FMI, serve un prezzo minimo globale per le emissioni di CO2

14/09/2021 17:05:32

Ian Parry, il maggiore esperto di politiche fiscali ambientali del Fondo Monetario Internazionale, ha appena pubblicato una nota nella quale sostiene la necessità di fissare a livello internazionale un prezzo minimo delle emissioni di anidride carbonica, superando le regole fiscali nazionali attuali. Parry evidenzia che il momento sembra quello giusto, visto che sono stati già introdotti ben 60 sistemi fiscali di tassazione delle emissioni di CO2 a livello regionale, nazionale e subnazionale. Le maggiori iniziative sono state lanciate in Cina e in Germania, mentre nell'Unione Europea il prezzo delle emissioni è cresciuto ben oltre i 50 euro a tonnellata e il Canada ha annunciato di prevedere una crescita a 170 dollari canadesi entro il 2030.

"Nondimeno - aggiunge Parry - solo un quinto delle emissioni globali è coperto da un programma di prezzamento e la media globale dei prezzi di emissione si aggira su appena 3 dollari a tonnellata. E' una enorme distanza dai 75 dollari a tonnellata richiesti per ridurre le emissioni fino a scongiurare un riscaldamento di due gradi centigradi".

In gioco sarebbero insomma gli obiettivi di Parigi e sono chiamati a un ruolo più attivo i grandi consessi internazionali: un accordo tra Cina, UE, India e USA basterebbe a coprire il 64% delle future emissioni globali di anidride carbonica e uno nel G20 ne coprirebbe addirittura l'85 per cento.

Rispetto al 20% di oggi sarebbe un passo avanti enorme, ma l'Europa - viene da aggiungere - è ancora troppo sola in una gara per la decarbonizzazione che sta costando a imprese e cittadini rincari importanti delle tariffe energetiche e dei costi di produzione.

GD - www.ftaonline.com