Pirelli: il governo interviene e limita Sinochem per salvare il mercato USA

di Simone Ferradini pubblicato:
3 min

I poteri Golden Power permettono a Roma di limitare l'influenza di Pechino sul gruppo, risolvendo il problema delle cybergomme che Washington non vuole

Pirelli: il governo interviene e limita Sinochem per salvare il mercato USA

Mattinata debole per Pirelli & C in sintonia con l'andamento dei mercati azionari europei. La novità arrivata alla fine della scorsa settimana è rappresentata dall'intervento, probabilmente risolutivo, del governo sul socio di maggioranza Sinochem.

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Il rischio limitazioni alle vendite negli USA

Novità fino a un certo punto dato che da diverse settimane la mossa dell'esecutivo era nell'aria. Il tema è quello dell'influenza di Sinochem, primo azionista del gruppo degli pneumatici con il 37% (dato tratto dal sito Consob), davanti alla Camfin di Marco Tronchetti Provera (ha quasi il 26%). La presenza dello Stato cinese (Sinochem è controllata da Pechino) in un produttore di pneumatici rappresenta un problema per il mercato statunitense: Pirelli produce infatti gomme "connesse" grazie alla sua tecnologia Cyber Tyre.

Il sistema permette, grazie a sensori incorporati negli pneumatici e ad algoritmi proprietari, di dialogare con il sistema elettronico del veicolo e quindi con la connessione di quest'ultimo in rete. Gli USA non vogliono veicoli americani connessi con a bordo tecnologia cinese e hanno minacciato limitazioni alle vendite: Pirelli realizza oltre il 20% dei ricavi in Nord America, quindi la situazione rappresenta un grave rischio per i suoi conti.

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Roma limita Pechino e risolve il problema USA

Venerdì nel tardo pomeriggio il gruppo ha comunicato che il governo, in base ai poteri speciali del decreto Golden Power, ha disposto una serie di limitazioni a carico di Sinochem tra cui: massimo tre candidati al cda che non potranno essere a.d. e presidente; divieto di esercitare attività di direzione e coordinamento; divieto di condividere informazioni sensibili.

Tutto ciò fino a quando Sinochem manterrà una partecipazione superiore al 9,99%. Nella sostanza si tratta di un "invito" ai cinesi a vendere circa il 27%, prospettiva che ovviamente ha un effetto negativo sul prezzo delle azioni, solo in piccola parte compensato dall'intenzione di Camfin si incrementare la propria quota fino al 29,99%.

Secondo Equita le prescrizioni golden power sono sufficienti a permettere a Pirelli di scongiurare limitazioni in USA. Gli analisti pensano inoltre che la soluzione del problema americano potrebbe limitare nel breve il rischio-vendita da parte dei cinesi, ma nel lungo periodo potrebbe non avere senso per loro restare in Pirelli, quantomeno con la quota attuale.

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Informazioni sull'autore:

Simone Ferradini
Simone Ferradini

Nato a Firenze nel 1970. Laurea in Scienze Economiche e Bancarie all'Università di Siena con una tesi sulla gestione del passivo delle banche. Analista finanziario dal 1999 con esperienza nell'ambito dell'analisi fondamentale equity, dell'analisi tecnica e dellanalisi dei dati macroeconomici. Ha tenuto corsi di formazione per personale bancario su mercati e strumenti finanziari. Collabora con FTAOnline dal 2002 occupandosi di approfondimenti tecnici e macroeconomici. Dal 2013 iscritto all'albo dei giornalisti pubblicisti, contribuisce ai lanci del notiziario e redige articoli per il sito.