Borsa Italiana in calo: rally del petrolio, vendite diffuse su banche e AI

di FTA Online News pubblicato:
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Nuova seduta di passione per i mercati azionari italiani, europei e statunitensi. Si segnala in giornata una forte riaccelerazione delle quotazioni del petrolio greggio con il Brent che torna a 105,5 dollari al barile (+5,33%) e il WTI che si muove in parallelo mentre dal Medioriente giungono le notizie di un numero record di attacchi alle petroliere che tentano il transito e lo scenario di una parziale normalizzazione vacilla.

In rosso i mercati americani: S&P 500 -0,4%; NASDAQ -0,67%; Dow Jones -0,39%.

Fanno anche peggio i mercati europei: EURO STOXX 50 -0,94%; Londra (FTSE 100) -0,22%; Francoforte (DAX) -1,21%; Parigi (CAC 40) -0,51%; Madrid (IBEX 35) -1,02%.

Molto male anche Piazza Affari: FTSE MIB -1,35%, FTSE Italia All-Share -1,36%, FTSE Italia Mid Cap -1,16%, FTSE Italia STAR -1,5%. Poco mosso l’euro sul dollaro: EUR/USD segna 1,1197 (+0,02%).

Ripiega in queste ore il rendimento del Treasury USA decennale al 5,29% e anche il trentennale vede lo yiled riassestarsi al 5,66 per cento, su livelli comunque elevati per un’asset class al centro della recente crisi.
Vanno un po’ meglio le cose in Europa oggi: il rendimento del BTP decennale flette di 7 punti base e torna al 4,6%, lo spread sul Bund si pone 111 pb e c’è un generale ridimensionamento dei premi al rischio con lo yield dell’OAT francese che torna al 4,88% anche se proseguono le tensioni che in Francia accompagnano la discussione sul budget 2027 (dati MTS).

La pressione sui titoli del credito italiani ed europei invece non si attenua: Euro Stoxx Banks -2,1%, Ftse Italia Banche -2,74% Tiene ancora banco il tema delle svalutazioni dei titoli di Stato nel portafoglio delle partecipazioni bancarie e assicurative, ma la BCE e la BIS, tra gli altri, hanno chiarito che oggi il nesso che aveva aggravato la crisi del debito sovrano è decisamente molto più gestibile, anche grazie alla crescita della patrimonializzazione delle banche e alla contabilizzazione al costo ammortizzato di buona parte del portafoglio di sovereign.

In chiusura è positiva Banca Generali +0,25% mentre Finecobank cede alle vendite (-1,04%). Il gruppo Caltagirone ha implicitamente formalizzato l’intenzione di appoggiare l’offerta di Intesa Sanpaolo (-2,95%) su Banca MPS (-2,88%) annunciando il suo no al piano dell’ad Luigi Lovaglio che passerebbe per un’offerta su Banco BPM (-2,01%) e Banca Generali e per un dividendo straordinario. Il finanziere romano controlla il 10,26% del capitale di MPS e già nei giorni scorsi gli eredi Del Vecchio hanno schierato il proprio 17,53% della banca senese a favore dell’offerta di Intesa.

In leggero rialzo Banca Mediolanum (+0,04%), la banca dei Doris, come Fineco, Banca Generali, Azimut (-0,35%) e Anima hanno pubblicato nelle ultime 48 ore dati record sulla raccolta netta di settembre.
Si segnalano anche i rumors su una possibile offerta di Generali (-1,44%) per l'asset manager di cui è azionista di controllo con il 50,2% Banca Generali

Oltre al rally del greggio si nota oggi un rialzo del gas naturale con il TTF olandese ormai a 79,51 €/MWh (+1,83%). Ne approfittano Eni +2,66%, Tenaris +1,32% e in misura minore Saipem (+0,57%)

Si segnala un calo prociclico dell’AI oggi a Milano: STM -3,75%, Technoprobe -2,31% e Prysmian -1,61%

Brutta seduta per Gens Aurea –8,76% a 12,5 euro sul prezzo del collocamento del 5% concluso dall'azionista di controllo Mattina Holding che vede la sua partecipazione scendere all'83,5%.

E’ invece una buona giornata borsistica per doValue +0,55% dopo l'approvazione del piano industriale 2027-2029, con due principali obiettivi finanziari: EBITDA di 330–350 milioni di euro con margine fino al 40% e Free cash flow ricorrente a 100–120 milioni, pari a una cash conversion di circa il 30-35%, a supporto di un leverage netto nel range 2,0x-2,5x, della remunerazione degli azionisti e di operazioni tattiche di M&A bolt-on. Aggiornata la guidance 2026 con EBITDA a 270-290 milioni da circa 300 milioni precedentemente previsti.

In calo di nuovo l’oro a 4.107 dollari l’oncia.

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