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Il gioco dell’Opa piace ancora a Piazza Affari (Parte 1)

di Giovanni Digiacomopubblicato:

Continua la pioggia di offerte sulle quotate di Milano, grandi e piccoli gruppi in uscita dal mercato o in entrata in gruppi industriali maggiori. E’ un segnale di fiducia, ma anche la testimonianza di interessi nazionali ed esteri

Stagione vivace per Piazza Affari. Il crollo dei prezzi e l’apertura di finestre di opportunità, ma anche la necessità di interventi radicali che la quotazione potrebbe ostacolare, continuano a suggerire offerte e delisting a Milano.

OPA annunciate e Rumors

Sono Opa, offerte pubbliche di acquisto, che in genere la proprietà lancia sui titoli approfittando di quotazioni ingenerose generate dagli ultimi mesi di down dei mercati. In altri casi ci sono cambi di proprietà, spesso derivanti dall’investimento di operatori professionali della finanza o dell’industria che puntano dall’estero su piccole eccellenze italiane o le inseriscono in piani generali di sviluppo.

Anche in questo caso ci sono le grandi e le piccole, operazioni annunciate e in corso. Ci sono poi i rumors, sempre da tenere sottocchio quando si parla di finanza straordinaria. Senza considerare gli aumenti di capitale, in denaro o in natura, che rispondono in altro modo a esigenze simili. Lo scopo è sia la difesa del valore, che l’attacco.

Il panorama che ne scaturisce cambia il profilo dei panieri di Borsa Italiana, ma non è una tendenza a senso unico, perché tante società escono dal mercato, ma molte altre affrontano invece la quotazione, spesso nonostante l’andamento negativo degli indici negli ultimi mesi, forti delle proprie prospettive ed evidentemente anche della fiducia di investitori più lungimiranti.

Partiamo dai grandi.

Opa: grandi dossier come Carige e Atlantia

Carige: Da mesi Bper lavora a un’offerta pubblica di acquisto su Banca Carige: 0,80 euro per azione con un premio del 27,76% sul prezzo del 13 dicembre 2021, quando il dossier finì sul mercato, con qualche difficoltà. Il venditore è FITD, ossia il Fondo depositi delle banche che è pronto a cedere la maggioranza della banca ligure per un simbolico euro, ma ricapitalizzandola prima con 530 milioni di euro.

Dopo un po’ di tira e molla, il 10 giugno scorso è stato depositato il documento di offerta, ma – colpo di scena – appena venerdì scorso, un venerdì 17 – la Consob ha sospeso l’istruttoria in attesa di alcune informazioni supplementari. Entro 15 giorni da quella data il dossier di dovrà sbloccare e con esso i termini istruttori. Complessivamente quest’opa ha un valore massimo di poco più di 125,7 milioni di euro per la parte obbligatoria e ammonta a 500 mila euro per la parte volontaria (quella sulle risparmio di Carige).

Da ricordare che nella bufera generale dei mercati, Bper ha subito forti perdite nei giorni scorsi in concomitanza con un piano industriale che non ha deluso gli analisti, ma che a taluni è parso un po’ conservativo. Di certo il titolo di Bper viaggia sostanzialmente sui livelli del marzo 2020, come se fossimo in piena pandemia, mentre dovrebbe cominciare a capitalizzare quell’atteso rialzo dei tassi che a una banca commerciale dovrebbe regalare una marcia in più sul fronte del margine di interesse. Qualcosa non va.

Atlantia. L’altra offerta è quella di Schemaquarantatré su Atlantia. Chi è Schemaquarantatré? È una controllata di Schemaquarantadue che a sua volta è al 65% di Sintonia (la storica holding di casa Benetton controllata tramite Edizione) e per il resto da due veicoli principali lussemburghesi che è più semplice definire come investitori Blackstone. Il corrispettivo offerto per i non pochi asset rimasti al gruppo dopo la cessione di Autostrade per l’Italia a CDP sono stati valorizzati 23,74 euro per azione, comprendendo nel conteggio il dividendo 2022 da 0,74 euro.

C’è un premio del 28,4% rispetto alla data di riferimento del 13 aprile 2022, il controvalore complessivo dell’offerta è di oltre 12,7 miliardi di euro (dividendo escluso). Il documento di offerta è stato depositato in Consob il 4 maggio, due giorni dopo si perfezionava la condizioni della cessione dell’88,06% di capitale e diritti di voto di Aspi a CDP. I prezzi di Atlantia scontano ovviamente da tempo i valori dell’offerta, ma in pratica si attende la pubblicazione del prospetto e l’avvio concreto dell’opa finalizzata al delisting.

Falck Renewables e Coima RES

Falck Renewables. Si è già chiusa poi la proposta su Falck Renewables da parte di Green BidCo. Il delistimg è già avvenuto il 18 maggio, l’opa è stata da 8,81 euro azione per un corrispettivo complessivo monstre di ben 844,7 milioni di euro. I nuovi proprietari del colosso dell’energia da fonti rinnovabili sono essenzialmente Vumindaba Dube, Henry Fayne e Michael Nagle i proprietari della società delle Cayman IIF Holding Gp.

Coima RES. Il colosso immobiliare milanese da tempo sconta i 10 euro messi sul piatto da Evergreen, con un premio del 38,5% sui prezzi medi dei 12 mesi precedenti il 27 aprile 2022. L’offerta prevede anche l’alternativa di un’azione della Bidco (la società offerente) non quotata per ogni azione Coima RES, ma fino al massimo del 25% del capitale.

Evergreen è al 97% di Qatar Holding LLC e al 3% indirettamente di Manfredi Catella. Anche questa proposta è finalizzata al delisting, ma ci si potrebbe anche fermare alla soglia del 66,7% se ritenuto opportuno. Il controvalore massimo dell’offerta è sui 361 milioni di euro.

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