LU-VE da record: toccati i massimi storici a 72,50 euro

di Alessandro Chini pubblicato:
3 min

L'azienda varesina spinge sulla refrigerazione dei data center e archivia un semestre in forte crescita con ordini in aumento del 48%

LU-VE da record: toccati i massimi storici a 72,50 euro
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LU-VE, gruppo attivo nella produzione di sistemi di refrigerazione e raffreddamento industriali, ha fatto registrare ieri un progresso superiore ai 2 punti percentuali. Il rialzo non è di per se particolarmente ampio, ma ha avuto il merito di spingere le quotazioni del titolo sui nuovi massimi assoluti a 72,50 euro prima della flessione che in chiusura li ha ricondotti a 71,30 euro.

I precedenti record non sono troppo distanti da quelli fatti segnare ieri, a fine settembre infatti il titolo si era spinto fino a quota 71,80 mentre a inizio giugno era stato toccato un picco a 71,60 euro.

Lu-Ve, titolo a una possibile svolta tecnica

Dopo la flessione che tra giugno e agosto aveva ricondotto le quotazioni fino a 53,00 euro, il titolo ha ripreso a salire con continuità presentandosi nuovamente al cospetto della resistenza in area 71,60.

Siamo di fatto ad una possibile svolta dal punto di vista tecnico e non solo di breve periodo.

Se i prezzi dovessero archiviare una seduta al di sopra dei 72,00 euro, infatti, inizierebbero a scemare le possibilità che possa formarsi un ampio doppio massimo in area 71,00 e contemporaneamente prendere corpo l'ipotesi di una continuazione del rialzo che si è sviluppato dai bottom di marzo in area 34,50.

Ed anche in questa occasione l'entità del movimento potrebbe rivelarsi importante, tanto da proiettare obiettivi inizialmente sugli 80,00 euro circa e più in alto a ridosso della soglia dei 100,00 euro.

Il primo supporto critico che non dovrà essere violato per garantire spinta alla crescita è posizionato a 67,00 euro. Sotto tale riferimento sarebbe quello a 63,00 euro a dover scongiurare guai peggiori ai corsi, che rischierebbero altrimenti di scivolare verso quota 60,00 almeno.

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Lu-Ve, i risultati del primo semestre

Il gruppo, ubicato a Varese, ha annunciato a inizio settembre i risultati relativi al primo semestre 2026, che hanno evidenziato un fatturato in crescita del 10,3% su base annuale a 325,1 milioni. L'Ebitda rettificato si è attestato a 49,6 milioni (+15,1% rispetto al primo semestre 2025) mentre l'utile netto è balzato del 60% annuo a 27,2 milioni di euro.

Il portafoglio ordini è salito del 48% annuo a 333,3 milioni. Il management ha inoltre aggiornato la guidance di medio lungo termine che ora prevede il margine Ebitda verso il 15-17%, Capex per lo sviluppo a 30-35 milioni annui e l'aliquota fiscale al 22-23%.

Il gruppo si sta ritagliano uno spazio sempre più importante nell'ambito del raffreddamento dei data center, tanto che a fine aprile è stato sottoscritto un accordo quadro pluriennale con un grande hyperscaler, il cui valore potenziale è stimato in oltre 100 milioni di euro per i primi due anni.

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Informazioni sull'autore:

Alessandro Chini
Alessandro Chini

Laureato in Scienze Statistiche ed Economiche all'Università degli Studi di Siena, Alessandro Chini inizia a lavorare nel 1994 nel settore dei processi di supporto alla funzione gestionale e decisionale in ambito finanziario.

Cofondatore nel 1999 di Financial Trend Analysis (FTA Online) società specializzata nell'analisi dei mercati finanziari, nella formazione finanziaria, nella produzione di contenuti economico-editoriali e nel supporto operativo per il trading.

Iscritto all'Albo dei giornalisti pubblicisti, è attualmente direttore responsabile della testata giornalistica online "FTA Online News", collabora inoltre da molti anni con le più importanti testate giornalistiche specializzate in ambito finanziario.