S&P500 e Treasury Note rassicurati dalla Fed, ecco gli scenari

S&P500 e Treasury Note rassicurati dalla Fed, ecco gli scenari

La Fed ha mostrato ottimismo, come emerso dai verbali del meeting del Federal Open Market Committee (Fomc, la commissione della Fed che si occupa di politiche monetarie) di 16 e 17 marzo, sulla ripresa economica e sull'andamento della lotta al Covid, ha ridimensionato i rischi di inflazione confermando che i recenti incrementi dei rendimenti dei bond riflettono le forti attese di crescita.

Charles Evans, president della Federal Reserve (Fed) di Chicago, si è detto fiducioso sulla previsione di una crescita sostenuta quest'anno ma ha sottolineato che l'istituto centrale di Washington dovrà vedere progressi effettivi verso i propri obiettivi, non solo previsioni migliori, prima di ridurre il suo massiccio programma di acquisto di asset. "Dovremo passare mesi e mesi con un'inflazione più alta prima che io abbia anche solo un'opinione sul fatto che questo sia sostenibile o meno e non sarà piacevole", ha dichiarato Evans, secondo quanto riporta Reuters. "Dovremo davvero essere pazienti e disposti a essere più audaci di quanto la maggior parte dei banchieri centrali conservatori sceglierebbe di essere se vogliamo effettivamente aumentare le aspettative d'inflazione in modo sostenibile", ha aggiunto Evans.

Evans ha aggiunto che la recente crescita dei rendimenti dei Treasury deve essere considerata "cosa buona" dal momento che riflette l'ottimismo sull'economia e l’aspettativa di un'inflazione leggermente più alta, gradita in questa fase di ripresa del ciclo. Secondo Evans il rialzo dell’inflazione "È un segno che l'economia sta andando meglio", aggiungendo poi di ritenere che l'inflazione del 2,5% non dovrebbe essere "fuori dai limiti" e che sarebbe favorevole ad un'inflazione anche vicina al 3%, che andasse ad aumentare quella media fino all'obiettivo del 2% della Fed.

I problema è che secondo alcuni analisti nel 2021 l'inflazione potrebbe raggiungere valori molto più alti di quelli ipotizzati dalle fonti ufficiali, spingendosi tra il 5% e il 6%, e se questo dovesse accadere bisognerà vedere se i mercati sapranno mantenere i nervi saldi. Probabilmente l'atteggiamento "dovish" del Chairman della Fed ha proprio questo scopo, convincere i mercati che la banca centrale resterà ferma anche se la crescita dei prezzi dovesse accelerare oltre le previsioni.

I mercati, rassicurati da un prospettiva di politica monetaria accomodante ancora a lungo, iniziano a ragionare sulla prospettiva che il piano relativo alle infrastrutture presentato di recente possa effettivamente venire approvato senza modifiche. Secondo il Wall Street Journal, che ha raccolto il parere di diversi membri del Congresso e di esponenti politici, è probabile che il piano da 2300 miliardi di dollari relativo alle infrastrutture possa venire molto smagrito nel prossimo futuro, dal momento che non solo i Repubblicani sono contrari agli interventi così come sono stati prospettati ma anche alcuni Democratici. 

Se la parte più concreta del piano dovrebbe andare avanti, ovvero quella relativa a strade, ponti, ferrovie e trasporto pesante, rischia invece di essere ridimensionata quella relativa alle voci meno tangibili (espandere l'accesso alla banda larga, assistere gli anziani…). 

La frenata nel rialzo dell’euro dollaro dopo alcune seduta di rapida crescita grafica (dollaro debole) e il rallentamento nella corsa dello spread tra tassi a lunga e a breve scadenza potrebbe essere il risultato di queste mutate aspettative. I mercati iniziano a pensare che l’aumento dell’inflazione causata dall'intervento statale potrebbe rivelarsi meno incisivo di quanto temuto, tenendo quindi a bada l’aumento dei rendimenti sui Treasury a 10 anni e rendendo più probabile una nuova fase di crescita delle borse.

Il future sul Treasury decennale sembra pronto a mettere a segno un rimbalzo. I prezzi si sono scontrati nelle ultime sedute con la media mobile esponenziale a 20 giorni, passante in area 131,85 (prezzi espressi in centesimi). Il rallentamento nella discesa, che era stata molto rapida tra fine gennaio e inizio marzo, del resto è evidente, tanto che è comparso un piccolo doppio minimo (figura rialzista) con base in area 130,80 dal 30 marzo. Se i prezzi dovessero salire oltre area 132 potrebbe partire un rimbalzo verso area 133,50/134, quindi un calo dei rendimenti. Ovviamente se i prezzi dovessero muoversi in direzione diversa, andando a violare il supporto critico di area 130,80, verrebbe segnalata la ripresa del ribasso delle quotazioni (e del rialzo dei rendimenti) dopo la recente pausa. Dal momento che la crescita dei rendimenti sui bond disturba quella delle borse, se il doppio minimo sul grafico del Treasury decennale venisse confermato, ne deriverebbero segnali di rafforzamento anche per il mercato azionario. 

Lo S&P500 del resto si trova su una resistenza critica, in area 4080 si colloca infatti la proiezione del 61,8% dell'ampiezza del movimento disegnato tra il minimo del 23 marzo 2020 e il massimo del 2 settembre effettuata dal minimo del 24 settembre. In pratica con il rialzo dal 24 di settembre lo S&P500 arrivando in area 4080 ha percorso il 61,8% (percentuale di Fibonacci) del rialzo precedente. Secondo la teoria delle proiezioni, mutuata da quella delle onde di Elliott, se la resistenza offerta dal 61,8% di proiezione viene superata diventa probabile il raggiungimento del 100% di proiezione, quota che in questo caso si colloca a 4600 punti circa. Lo S&P500 sta quindi percorrendo un crinale decisivo, se riuscirà ad allontanarsi da area 4080 dimostrerà di avere metabolizzato i recenti rialzi dei rendimenti sulle obbligazioni (che contestualmente potrebbero andare incontro ad una fase correttiva) e di essere pronto per salire un nuovo ampio gradino della scala rialzista iniziata lo scorso marzo, se invece i prezzi dovessero iniziare a scendere da area 4080, violando magari la media esponenziale a 10, giorni, passante in area 4010, si potrebbe iniziare a temere l'avvio di una flessione, di una fase di ripensamento che potrebbe dimostrarsi anche di una ampiezza rilevante.