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Unicredit, dati oltre le attese e strategie di crescita

di Giovanni Digiacomopubblicato:

Unicredit batte le stime e alza la guidance, il titolo guadagna in Borsa. Il contesto sfidante non frena le performance, ma non facilita neanche operazioni strategiche più corpose

Il terzo trimestre di Unicredit è andato molto bene.
Lo conferma il rialzo di questa mattina in borsa attorno al 3,7%, nonostante la debolezza dell’indice generale Ftse MIB.

E lo confermano soprattutto il superamento delle attese degli analisti e l’innalzamento della guidance, ossia degli obiettivi del gruppo.

Due giorni fa la Repubblica prevedeva il sorpasso storico di Unicredit sugli utili trimestrali di Intesa Sanpaolo (attesi per il 4 novembre), le stime davano a un miliardo gli utili dei tre mesi di Unicredit e a 820 milioni di euro quelli di Intesa.

Unicredit ha fatto nel trimestre utili per 1,3 miliardi di euro in rialzo del 31,1% sul dato di un anno fa: è il settimo trimestre consecutivo di crescita da record, sono i migliori nove mesi e terzo trimestre da almeno un decennio. Ora la palla passa a Intesa, fossero tutti così i confronti finanziari tra le banche italiane…

Unicredit: i dati in breve

Nel terzo trimestre del 2022 il gruppo guidato dall’amministratore delegato Andrea Orcel ha registrato ricavi da 4,57 miliardi di euro (+4,5%) sostenuti dai rialzi dei tassi d’interesse. In realtà proprio il margine di interesse da 2,2 miliardi di euro (+4,8% a/a) ha subito un impatto una tantum collegato al TLTRO III (0,3 mld), ma si è comunque attestato su livelli elevati.
Le commissioni sono invece diminuite dell’1,8% a 1,6 miliardi: minori commissioni su investimenti principalmente nel gestito italiano, parzialmente compensate dalla crescita di certificate e servizi transnazionali Italia-Germania.

I costi sono scesi a 2,3 mld (-3,1% a/a) e c’è stato un balzo del 60% dei proventi da negoziazione a 518 milioni nel trimestre.

I deteriorati lordi al 2,8% del totale dei crediti lordi sembrano decisamente sotto controllo. Il CET 1 ratio è al 15,41%, il patrimonio netto tangibile a 54,6 miliardi di euro (+2,3% a/a). Esclusa la Russia il ROTE (ritorno sul capitale tangibile) è all’11,4%

Gli utili sono appunto volati a 1,3 miliardi di euro (oltre le attese di un miliardo di euro nel consensus diffuso dal gruppo sul terzo trimestre).

Lo scorso settembre Unicredit ha annunciato la seconda tranche del buyback per un miliardo di euro. Da notare che il CET 1 Ratio del 15,41% già deduce questa tranche allineata all’impegno di distribuire 3,75 miliardi ai soci per il 2021 e la maturazione di dividendi 2022 per 1,4 miliardi di euro. La distribuzione di valore sul 2022 - conferma Unicredit - sarà comunque in linea o migliore di quella da 3,75 mld sul 2021.

Unicredit: Orcel alza le stime

Complessivamente il quadro che Unicredit traccia oggi è migliore delle attese e la banca di piazza Gae Aulenti ha alzato le stime per l’immediato futuro, confermando di avere superato il piano industriale su diversi fronti. Nel 2022 Unicredit si attende ricavi oltre i 17,4 miliardi di euro.

Il margine d’interesse dovrebbe superare i 9,6 mld, i costi scendere sotto i 9,4 mld, il rapporto cost/income dovrebbe attestarsi attorno al 51%, con un costo del rischio di 25 punti base.

L’utile netto di fine anno è proiettato ora a 4,8 miliardi di euro, oltre i 4 miliardi circa della previsione precedente. Sostanzialmente margini e ricavi hanno superato le attese del management.

Unicredit e la Russia

Non sono poi mancate le indicazioni sulla Russia, che nei mesi scorsi ha impattato non poco sul titolo e il sentiment dei mercati. Se si inserisce nel perimetro, i ricavi del gruppo sono nei tre mesi di 4,82 miliardi e l’utile si attesta a 1,7 miliardi di euro.

Su questo fronte Unicredit continua a lavorare e ha ridotto l’esposizione cross-border verso il Paese di circa il 50% a 3,1 miliardi di euro mantenendo un approccio di progressivo e cauto de-risking. Gli RWA (asset ponderati per il rischio) di Unicredit erano a fine trimestre di 302,6 miliardi di euro, inclusa la Russia di 320 miliardi.

Su altri livelli strategici il gruppo ha ricordato la semplificazione dell’accordo di bancassurance con CNP in Italia, il consolidamento della partnership con Allianz in Croazia, la fusione di Unicredit Services Spa con la Unicredit Spa (digitale).

Ora per la “migliore banca paneuropea” ci saranno le sfide del consolidamento in Italia e in Europa in una fase di tassi in crescita e rischio recessione. Ci sono sul tavolo, e nelle attese degli analisti, l’M&A strategico annunciato e non attuato, così come un rafforzamento in Germania, dove servono masse. Il contesto sfidante però premia per ora le strategie “light” di redditività e rafforzamento di Orcel.

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