Carlo Lucarelli parlerà di Garlasco a Blu Notte "fra 20 anni", la verità sul caso? "Esiste solo nei gialli"
pubblicato:Per Carlo Lucarelli il caso Garlasco è appassionante, ma ne parlerà su Blu Notte "fra vent'anni", ovvero "quando sarà più chiaro"

"Io un giallo l'avrei scritto proprio così". Con queste parole Carlo Lucarelli, con il suo ritorno glorioso in tv con il suo format più amato, Blu Notte, non nasconde una certa passione per il delitto di Garlasco. Non manca una fetta di pubblico che sogna di ascoltare la storia dell'omicidio di Chiara Poggi con la voce del celebre conduttore e scrittore, ma il diretto interessato frena le aspettative: "Lo racconterò fra vent'anni, quando sarà più chiaro", riferisce in un'intervista rilasciata al settimanale Giallo.
Il caso Garlasco a Blu Notte? "Fra vent'anni"
Nel numero del settimanale Giallo uscito il 30 settembre, l'inviata Margherita Geronimo ha intervistato Carlo Lucarelli. Un nome altisonante, quello dello scrittore e conduttore, che a settembre è ritornato in tv con il format più amato, Blu Notte. Dopo le prime puntate dedicate al giallo di Antonella Di Veroli e ai delitti del Mostro di Modena, sabato 3 ottobre ritornerà con l'omicidio di Francesca Alinovi.
E Garlasco? Carlo Lucarelli dice chiaramente: "È cronaca, e la cronaca la fanno i giornalisti", quindi "lo racconterò fra vent'anni, quando sarà più chiaro e non ci sarà una novità al giorno".
Per Carlo Lucarelli "è un gran bel giallo"
Carlo Lucarelli trova che il delitto di Garlasco sia "un gran bel giallo", ma c'è anche una nota di amarezza: "La verità assoluta esiste solo nei gialli", perché "lì è l'autore che decide tutto". Per questo sull'omicidio di Chiara Poggi "di certo avremo una novità giudiziaria".
Ha anche un pensiero su Alberto Stasi, che per rispetto del lavoro della collega di Giallo non riporteremo, ma è un pensiero condiviso da buona parte dell'opinione pubblica. Nell'insieme, Lucarelli invita alla calma, anche perché - si può ben dire - qualora Andrea Sempio andasse a processo i tempi della giustizia italiana potrebbero estendersi, dunque potrebbero volerci anni prima di arrivare alla verità (giudiziaria, ripetiamo) sull'omicidio di Chiara Poggi. Viene spontaneo, a questo punto, ricordare un pensiero espresso da Marco Travaglio il 10 maggio 2026, durante una puntata di Accordi & Disaccordi su Nove.
Il j'accuse di Marco Travaglio
Secondo Marco Travaglio, con il caso Garlasco il mondo dell'informazione ha toccato "uno dei punti più bassi". Quello dell'omicidio di Chiara Poggi è "l'unico caso della storia di una donna uccisa due volte", perché "si procede contro Sempio quando c'è ancora il colpevole Stasi".
La "cronaca giudiziaria è affidata ormai a gente che non ha mai visto un processo nemmeno col binocolo", e ricorda che "il ragionevole dubbio finisce quando c'è il timbro dei giudici della Cassazione". Poi Travaglio ha commentato le polemiche sul "processo indiziario". Come ci spiega Altalex, un processo indiziario non si basa su prove dirette, ma "sulla valutazione di una pluralità di indizi penali". Ciò è regolamentato dall'art.192 del Codice di Procedura Penale, di cui riportiamo il testo:
1) Il giudice valuta la prova dando conto nella motivazione dei risultati acquisiti e dei criteri adottati.
2) L'esistenza di un fatto non può essere desunta da indizi a meno che questi siano gravi, precisi e concordanti.
3) Le dichiarazioni rese dal coimputato del medesimo reato o da persona imputata in un procedimento connesso a norma dell'articolo 12 sono valutate unitamente agli altri elementi di prova che ne confermano l'attendibilità.
4) La disposizione del comma 3 si applica anche alle dichiarazioni rese da persona imputata di un reato collegato a quello per cui si procede, nel caso previsto dall'articolo 371 comma 2 lettera b).
Quindi Travaglio continua: "Quanti processi sono indiziari? Tutti quelli dove non c'è il filmato dell'omicidio, la confessione dell'assassino, l'arma con l'impronta dell'assassino o il testimone oculare". Infine, fa presente che per i processi indiziari solitamente si possono verificare sentenze diverse.
Le sentenze del processo ad Alberto Stasi
Alberto Stasi, infatti, è stato assolto in primo grado e in Appello, poi - dopo l'intervento della Cassazione - è stato condannato in Appello Bis e, infine, condannato con sentenza definitiva dagli ermellini.
Le sentenze di condanna (Appello Bis e Cassazione) sono consultabili liberamente e gratuitamente online, così come quella della Cassazione che annullò i primi due gradi di giudizio.
Annullamento dei primi due gradi di giudizio (18 aprile 2013)