inizio 2023, mentre circa il 15% della base costi di BPE è legata all’inflazione.

Funding

La recente emissione del Tier 2 per 400 milioni di euro ha modificato la strategia di funding presentata nel piano industriale che prevedeva l’emissione di un Senior Non preferred.

L’emissione è volta ad aumentare l’outstanding dei titoli subordinati al fine di rispettare i requisiti MREL.

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