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I giganti tecnologici sentono aria di recessione

di Alessandro Magagnolipubblicato:

Alphabet, Apple, Meta e Netflix tagliano i costi, basterà questo per renderli appetibili agli occhi degli investitori?

Le grandi aziende tecnologiche sentono aria di recessione

Alphabet, Apple, Meta e Netflix hanno tutti annunciato qualche misura di riduzione dei costi di recente in previsione dell'avvio di una fase di recessione o perlomeno di un rallentamento su scala globale. Di recente anche Elon Musk aveva scritto che Tesla dovrebbe congelare le assunzioni e ridurre del 10% la sua forza lavoro per prepararsi ad una situazione economica globale in deterioramento.

Apple vuole essere cauta

Secondo Bloomberg la Apple ha intenzione di ridimensionare il piano di espansione dell'organico dal momento che teme un rallentamento della domanda. Il titolo ieri ha terminato la seduta in calo del 2,06% a 147,07 dollari e adesso, nel premarket, sale dello 0,3% circa. Secondo Bloomberg la società di Cupertino intende essere più cauta in una fase di grande incertezza anche se non rinuncia al programma del lancio di un nuovo prodotto, un visore per realtà mista, atteso per il 2023.

Netflix riduce il personale

Netflix, che oggi presenta la trimestrale, ha annunciato un suo piano di riduzione del personale. La società ha circa 11000 dipendenti e ne ha lasciati a casa nelle ultime settimane alcune centinaia. Resta però invariato per il 2022 il budget per gli investimenti di 17 miliardi di dollari.

Meta non licenzia ma non assume

Meta Platforms decide di mettere uno stop alle nuove assunzioni anche se per adesso non licenzia. Le business unit coinvolte sono Facebook Dating, Gaming, Messanger Kids, Remote Presence. In questo momento l'attenzione dell'azienda è concentrare sui Reality Labs. Mark Zuckerberg intende aggiustare la velocità di crescita dell'azienda in modo che questa sia sostenibile nel tempo.

Google in sintonia con Meta

Anche Google (Alphabet) andrà per la stessa strada di Meta, cioè niente nuove assunzioni ma anche nessun licenziamento. Il CEO Sundar Pichai ha scritto una lettera ai dipendenti nella quale si afferma che le nuove assunzioni saranno concentrate su ingegneri, tecnici e altri ruoli cruciali.

Cosa farà il mercato, deciderà di premiare questi atteggiamenti prudenti, volti a salvaguardare la redditività del business, o, temendo un calo della domanda, penalizzerà ulteriormente i titoli? Ecco cosa dice l’analisi grafica.

Alphabet, resistenza a 120 circa

Alphabet (109,65 dollari circa nel pre market, ieri in calo del 2,46% a 109,03) si muove all'interno di una coppia di linee convergenti dal minimo del 24 maggio.

La base di questo intervallo transita a 108 dollari circa, il lato alto a 119,90. La rottura della parte alta della fascia sarebbe un interessante segnale di forza, che potrebbe anticipare almeno la ricopertura del gap dell'11 aprile a 133 circa. Resistenza successiva a 140 dollari.

Sotto area 108 ci sarebbe invece da temere il peggio, ovvero anche la violazione del minimo di maggio a 101,88 e il proseguimento della discesa verso i 90 dollari.

Figura rialzista per Apple

Apple ha completato il 6 luglio il testa spalle rialzista disegnato dal minimo del 20 maggio. La linea di conferma della figura è quella che unisce il top del 1° giugno e quello del 28 giugno e transita a 137,75 circa.

Solo oltre 152,50, dove si colloca la media mobile esponenziale a 200 giorni, atteso il test del target del testa spalle a 159,50 dollari. Resistenza successiva a 171 dollari. Sotto area 145 probabile invece il ritorno a 137,75.

Con la violazione di quel supporto attesa la ricopertura del gap del 21 giugno con base a 133,08 dollari.

Meta, sopra 210 segnali di forza

Sul grafico di Meta (168,65 circa nel pre market, ieri +1,54% a 167,23 dollari) è riconoscibile un potenziale testa spalle rialzista. La "neckline" della figura, tracciata tra il top del 5 aprile e del 4 maggio, passa a 210 circa.

Oltre quei livelli segnale di forza per il test a 237 circa del top del 5 aprile. Resistenza successiva a 265/70, target del testa spalle.

La violazione a 181 della linea che sale dal minimo di aprile a 169 metterebbe invece in discussione il quadro rialzista facendo temere cali verso i 169 dollari ma anche fino a 140 dollari.

Netflix si muove lateralmente

Netflix (+1,43% nel pre market a 193,65, ieri +0,96%) si muove lateralmente ormai dal minimo del 12 maggio a 162,71.

Solo la rottura della parte alta della fascia, a 207,38, segnalerebbe che il titolo è intenzionato a ricoprire il gap ribassista del 20 aprile con lato alto a 333,22 dollari. Resistenza intermedia a 250 dollari (proiezione dell'ampiezza della fase laterale dall'ipotetico punto di rottura).

Sotto area 160 probabili invece cali fino ai 110/115 dollari.

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