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Bonus edilizi: in cosa consisterà l'ecobonus in questo 2022?

di FTA Online Newspubblicato: 18 giorni fa

L’ecobonus, agevolazione edilizia che ha come obbiettivo l’efficientamento e il risparmio energetico di un edificio condominiale o unifamiliare, è stato prorogato dalla manovra di bilancio 2022. Vediamo quali sono le novità che lo riguardano.

Tra i bonus edilizi riconfermati nella manovra di bilancio 2022, c'è l'Ecobonus.

Questo bonus è una detrazione fiscale di cui può beneficiare chiunque svolga lavori su edifici condominiali o unifamiliari, di riqualificazione energetica volti a raggiungere un risparmio energetico e a guadagnare almeno due classi energetiche.

L'ecobonus può riguardare due percentuali a seconda dei lavori che vengono svolti: il 50% o il 65%.

Quali lavori vengono inclusi nell'ecobonus al 50%?

Tutti quei lavori che serviranno a risparmiare energia come per esempio:

·       infissi, porte esterne e portoncini;

·       impianti di climatizzazione invernale di classe A o superiore;

·       impianti di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili.

·       tutti quei lavori vengono detratti fino ad un massimo di spesa di 30 mila euro.

Quali lavori vengono includi nell'ecobonus al 65%?

I lavori inclusi in una detrazione del 65% delle spese sostenute riguardano:

·       lavori di sostituzione di impianti con apparecchi ibridi, caldaie a condensazione;

·       sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con generatori d’aria calda a condensazione;

·       impianti di micro-cogeneratori in sostituzione di impianti esistenti, che fanno risparmiare energia fino al 20%.

·       sostituzione di pompe di calore ad alta efficienza e con impianti geotermici;

·       installazioni di apparecchi multimediali per il controllo da remoto degli impianti di riscaldamento;

·       interventi di riqualificazione energetica di edifici esistenti o su parte di edifici.

Per poter usufruire dell'ecobonus bisognerà rispettare tutte le caratteristiche di efficientamento energetico indicate dalla normativa di governo.

Se i lavori vengono fatti su parti comuni condominiali l’importo della detrazione può arrivare anche fino al 75%.

Legge di bilancio 2022 proroga l'Ecobonus fino a fine 2024

La Legge di Bilancio 2022 ha prorogato l'Ecobonus fino a fine 2024. I beneficiari possono usufruirne come detrazione fiscale, come sconto in fattura (se l'azienda che fa i lavori lo accetta) o utilizzando la cessione del credito.

Quando il beneficiario sceglie o lo sconto in fattura o la cessione del credito, avrà necessità di ottenere un visto di conformità da parte di un professionista che confermi la congruità dei prezzi (ovvero che i prezzi sono nella norma e non sono stati gonfiati).

L’ecobonus è stato introdotto la prima volta dal decreto-legge del 04/06/2013 n. 63 e adesso, grazie alla legge di bilancio 2022, il suo utilizzo è stato prorogato fino a fine dicembre 2024, insieme al bonus ristrutturazione e anche al bonus mobili.

Le spese ammesse a questo ecobonus sono tante ecco perché è necessario stabilire quali siano le spese che rientrano nel superbonus 110 e quali invece quelle ammesse nell'ecobonus al 65 o al 50%.

Da chi può essere richiesto l'ecobonus?

Questo tipo di bonus può essere richiesto da qualsiasi cittadino, anche se persona giuridica, che inizi dei lavori su un immobile al fine di risparmiare energia. Possono richiedere il bonus anche i cittadini titolari esclusivamente di redditi esentasse.

Vediamo nello specifico chi può richiedere l'ecobonus:

·       Persone fisiche, società di persone, società di capitali;

·       le associazioni tra professionisti;

·       enti pubblici anche non commerciali

·       i titolari di un diritto reale sull’immobile, gli inquilini, i familiari o i conviventi che pagano i costi sostenuti;

La detrazione fiscale è riconosciuta esclusivamente per quanto riguarda i lavori di risparmio energetico fatti su edifici già esistenti e non in costruzione.

Le spese sostenute durante la  costruzione di un nuovo immobile non sono ammesse all'ecobonus.

Per beneficiare dell’ecobonus, le spese devono essere tracciabili

Per beneficiare dell'ecobonus, le spese devono essere tracciabili

I contribuenti devono pagare le spese con metodi tracciabili; per esempio bonifico, nella cui causale si dovrà indicare il motivo di tale spesa, il codice fiscale, la partita iva e anche i dati dell'azienda a cui è stato effettuato il pagamento.

I contribuenti titolari di reddito d’impresa non sono soggetti al pagamento tramite bonifico, ma sono tenuti a conservare tutta la documentazione delle spese sostenute.

Il beneficiario può scegliere come utilizzare l'ecobonus: se come detrazione fiscale in dieci anni, come sconto in fattura, con l'accordo dell'azienda che ha fatto i lavori, o cedendo il credito a soggetti terzi come banche o intermediari finanziari.

Ricordiamo che secondo il decreto legge n. 157/2021, per evitare il dilagare delle frodi nel settore edilizio, il governo ha esteso l’obbligo di presentare il  visto di conformità e l'attestazione di congruità dei prezzi anche per i soggetti che beneficiano di questo tipo di bonus come l'ecobonus.

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