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Area euro, economia depressa

di Alessandro Magagnolipubblicato:

Il Pmi dell’area euro è in forte calo, i timori di una recessione colpiscono tutti i mercati, ma in modo diverso. Ecco cosa sta accadendo al petrolio, alle borse e ai bond.

Il Pmi dell’area euro è in forte calo, i timori di una recessione colpiscono tutti i mercati, ma in modo diverso. Ecco cosa sta accadendo al petrolio, alle borse e ai bond.

Pmi area euro in calo (ma sopra 50)

A giugno il Composite Purchasing Managers' Index (Pmi) calcolato da S&P Global, un indicatore ritenuto capace di bene interpretare la salute dell'economia, è sceso a 51,9 punti dai 54,8 di maggio, deludendo le attese di 54,0 punti di un sondaggio Reuters e posizionandosi ai minimi da febbraio 2021.

E’ vero che una lettura superiore a 50 indica ancora espansione ma a preoccupare è la dinamica, fortemente ribassista, non tanto il valore puntuale dell’indice.

Chris Williamson, chief business economist di S&P Global, ha dichiarato: "La crescita economica della zona euro sta mostrando segni di cedimento, con l'esaurirsi della spinta della domanda repressa dovuta alla pandemia, compensata dallo shock del costo della vita e dal crollo della fiducia di imprese e consumatori".

Williamson ha anche sottolineato che il rallentamento visto a giugno è stato il più brusco registrato dall'indagine dal picco della crisi globale finanziaria del novembre 2008 se si eccettua il periodo delle restrizioni pandemiche.

Male in particolare il Pmi del settore servizi, quello maggiormente significativo per l'economia dell'area euro, che ha giugno è sceso a 52,8 punti dai 56,1 precedenti, ben al di sotto delle attese di 55,5 punti e ai minimi dall'aprile del 2021. Le imprese del comparto servizi hanno subito l'aumento dei costi produttivi e sono state costrette a trasferire parte di questi oneri alla clientela, creando ulteriori pressioni sulla crescita dei prezzi.

Anche il Pmi manifatturiero ha sofferto, il valore riscontrato è di 52 punti dai 54,6 precedenti e sotto i 53,9 previsti da Reuters. Male l'indice della produzione futura, ai minimi dal maggio del 2020, sceso a 51,6 da 55,4: le fabbriche riducono gli acquisti di materie prime sia per l'aumento dei costi sia per la difficoltà di approvvigionamento, è quindi poco probabile che si verifichino dei miglioramenti, almeno nel breve termine.

Il Pmi manifatturiero della Germania è sceso a 52 da 54,8, sotto il consensus di 54 punti, quello dei servizi a 52,4 da 55, inferiore al 54,5 atteso). Il Pmi manifatturiero della Francia è sceso a 51 da 54,6 con attese di 54 punti, quello dei servizi si è portato a 54,4 da 58,3 con attese di 57,6.

Le aspettative di recessione, ben presenti non solo in Europa ma anche negli Usa, hanno cambiato i flussi sui mercati finanziari: borse e materie prime sono in calo mentre si riprendono i bond.

Petrolio WTI debole

Il future sul petrolio WTI è in calo dello 0,45% circa a 105,70 dollari, sempre più lontano dai massimi del 14 giugno a 123,70 dollari circa. A 106,15 dollari si colloca la base del canale crescente disegnato dai minimi di aprile, se questo supporto dovesse venire violato anche in chiusura di seduta diverrebbe probabile il proseguimento del ribasso verso la base del canale che contiene i prezzi dal massimo di marzo, passante a 86,50 dollari circa.

Solo rimbalzi oltre area 112 allontanerebbero lo scenario ribassista prospettando invece il test del lato alto dei due canali citati, il primo contenuto all'interno del secondo, che attualmente sono coincidenti in area 123 dollari.

Bond Usa e Italia in recupero

Il future sul T Note Usa a 10 anni è tornato ieri al di sopra di area 117 dopo aver toccato un minimo a 114,25 circa il 14 giugno. La strada per la ripresa del rialzo passa per il massimo di mercoledì a 117,19, coincidente con la media mobile esponenziale a 20 giorni, e per la trend line ribassista che parte dal top di marzo, in transito a 118,15 circa.

Al superamento della linea il rimbalzo inizierebbe ad essere credibile e potrebbero realizzarsi movimenti in area 120,50. Fino a che i prezzi saranno al di sotto di area 118,15 rimarrà invece alto il rischio che il movimento delle ultime sedute sia solo una correzione temporanea e che i prezzi puntino successivamente verso area 112 almeno.

Anche il BTP future reagisce, la resistenza da battere per potere dare un seguito al rimbalzo visto dal minimo del 14 giugno a 113,78 è a 122,48, sul minimo del 9 maggio. Oltre quei livelli possibile il test in area 128 del massimo del 12 maggio. Sotto area 117 rischio invece di cali verso la base del canale che contiene i prezzi dal picco di marzo, passante a 113 circa.

Ftse Mib su supporto critico

Per quello che riguarda la borsa il nostro Ftse Mib si sta aggrappando al supporto di area 21500 per evitare di doversi confrontare con la soglia critica dei 21000 punti. Fino a che 21500 tiene resta viva la speranza che quello in costruzione dal 14 giugno sia un "doppio minimo", una figura rialzista che, se completata con la rottura di 22500, potrebbe anticipare rimbalzi verso i 23500 punti. Fino in area 23500 attenzione, una eventuale fase di crescita resterebbe fragile.

Sotto 21500 come detto invece probabile il test di area 21000, minimo di marzo praticamente coincidente con il 50% di ritracciamento del rialzo dai minimi di marzo 2020, quindi supporto critico anche in ottica di medio periodo.

La violazione di area 21000 segnalerebbe un ulteriore pesante deterioramento del sentiment di mercato nei confronti della borsa facendo temere cali verso i 19500 punti almeno.

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