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Borse Usa, pericoloso dietrofront, Dow su forte supporto

di Alessandro Magagnolipubblicato:

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Quella di giovedì è stata la quinta seduta consecutiva di ribasso per il Dow Jones Industrial. I minimi di quota 34665 sono sulla media mobile esponenziale a 200 giorni.

Nella prima parte della seduta i principali indici di New York hanno tentato un rimbalzo, Nasdaq +1,60%, S&P500 +1,3% e Dow Jones +1,1%, ma i valori di chiusura sono stati molto diversi: Nasdaq -1,3%, S&P500 -1,1% e Dow Jones -0,89%.

Borse Usa, delude il dato sul mercato del lavoro

Alle preoccupazioni ormai usuali legate all'aumento dei tassi di interesse da parte della Fed si è aggiunto un dato deludente relativo al mercato del lavoro: le nuove richieste di sussidi di disoccupazione nella settimana terminata il 14 gennaio si sono attestate a 286 mila unità, ai massimi da ottobre, superiori alle attese (220 mila) e al dato della settimana precedente (231 mila unità).

Il numero totale di persone che richiede l'indennità di disoccupazione (calcolato sui dati al 7 gennaio) si attesta a 1,635 milioni, superiore a 1,551 milioni della rilevazione precedente (attese 1,580 milioni).

Borse Usa, come si muove la curva dei rendimenti

Il rendimento dei decennali Usa, termometro delle tensioni anche per l'azionario, non ha debordato rispetto ai picchi recenti dell'1,9% toccati mercoledì, riportandosi vicino all'1,8%.

Alcuni osservatori, prendendo spunto dall'andamento della curva dei rendimenti, in particolare dello spread tra quelli del 10 e del 2 anni, in appiattimento, stanno ipotizzando che i mercati stiano iniziando a scontare non solo il rialzo dei tassi e la riduzione del bilancio da parte della Federal Reserve, ma anche un vero e proprio rischio di entrata in recessione da parte dell'economia Usa.

E lo stesso rischio lo corre anche la Cina, come del resto ha messo in evidenza lo stesso presidente cinese Xi Jinping nel suo intervento virtuale al World Economic Forum di Davos, che ha messo in guardia la Federal Reserve sugli effetti che il previsto rialzo dei tassi d'interesse Usa avrebbe sull'economia globale. "Se le principali economie dovessero ridurre o fare un dietrofront nelle loro politiche monetarie, ci sarebbero gravi ricadute negative. Presenterebbero sfide per la stabilità economica e finanziaria globale e i Paesi in via di sviluppo ne sopporterebbero il peso maggiore.

Lo scenario a medio termine potrebbe quindi essere quello di un'inflazione che effettivamente decelera ma a causa di una analoga decelerazione anche da parte della crescita economica.

I mercati hanno fiutato questa prospettiva e si stanno attrezzando per questa eventualità?

Uno sguardo all'andamento dei grafici dei tre principali indici azionari suggerisce l'eventualità che effettivamente il rischio di una vera e propria correzione sia elevato. Certo, una fase ribassista può rappresentare anche un'ottima opportunità di ingresso, in particolare sui titoli tecnologici che si sono apprezzati molto (troppo?) negli ultimi mesi, ma il problema, in caso di ribasso, sarà decidere se e quando rientrare. L'importante è non essere impazienti: se il ribasso effettivamente ci sarà bisognerà ricordare che ha impiegato cinque mesi circa per prepararsi, e un tempo analogo, se non maggiore, potrebbe servire per creare i presupposti per una ripresa duratura.

Nel caso dello S&P500 il ribasso inizia a fare paura. Lo S&P500 si è giocato giovedì la sua carta, ha tentato con i massimi intraday a 4603 di tornare al di sopra della neckline del testa spalle ribassista disegnato dal top del 16 dicembre, ma è stato respinto in modo netto. Elevato ora il rischio di proseguimento del ribasso verso il target del testa spalle, a 4350 circa. Ultimo supporto in grado di evitare il ribasso a 4490, minimo del 3 dicembre.

Il Nasdaq 100, giovedì, è sceso sotto media mobile esponenziale a 200 giorni. Il ribasso del Nasdaq 100 ha accelerato giovedì dopo la violazione a 15020 punti della media mobile esponenziale a 200 giorni. I prezzi erano al di sopra della media da metà aprile 2020. E' presto per dire che è iniziata una vera e propria correzione di tutto il rialzo partito a inizio del 2020 ma il rischio è alto. Sotto 14750 atteso il test dei minimi di ottobre a 14385 circa.

Quella di giovedì è stata la quinta seduta consecutiva di ribasso per il Dow Jones Industrial. I minimi di quota 34665 sono sulla media mobile esponenziale a 200 giorni. La media era già stata toccata il 1° dicembre, in quella occasione dal supporto era partito un bel rimbalzo, questa volta il ribasso sembra più determinato.

Sotto area 34665 il primo supporto sarebbe comunque già a 34380, linea che unisce i minimi di ottobre e dicembre. In caso di violazione anche di quei livelli rischio di cali di altri 1500 punti almeno. Solo sopra 35500, media mobile esponenziale a 100 giorni, le tensioni ribassiste risulterebbe allentate.

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