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Combattere il lavoro in nero grazie ad un nuovo portale dell'Ispettorato del Lavoro

di Carla Tastinipubblicato:

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Il lavoro in nero è una piaga del nostro paese che riguarda più di 3,5 milioni di persone e circa 1/3 di tutta l'economia sommersa. Un affare che raggiunge i 77 miliardi di euro. Il Governo sta pensando di combattere questo fenomeno con un Portale unico dell'Ispettorato del Lavoro. Scopriamo i dettagli.

Combattere il lavoro in nero grazie ad un nuovo portale dell'Ispettorato del Lavoro
Combattere il lavoro in nero grazie ad un nuovo portale dell'Ispettorato del Lavoro
© FOTO

Il lavoro in nero è un piaga del nostro paese da tempo immemore. Nel 2020 i lavoratori irregolari in Italia erano 3,7 milioni, un numero impressionante. Per quanto si sia tentato di fare qualcosa per arginare questo problema, come aumentare i controlli della Guardia di Finanza, il fenomeno sembra radicato nella cultura non solo dei datori di lavoro, ma anche dei lavoratori stessi che, spesso, scelgono di lavorare in nero per continuare a percepire alcuni sussidi come il reddito di cittadinanza o la Naspi.

È di ieri la notizia che potrebbe essere arrivata, finalmente una soluzione per combattere il lavoro in nero. Un portale ufficiale dell'Ispettorato del Lavoro nel quale saranno inseriti tutti i risultati negati di eventuali indagini svolte sul lavoro irregolare. Questo agevolerà di molto i successivi eventuali controlli delle forze dell'ordine. Scendiamo nei dettagli.

Ad oggi il lavoro irregolare vale 1/3 dell'intera economia sommersa

L'economia sommersa (quella non dichiarata, per dirlo in parole semplici) oggi in Italia vale ben 203 miliardi di euro. Di questi miliardi, il lavoro in nero occupa 1/3 del totale, cioè quasi 77 miliardi di euro. Secondo gli ultimi dati Istat, le persone che ad oggi in Italia lavorano senza alcun tipo di contratto o tutela, superano i 3,5 milioni.

Il dottor Giordano, presidente dell'Ispettorato, dichiara che uno dei piani inseriti nel PNRR è proprio quello di contrastare il lavoro sommerso. Poter avere i risultati in un unico portale faciliterà il lavoro delle forze dell'ordine, darà una panoramica reale e istantanea del fenomeno e faciliterà gli accertamenti. Secondo queste parole, dunque, questa del portale unico potrebbe essere l'idea vincente.

Probabile anche la nascita di un'apposita procura che si occupi solo del lavoro sommerso

C'è un'altra idea interessante volta a combattere il lavoro in nero: costituire una procura specificamente dedicata a questo fenomeno, un po' come la procura antimafia, esclusivamente dedicata a combattere la criminalità organizzata.

Questa potrebbe essere molto utile, come afferma sempre il dottor Giordano: “La Procura dedicata avrebbe anche un’efficacia preventiva”, ovvero la paura di essere puniti fungerebbe da deterrente per chi vuole iniziare a lavorare in modo irregolare.

Nel portale unico dell'Ispettorato quali dati confluiranno?

Nel futuro portale dell'Ispettorato confluiranno tutti i dati risultanti da ogni tipo di indagine sul lavoro irregolare, svolto dallo stesso personale dell'Ispettorato, dall'Inail, dai Carabinieri e dalla Guardia di Finanza. La base legislativa la ritroviamo nel decreto legge 36/2022 che contiene nuove misure urgenti per l’attuazione del PNRR. Il portale sarà un enorme passo avanti nel monitoraggio del lavoro in nero in tutta la nazione.

Al momento i controlli effettuati sul campo dagli ispettori del lavoro sono circa 3.700, quelli svolti dagli ispettori Inps circa mille, quelli dell’Inail circa 250 e 564 quelli svolti dai Carabinieri.

Avere tutti i risultati su un unico portale aiuterà a studiare e a capire meglio il fenomeno dell'illegalità e a comprendere come stabilire, al contrario, la legalità nel mondo del lavoro.

Gli ispettori avranno nuovi e più ampi poteri durante i controlli: potranno disporre la sospensione dell’attività, ad esempio, se riscontrano che almeno il 10% dei lavoratori presenti sul luogo di lavoro, lavori in modo irregolare e senza tutela.

Inoltre, la sospensione potrà essere decisa anche se vengano violate gravemente norme sulla salute e sulla sicurezza, soprattutto in un momento come questo che vede un aumento enorme dei lavori di costruzione determinato dagli incentivi fiscali e con molti lavoratori che rischiano la vita, lavorando in nero sui cantieri, senza alcuna sicurezza.

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