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Ftse Mib: una blue chip appetibile e una che richiede cautela

di Edoardo Lopezpubblicato:

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Ecco due blue chips di un settore hot a Piazza Affari: quali strategie seguire per ognuna?

Anche a Piazza Affari l'attenzione continua a essere rivolta alle prossime mosse delle Banche Centrali e in particolare della BCE, visto che le sue decisioni impatteranno in maniera diretta sul nostro mercato.

Tra i settori influenzati dal movimento dei tassi troviamo anche quello delle utility che beneficiano di un costo del denaro basso e risentono invece negativamente di un rialzo dello stesso visto il loro elevato indebitamento.

Due utility più forti del Ftse Mib e su nuovi top di sempre

Tra i titoli del Ftse Mib ci sono in particolare due utility accomunate dal fatto di aver aggiornato i loro massimi storici a fine maggio.

Si tratta di Terna che ha toccato il suo prezzo più alto di sempre a 8,37 euro il 25 maggio, mentre il giorno dopo è stata Snam a rivedere all'insù il suo precedente top, spingendosi a 5,61 euro.  

Entrambi i titoli hanno ritracciato dai questi massimi, ma le indicazioni che arrivano dai broker sono molto diverse per ciascuno di essi.

Snam

Partiamo da Snam che da inizio anno mostra un bilancio positivo di quasi un punto e mezzo percentuale, con una evidente sovraperformance rispetto al Ftse Mib, ancora in calo di circa l'11%.  

Le banche d'affari sono nel complesso caute su questo titolo che consigliano di approcciare con la dovuta prudenza.

Proprio due giorni fa Intesa Sanpaolo ha ribadito la raccomandazione "hold" su Snam, con un prezzo obiettivo a 5,4 euro, sostanzialmente sui valori correnti di Borsa.

Gli analisti hanno confermato rating e target dopo le indiscrezioni relative alla quotazione entro fine giugno di De Nora, di cui Snam possiede il 36% del capitale.

Secondo Equita SIM l'Ipo di De Nora, che sbarcherà su Euonext Milan, dovrebbe valere circa 5 miliardi di euro, rispetto agli 1,2 miliardi di valutazione a cui è entrata Snam.

Anche la SIM milanese resta abbottonata sul titolo, reiterando il rating "hold", con un target price a 5,3 euro, già superato dalle attuali valutazioni di mercato.

Non diversa la strategia di Societè Generale che suggerisce semplicemente di mantenere Snam in portafoglio, con un fair value a 5,3 euro.

Terna

Terna in confronto a Snam mostra un saldo positivo ben più corposo da inizio anno, visto che al close dell'8 giugno vanta un rialzo di oltre il 9%.

Rispetto al suo competitor si segnalano anche giudizi differenti da parte delle banche d'affari che in coro invitano a scommettere su Terna.

Un'indicazione di questo tipo giunge da Equita SIM che di recente ha rinnovato l'invito ad acquistare il titolo, con una raccomandazione "buy" appunto e un prezzo obiettivo a 7,9 euro.

Lo stesso target price è stato indicato a fine maggio dai colleghi di Intesa Sanpaolo che suggeriscono di aggiungere Terna in portafoglio, pur evidenziando che il programma di buy-back del gruppo non avrà impatti rilevanti sul titolo.

Ben più generosa la valutazione obiettivo indicata da UBS che da una parte consiglia di acquistare Terna e dall'altra fissa un fair value a 9 euro, valore che implica un potenziale di upside di quasi il 16% rispetto al close dell'8 giugno.

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