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Sette titoli a 5 stelle del mercato italiano

di Alessandro Magagnolipubblicato:

I titoli a 5 stelle della settimana, scelti tra i 100 maggiormente liquidi, sono Intesa Sanpaolo, Mediobanca, Cnh, Fineco Bank, Banca Ifis, Ovs e Credem. Ecco il quadro grafico di queste azioni.

Tabella dei Contenuti

Titoli a 5 stelle

FtaOnline analizza settimanalmente le condizioni del quadro grafico relativo ai titoli azionari del mercato italiano producendo una valutazione sintetica espressa attraverso un sistema di stelle, fino ad un massimo di 5.

I titoli a 5 stelle della settimana, scelti tra i 100 maggiormente liquidi, sono Intesa Sanpaolo, Mediobanca, Cnh, Fineco Bank, Banca Ifis, Ovs e Credem.

Ecco il quadro grafico di queste azioni.

Banca Ifis ha superato i massimi di agosto

Banca Ifis ha archiviato venerdì a 14,13 euro la chiusura di seduta più alta dal 28 giugno. I prezzi hanno superato i massimi di agosto, a 13,99 euro, ma non ancora il picco della candela "shooting star" del 14 novembre a 14,28 euro.

La rottura anche di quella resistenza sarebbe un interessante segnale di forza che potrebbe anticipare movimenti in area 15 euro, sulla media mobile esponenziale a 200 giorni e sul 38,2% di ritracciamento del ribasso dal picco di febbraio.

Resistenza successiva a 16,50 euro. Solo sotto i 13,30 euro si rischierebbe una flessione accentuata, primo supporto a 12 euro.

Cnh punta ai massimi storici

Cnh si sta avvicinando a grandi passi ad un appuntamento importante, quello con i massimi storici di gennaio a 15,58 euro.

Se i prezzi riusciranno a superare quell'ostacolo potranno proporsi per il test di area 18 euro almeno.

Dare per scontata la rottura di una resistenza così rilevante come un precedente record sarebbe molto rischioso, meglio in questa fase quindi mantenere un atteggiamento prudente, anche se volto comunque alla costruzione di strategie rialziste.

Solo in caso di discese nuovamente al di sotto della media mobile esponenziale a 20 giorni, passante a 13,67 euro, renderebbero problematico il superamento dei massimi di inizio anno, primo supporto a 13,02 euro, massimo del 26 agosto.

Credem, resistenza a 6,68 euro

Credem si è lasciato alle spalle di recente il massimo del 29 marzo a 6,36 euro, livello che ora è divenuto un supporto per i prezzi.

La rottura di 6,68, 61,8% di ritracciamento del ribasso dal massimo di febbraio (percentuale di Fibonacci) confermerebbe l'intonazione positiva prospettando la ricopertura del gap del 24 febbraio con lato alto a 7 euro. Resistenza successiva a 7,50.

Ripiegamenti al di sotto di 6,36 sarebbero un primo indizio contrario al proseguimento del rialzo, la violazione a 6,21 del minimo del 10 novembre potrebbe poi anticipare discese verso il massimo del 12 settembre a 6,09 euro.

Intesa Sanpaolo ha superato un ostacolo importante

Intesa Sanpaolo venerdì ha superato, dopo più di una settimana di lotta, la resistenza offerta a 2,19 euro dal massimo del 29 marzo.

La rottura di quel livello ha fornito un primo segnale di forza che se confermato dal superamento di 2,25, 50% di ritracciamento del ribasso dal massimo di febbraio, potrebbe permettere la ricopertura del gap del 24 febbraio a 2,61 euro.

Sotto i 2,10 euro difficile per i prezzi evitare il ritorno in area 1,94, massimi di settembre.

Fineco Bank, target a 16,80 euro

Fineco Bank il 26 ottobre ha completato, superando a 13,50 la linea (neckline) che unisce il top del 31 maggio con quello del 5 ottobre, il testa spalle rialzista disegnato dal minimo del 9 maggio (la seconda spalla è il minimo del 13 ottobre).

Il target della figura, ottenuto proiettandone l'ampiezza dal punto di rottura della "neckline", si colloca a 16,80 euro circa. Resistenza intermedia a 15,45, lato alto del gap del 24 febbraio.

Ripiegamenti al di sotto di 14,10, media mobile esponenziale a 10 giorni, potrebbero anticipare un return move alla linea del testa spalle, adesso in transito a 13,60, solo sotto quei livelli si rischierebbe di vedere negato il recente segnale rialzista.

Mediobanca, oltre 10,20 euro segnale di forza

Mediobanca ha testato con i massimi di venerdì a 10,20 euro il top del 5 maggio. Nell'ultima settimana i prezzi avevano lottato con la trend line ribassista che unisce i massimi di novembre 2021 e di febbraio, superata in chiusura solo venerdì.

La rottura anche di area 10,20 non farebbe altro che confermare il segnale di forza appena inviato e potrebbe anticipare il test del top del 10 febbraio a 10,66 euro. Resistenza successiva a 11 euro.

Sotto area 9,90 potrebbe partire una correzione di tutto il prolungato rialzo visto dai minimi di ottobre a 7,75 euro.

Difficile dire dove potrebbe andare a fermarsi una eventuale correzione (c'è un gap rialzista aperto a 8,32 euro), meglio quindi evitare l'adozione di acquisto sulla debolezza ed attendere la comparsa di nuovi segnali di ripresa.

OVS, compaiono due candele ribassiste

OVS ha disegnato due candele potenzialmente ribassiste, "hanging man", il 15 e il 18 novembre, con massimi in area 2,15 euro, allineati ai massimi di fine marzo e di inizio giugno.

La rottura decisa di area 2,15 fornirebbe un importante segnale di forza, che potrebbe anticipare il test almeno di 2,25, 50% di ritracciamento del ribasso dal top di fine 2021.

Il 50% di ritracciamento è un ostacolo significativo anche in ottica di medio periodo, oltre quello si potrebbe iniziare ad ipotizzare il superamento anche di area 2,50 euro.

Senza la rottura di 2,15 ed in caso di discese sotto area 2,05 potrebbe invece partire una correzione del rialzo visto dai minimi di settembre, supporti a 2 euro e a 1,88 euro, massimo di fine settembre.

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