Campari sale del 2,44% e sfida la resistenza decisiva a 6,83 euro

di FTA Online News pubblicato:
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Deutsche Bank aumenta il prezzo obiettivo del gruppo del beverage in vista della trimestrale, mentre gli acquisti sostengono la spinta grafica al FTSE MIB

Campari sale del 2,44% e sfida la resistenza decisiva a 6,83 euro

Campari termina la seduta di giovedì a 6,708 euro, in rialzo del 2,44%, dopo avere oscillato tra 6,51 e 6,708 euro.

Il titolo ha raggiunto il massimo giornaliero proprio nei minuti finali, segnale di una domanda rimasta sostenuta fino alla chiusura.

La performance colloca Campari tra i migliori titoli del FTSE MIB in una seduta particolarmente negativa per Piazza Affari.

Il movimento è stato favorito anche da una rotazione dei capitali: parte delle risorse in uscita dal comparto bancario, penalizzato dalla tensione sul debito sovrano, sembra essersi indirizzata verso settori considerati meno esposti al ciclo finanziario.

Campari non è un titolo difensivo puro, perché risente dell’andamento dei consumi e dei cambi, ma presenta una sensibilità inferiore al rischio sovrano rispetto alle banche e può beneficiare della forza dei propri marchi e della capacità di trasferire almeno parte dell’aumento dei costi sui prezzi finali.

Deutsche Bank alza il target price

Una settimana fa Deutsche Bank ha aumentato il prezzo obiettivo su Campari da 7,10 a 7,30 euro, confermando la raccomandazione buy. Gli analisti attendono la pubblicazione dei dati sulle vendite del terzo trimestre, prevista per il 28 ottobre.

Deutsche Bank stima una crescita organica dei ricavi del 3,6%, leggermente superiore al 3,4% indicato dal consensus.

A livello geografico, le previsioni incorporano:

- una crescita del 4% negli Stati Uniti;

- un aumento del 2,6% in Europa;

- una crescita organica complessiva superiore all’obiettivo annuale indicato dal gruppo.

Secondo Deutsche Bank, Campari dovrebbe confermare la guidance 2026, che prevede una performance migliore rispetto al settore, con una crescita organica delle vendite intorno al 3% e un leggero miglioramento del margine Ebit organico.

La trimestrale dovrà quindi confermare che il miglioramento delle vendite riesce a tradursi anche in una tenuta della redditività, nonostante l’aumento dei costi energetici, logistici e delle materie prime.

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Analisi tecnica: resistenza critica a 6,83 euro

Il quadro grafico è migliorato sensibilmente nelle ultime settimane.

Dopo la formazione di una base nell’area 5,70-5,80 euro, il titolo ha accelerato al rialzo, superando progressivamente quota 6,10 e le successive resistenze a 6,30-6,40 euro.

La media mobile esponenziale a 50 giorni, attualmente nell’area di 6,05-6,10 euro, ha assunto un’inclinazione positiva e accompagna il movimento rialzista. Campari si trova però adesso davanti alla resistenza più importante del grafico: 6,83 euro, livello corrispondente al massimo dell’agosto 2025 e già testato nuovamente il 10 aprile 2026.

La ripetuta incapacità di superare questa soglia ne aumenta il valore tecnico.

Una chiusura confermata sopra 6,83-6,85 euro completerebbe una rottura plurimensile e potrebbe favorire un’estensione verso:

- 7 euro, primo obiettivo psicologico;

- 7,10 euro, successiva area tecnica;

- 7,30 euro, livello coincidente anche con il target price di Deutsche Bank.

Il fatto che giovedì il titolo abbia chiuso esattamente sul massimo della seduta rafforza il tentativo rialzista, ma non consente ancora di considerare superata la resistenza.

I supporti da monitorare

Un primo sostegno si colloca nell’area 6,50-6,55 euro. Finché Campari rimarrà sopra questa fascia, il test di 6,83 potrà essere riproposto rapidamente. Un ritorno sotto 6,50 segnalerebbe invece una perdita di momentum e potrebbe favorire un ripiegamento verso 6,30-6,35 euro.

Il supporto dinamico più importante resta rappresentato dalla media esponenziale a 50 giorni, in area 6,05-6,10 euro.

Il quadro tecnico è quindi costruttivo, ma Campari si trova davanti al passaggio decisivo: la rottura di 6,83 euro trasformerebbe il recente recupero in un movimento rialzista più strutturato; una nuova respinta manterrebbe invece il titolo all’interno dell’ampia fase laterale sviluppata dall’estate del 2025.

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