Asia-Pacific in positivo. Nikkei 225 in progresso del 2,14%

30/04/2020 08:20:13

Dopo il netto recupero di Wall Street (migliore dei tre principali indici newyorkesi il Nasdaq, in rally del 3,57% mercoledì), alla riapertura degli scambi in Asia la tendenza in positivo è proseguita. Principale fattore rialzista, come a New York, l'ottimismo derivante dal miglioramento delle condizioni dei malati di coronavirus in uno studio realizzato da Gilead Sciences, con il suo antivirale remdesivir. Come previsto mercoledì la Federal Reserve ha lasciato invariati i tassi d'interesse Usa intorno allo zero. Secondo il chairman Jerome Powell le migliaia di miliardi di dollari spese per sostenere l'economia americana probabilmente non saranno sufficienti per spingere una solida ripresa. Powell ha messo in guardia sui rischi che potrebbero derivare da un recupero troppo lento. Mentre Hong Kong e Seoul restano chiuse per la celebrazione della nascita di Buddha (festività legata al calendario lunare che cambia data ogni anno), è ampiamente superiore all'1% l'apprezzamento dell'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso, vicino a un guadagno del 5% per l'intera ottava.

Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci principali monete, è poco mosso ma il parallelo rafforzamento dello yen sul biglietto verde non impedisce il recupero di Tokyo: il Nikkei 225 guadagna infatti il 2,14% (fa peggio l'indice più ampio Topix, apprezzatosi comunque dell'1,03%). Sul fronte macroeconomico, in marzo la produzione industriale è crollata in Giappone del 5,2% annuo, in lieve miglioramento rispetto alla contrazione del 5,7% di febbraio e sopra alla flessione del 6,1% attesa dagli economisti. In aprile, invece, la fiducia dei consumatori nipponici è crollata a 21,6 punti dai 30,9 punti di marzo, attestandosi sui minimi di sempre.

L'indice Pmi manifatturiero ufficiale della Cina è sceso in aprile a 50,8 punti dai 52,0 punti di marzo, contro i 51,0 punti del consensus di Reuters. L'indice Pmi elaborato da Markit/Caixin è invece calato a sorpresa nel mese in chiusura a 49,4 punti dai 50,1 punti precedenti e contro i 50,3 punti attesi. A meno di un'ora dal termine degli scambi Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 sono in rialzo di circa l'1,30% e l'1,20% rispettivamente, contro il progresso intorno al 2% dello Shenzhen Composite. A Sydney l'S&P/ASX 200 ha guadagnato il 2,39% a fine sessione.

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