UniCredit convoca un Cda straordinario: Banca Generali torna al centro del risiko

di Alessandro Magagnoli pubblicato:
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UniCredit convoca un Cda straordinario: Banca Generali torna al centro del risiko

UniCredit ha convocato per oggi un consiglio di amministrazione straordinario

UniCredit ha convocato per oggi un consiglio di amministrazione straordinario. La riunione arriva in un momento particolarmente delicato per il sistema bancario italiano ed europeo: Andrea Orcel sta portando avanti la partita su Commerzbank, mentre l’Opas di Intesa Sanpaolo su Monte dei Paschi di Siena sta modificando rapidamente gli equilibri tra i principali azionisti della banca toscana e, indirettamente, quelli intorno a Generali e Banca Generali.

La convocazione ha quindi alimentato immediatamente le ipotesi su una possibile nuova iniziativa di UniCredit.

Le indiscrezioni raccolte da MF-Milano Finanza ridimensionano tuttavia le aspettative: il consiglio dovrebbe essere dedicato a una serie di informative interne sull’operatività del gruppo, senza deliberazioni relative a nuove acquisizioni o offerte.

Non sarebbe prevista una comunicazione al mercato al termine della riunione. È inoltre possibile che la convocazione sia stata richiesta da uno o più consiglieri per ricevere aggiornamenti su alcuni dossier strategici.

Banca Generali torna sotto osservazione

Secondo Il Sole 24 Ore, tra i temi sui quali potrebbe concentrarsi l’attenzione del consiglio figura anche Banca Generali. Non necessariamente per approvare un’operazione immediata, ma per esaminare le conseguenze del rapido cambiamento dello scenario.

L’interesse attribuito ad Andrea Orcel per le reti distributive nel private banking e nel risparmio gestito rende Banca Generali un’attività potenzialmente coerente con la strategia di UniCredit.

Una rete di consulenti finanziari e una piattaforma specializzata nella gestione dei grandi patrimoni permetterebbero infatti al gruppo di rafforzare la componente commissionale e di ridurre la dipendenza dai ricavi legati al margine d’interesse.

Banca Generali è però controllata da Assicurazioni Generali. Le recenti ipotesi su un possibile acquisto, da parte della compagnia triestina, delle quote di minoranza della controllata potrebbero avere indotto UniCredit a valutare attentamente l’evoluzione del dossier.

Il quadro è reso ancora più interessante dalla partecipazione vicina al 9% detenuta da UniCredit in Generali. Orcel non è quindi un osservatore esterno: il gruppo è uno dei principali azionisti della compagnia e può avere interesse a comprendere come le diverse operazioni bancarie incidano sugli assetti futuri del Leone.

La crisi del piano di Lovaglio cambia lo scenario

Banca Generali, insieme a Banco BPM, era uno dei due obiettivi delle offerte pubbliche di scambio annunciate da MPS come risposta all’Opas promossa da Intesa Sanpaolo.

Il progetto di Luigi Lovaglio prevedeva la costruzione di un polo capace di combinare attività bancarie, gestione del risparmio e assicurazioni. La strategia incontra però un’opposizione crescente tra gli azionisti di Montepaschi.

Delfin ha assunto l’impegno di aderire all’offerta di Intesa con il proprio 17,6%. Edizione ha annunciato la stessa scelta per la quota dell’1,45%, mentre la holding di Francesco Gaetano Caltagirone, titolare del 13,5%, voterà contro i punti straordinari dell’assemblea MPS del 29 ottobre.

A queste posizioni si aggiunge il rifiuto di Crédit Agricole di conferire la partecipazione vicina al 30% detenuta in Banco BPM all’offerta del Monte.

Il piano difensivo di Lovaglio appare quindi sempre più difficile da realizzare. Se l’assemblea bocciasse le operazioni su Banco BPM e Banca Generali, verrebbe meno anche la condizione posta da Intesa per mantenere efficace la propria Opas su MPS.

La partita non è ancora formalmente chiusa, ma il baricentro si sta spostando con crescente evidenza a favore di Carlo Messina.

Orcel potrebbe inserirsi nella partita?

Il possibile interesse di UniCredit per Banca Generali deve essere interpretato con prudenza. Al momento non risultano offerte, negoziati formali o decisioni del consiglio.

Esistono però diverse ragioni industriali che possono giustificare un approfondimento:

  • •

    il private banking garantisce ricavi commissionali relativamente stabili;

  • •

    Banca Generali dispone di una rete distributiva difficilmente replicabile;

  • •

    UniCredit possiede già una partecipazione rilevante in Generali;

  • •

    il fallimento delle operazioni promosse da MPS potrebbe liberare nuovamente Banca Generali dal perimetro del progetto di Lovaglio;

  • •

    Intesa, in caso di successo su MPS, rafforzerebbe ulteriormente la propria posizione nel sistema italiano.

Orcel potrebbe quindi limitarsi a studiare il dossier, mantenendo aperte più opzioni. Tra analizzare un’attività e preparare un’offerta esiste però una distanza rilevante, soprattutto considerando l’impegno finanziario e politico già richiesto dalla partita Commerzbank.

Il fronte tedesco resta prioritario

UniCredit continua infatti a essere impegnata nel tentativo di consolidare la propria posizione in Commerzbank. L’operazione incontra la resistenza del governo tedesco, preoccupato per il futuro della sede centrale, dell’occupazione e del finanziamento alle imprese nazionali.

Il ministro delle Finanze Lars Klingbeil ha definito costruttivo l’incontro con Orcel, ma ha ribadito tre condizioni politiche essenziali:

  • •

    tutela del credito alle piccole e medie imprese tedesche;

  • •

    mantenimento della sede centrale a Francoforte;

  • •

    protezione degli interessi dei dipendenti.

Resta inoltre atteso il completamento dell’iter autorizzativo presso la BCE per l’eventuale aumento della partecipazione di UniCredit dopo l’offerta. Il consiglio odierno non dovrebbe però riguardare il via libera definitivo dell’autorità di vigilanza, perché una decisione di questo tipo richiederebbe una comunicazione formale al mercato.

Una riunione informativa, ma in un momento decisivo

Il Cda straordinario potrebbe quindi concludersi senza annunci. Questo non significa che la riunione sia irrilevante.

La crisi della strategia di MPS, il probabile rafforzamento di Intesa, gli assetti di Generali, il futuro di Banca Generali e il confronto con Berlino su Commerzbank stanno componendo un’unica grande partita sul consolidamento finanziario europeo.

Orcel potrebbe non essere ancora pronto a muovere. La convocazione dimostra però che UniCredit intende seguire da vicino uno scenario nel quale le opportunità possono aprirsi e chiudersi molto rapidamente.

Lovaglio non è ancora formalmente fuori gioco e Orcel non è entrato nella partita su Banca Generali, ma le condizioni perché il dossier venga studiato esistono tutte.

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Informazioni sull'autore:

Alessandro Magagnoli
Alessandro Magagnoli

Nato nel 1966, mi sono laureato a Londra in economia applicata presso la University of East London nel luglio 1991, per poi conseguire un Master of Science nella stessa disciplina al Queen Mary and Westfield College nell'agosto 1992. La mia passione per l'analisi tecnica è nata nel 1992, e nel maggio 1993 ho ottenuto il diploma in Technical Analysis rilasciato dalla Society of Technical Analysis (STA). Ho insegnato nei dipartimenti di econometria all'Università Bicocca e all'Università Cattolica.