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Crollo Bitcoin, male passeggero o ribasso strutturale?

di Alessandro Chinipubblicato:

Al di là di quelle che possono essere le cause o le motivazioni che hanno portato al collo del Bitcoin nell'ultima settimana, cerchiamo di capire se e quanto lo stesso ribasso possa ancora proseguire.

Sono molteplici le voci che si stanno rincorrendo in questi giorni in merito alle reali motivazioni del calo del Bitcoin:

  • dal rialzo dei tassi di interesse

  • al sell-off sui titoli tecnologici statunitensi

  • alla disaffezione generale da parte degli investitori, dettata magari dai timori del consistente aumento dei casi di furto delle criptovalute che si sono registrati in questa prima parte del 2022

  • oppure alle parole di Warren Buffett

Fatto sta che siamo passati rapidamente dai 40.000 ai 30.000 dollari e se facciamo un passo indietro nemmeno troppo lungo, andando a vedere il valore del Bitcoin a fine marzo, lo ritroviamo in area 48.000. In pratica in poco più di un mese le perdite ammontano ad un 37% abbondante.

Bitocin, si è rotta la macchinetta?

Beh, magari proprio rotta no, ma un bel danno la "macchinetta genera soldi" del Bitcoin sembrerebbe averlo subito. Graficamente parlando quanto avvenuto conferma per il momento le cattive sensazioni degli ultimi mesi.

All'altro tracollo a cui abbiamo assistito dai massimi dello scorso autunno in area 69.000, infatti, il Bitcoin aveva reagito risalendo abbastanza faticosamente sui citati 48.000 dollari.

Un movimento che era stato contenuto all'interno di un canale apparentemente correttivo e dunque di continuazione, la cui base in area 37.500 è stata violata giovedì dando il via all'accelerazione fino sui 30.000 dollari.

Bitcoin: Quale è il prossimo livello chiave?

Area 29.000/30.000 si presenta ora come supporto critico non solo di breve periodo per il Bitcoin.

La violazione di tali riferimenti avallerebbe infatti la teoria che indica che i canali di continuazione, come quello che è stato appena violato, si posizionino di solito a metà di un movimento impulsivo, rappresentato nel nostro caso dal ribasso scaturito dai top autunnali.

Se ciò dovesse risultare vero, il target del ribasso andrebbe ricercato inizialmente in area 26.000 e poi nei dintorni di quota 13.000. Numeri da pelle d'oca per chi detiene attualmente la criptovaluta, ma che non vanno scartati a priori.

Per scongiurare tale scenario sarebbe intanto importante che i prezzi si mantenessero al di sopra di area 29.000, recuperando poi quanto prima i 38.000 dollari, primo passo per un rimbalzo più corposo che possa permettere di allentare le tensioni che negli ultimi giorni si sono fatte davvero forti.

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