Danieli chiude l’esercizio con utile in crescita e portafoglio ordini sopra 6 miliardi

di Alessandro Magagnoli pubblicato:
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Aumento a due cifre per le commesse del gruppo metallurgico friulano, ma margini operativi stabili. Gli obiettivi del prossimo biennio e i livelli di prezzo da monitorare

Danieli chiude l’esercizio con utile in crescita e portafoglio ordini sopra 6 miliardi

Danieli & C ha terminato la seduta di venerdì a 59,10 euro, in rialzo del 2,07%, dopo avere oscillato tra 58,55 e 59,40 euro. A mercati chiusi il gruppo ha comunicato i risultati dell’esercizio 2025/2026, che mostrano un utile netto in crescita, ricavi in flessione e un portafoglio ordini salito sopra i 6 miliardi di euro.

Il mercato potrà quindi valutare pienamente i conti soltanto nella seduta di lunedì. L’attenzione sarà rivolta soprattutto alla qualità della raccolta ordini, alla conferma della redditività operativa e agli obiettivi indicati per il nuovo esercizio.

Utile netto in crescita del 5%

Danieli ha chiuso l’esercizio 2025/2026 con un utile netto di 230,4 milioni di euro, in aumento del 5% rispetto all’anno precedente.

Il margine operativo lordo si è attestato a 438,9 milioni di euro, sostanzialmente in linea con quello registrato nell’esercizio 2024/2025. La stabilità dell’Ebitda, nonostante il calo del fatturato, evidenzia una buona tenuta della redditività.

I ricavi operativi sono infatti diminuiti del 9% a 3,833 miliardi di euro. La riduzione riflette soprattutto la diversa tempistica di avanzamento delle commesse e non sembra avere compromesso la capacità del gruppo di produrre margini e generare liquidità.

La cassa prodotta durante l’esercizio è risultata ampiamente sufficiente a finanziare sia gli investimenti sia le rilevanti spese sostenute per ricerca e sviluppo.

Portafoglio ordini in aumento a 6,038 miliardi

Uno degli elementi più favorevoli dei risultati è rappresentato dalla crescita del portafoglio ordini, che al 30 giugno 2026 ha raggiunto 6,038 miliardi di euro, rispetto ai 5,384 miliardi dell’anno precedente.

L’incremento è quindi pari a circa 654 milioni di euro, corrispondente a una crescita superiore al 12%.

Il portafoglio ordini risulta ben diversificato sia per area geografica sia per linea di prodotto. Al suo interno, 362 milioni di euro riguardano il settore della produzione di acciai speciali, rispetto ai 271 milioni contabilizzati un anno prima da ABS Steel Making.

La crescita degli ordini offre una buona visibilità sui ricavi futuri e compensa almeno in parte il calo del fatturato registrato nell’esercizio appena concluso.

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Gli obiettivi per il 2026/2027

Per l’esercizio 2026/2027 Danieli prevede:

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    ricavi compresi tra 3,9 e 4,2 miliardi di euro;

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    Ebitda tra 430 e 450 milioni di euro;

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    cassa netta rettificata tra 1 e 1,1 miliardi di euro;

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    portafoglio ordini compreso tra 5,8 e 6 miliardi di euro.

La parte centrale della guidance implica una moderata ripresa del fatturato e la sostanziale stabilità della redditività operativa.

Il dato sulla cassa netta conferma la solidità patrimoniale del gruppo e garantisce una buona capacità di finanziare gli investimenti, sostenere la ricerca e valutare eventuali opportunità industriali.

Il consiglio di amministrazione proporrà inoltre la distribuzione di un dividendo di 0,31 euro per le azioni ordinarie e di 0,3307 euro per le azioni di risparmio.

Analisi tecnica: rimbalzo dal supporto di 54,50 euro

Dal massimo del 15 giugno, raggiunto poco sotto 78 euro, Danieli si muove all’interno di un canale discendente ben definito.

La flessione può ancora essere interpretata come una correzione del forte rialzo sviluppato tra marzo e giugno. La struttura potrebbe quindi trasformarsi in una flag rialzista, ma per confermare questa ipotesi sarà necessario attendere la rottura del lato superiore del canale.

Il titolo ha recentemente reagito dal supporto di 54,50 euro, coincidente con il minimo del 23 marzo e già testato nelle sedute del 14 e 15 settembre. La tenuta di questo livello ha favorito il recupero verso quota 59 euro.

Il rimbalzo è costruttivo, ma non ha ancora modificato l’impostazione correttiva. I prezzi restano infatti sotto la media mobile esponenziale a 100 giorni e all’interno del canale ribassista.

Le resistenze da superare

Il primo ostacolo è collocato a 61,20 euro. Il superamento di questa soglia rappresenterebbe un primo segnale di rafforzamento e potrebbe favorire un’estensione verso 64,35 euro, livello corrispondente al lato superiore del gap ribassista aperto il 3 settembre.

La fascia compresa tra 64,35 e 65,50 euro rappresenta la vera barriera tecnica di breve e medio periodo. In quest’area convergono infatti:

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    il lato superiore del gap del 3 settembre;

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    la media mobile esponenziale a 100 giorni;

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    la trendline discendente tracciata dal massimo di giugno.

Una chiusura confermata sopra 65,50 euro completerebbe la rottura del canale e costituirebbe un forte indizio a favore della figura di continuazione rialzista.

In questo scenario, i successivi obiettivi sarebbero individuabili a:

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    68-69 euro;

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    71-72 euro;

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    75-78 euro, area dei massimi di giugno.

Il ritorno sopra 65,50 euro permetterebbe quindi di considerare il movimento degli ultimi tre mesi come una correzione ordinata all’interno della tendenza rialzista principale.

Supporto decisivo a 54,50 euro

Al ribasso, un primo sostegno è individuabile tra 57 e 57,50 euro, seguito dall’area 55-54,50 euro.

La perdita di 54,50 euro, soprattutto se confermata in chiusura di seduta, fornirebbe invece un segnale negativo. Verrebbe meno l’ipotesi della flag rialzista e il titolo potrebbe scendere verso il lato inferiore del canale, con primi obiettivi a 52-52,50 euro e successivamente a 50-51 euro.

Il quadro tecnico resta quindi in equilibrio. Il rimbalzo dal supporto è incoraggiante e i risultati societari presentano diversi elementi positivi, in particolare la crescita dell’utile, la stabilità dell’Ebitda e l’aumento del portafoglio ordini. Per ottenere un vero segnale di inversione, Danieli dovrà però superare prima 61,20 euro e successivamente la barriera decisiva di 64,35-65,50 euro.

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Informazioni sull'autore:

Alessandro Magagnoli
Alessandro Magagnoli

Nato nel 1966, mi sono laureato a Londra in economia applicata presso la University of East London nel luglio 1991, per poi conseguire un Master of Science nella stessa disciplina al Queen Mary and Westfield College nell'agosto 1992. La mia passione per l'analisi tecnica è nata nel 1992, e nel maggio 1993 ho ottenuto il diploma in Technical Analysis rilasciato dalla Society of Technical Analysis (STA). Ho insegnato nei dipartimenti di econometria all'Università Bicocca e all'Università Cattolica.