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Garlasco, De Rensis sui presunti risultati omessi sulla bici di Stasi: "Basta con i 'non ricordo'"

di Luca Mastinu pubblicato:
5 min

Cos'è successo, realmente e oggettivamente, a quei test condotti sui pedali della bicicletta di Alberto Stasi nel 2007? La difesa di Stasi sottolinea la falla e l'errore, il consulente dei Poggi nega le omissioni e Giada Bocellari chiede onestà intellettuale

Garlasco, De Rensis sui presunti risultati omessi sulla bici di Stasi: "Basta con i 'non ricordo'"

Dal 28 settembre Antonio De Rensis e Giada Bocellari, che difendono Alberto Stasi, sono in prima linea per quanto emerso nella giornata destinata alla chiusura delle indagini a carico di Andrea Sempio: la Procura di Pavia, infatti, ha fatto presente che due contro-analisi che smentivano la presenza di Dna di Chiara Poggi sui pedali della bicicletta Umberto Dei del fidanzato non sarebbero mai state poste agli atti. Per Bocellari si tratta di "elementi nuovi che disintegrano la condanna", ma il consulente della famiglia Poggi, Marzio Capra, parla di "contro analisi note fin da subito alle parti" e "risultati mai nascosti tanto che sono messi nero su bianco nella relazione del 2007 del Ris di Parma".

Lo sfogo di Antonio De Rensis

Ascoltato dai giornalisti il 29 settembre, Antonio De Rensis tuona: "Nessuno ha detto a qualcuno che c'erano quei due risultati negativi, e questo andrà spiegato". Poi aggiunge: "Non ci può nascondere dietro i 'non ricordo'", riferendosi probabilmente ai numerosi "non ricordo" riferiti da Gennaro Cassese, una formula che secondo il legale di Stasi viene giocata "quando c'è qualcosa di scomodo".

"Tutto quello che ha fatto Stasi lo ricordano tutti, le altre cose 'non ricordo'", continua il legale, che si domanda: "Come mai il pm Muscio questi dati non li ha avuti?". Secondo De Rensis, se qualcuno avesse messo al corrente il pm Muscio sull'esistenza di tali esiti negativi "probabilmente avrebbe detto: 'Alt! Vediamo se dobbiamo fermare Stasi', perché quel fermo ha segnato un punto di non ritorno, e lo sappiamo tutti".

La replica di Marzio Capra: "Risultati mai nascosti"

Adnkronos ha raccolto, invece, la replica di Marzio Capra, sin dall'inizio consulente della difesa della famiglia Poggi. Capra sostiene: "Non c’è stato nessun doppio esito negativo dopo il risultato certo sulla presenza di Dna di Chiara Poggi sulla bicicletta Umberto Dei di Alberto Stasi", e parla, piuttosto, di "contro analisi note fin da subito alle parti e di risultati mai nascosti tanto che sono messi nero su bianco nella relazione del 2007 del Ris di Parma".

Nello specifico, Capra spiega che si tratta di un banale fraintendimento informatico legato alla catalogazione dei dati grezzi. L'esito negativo con data 20 settembre non era un test successivo, ma la semplice modifica del file relativo al primissimo tentativo fallito il 10 settembre su un campione ancora non pulito.

Infatti, come sottolinea il consulente, "il 19 settembre 2007 viene eseguita un'amplificazione del Dna e la provetta viene caricata sul sequenziatore, ma la macchina dà problemi di corsa". Risolto l'intoppo tecnico, l'analisi è stata subito ripetuta: "Il campione caricato in doppio restituisce due profili perfetti: 15 marcatori sono di Chiara Poggi". Capra conclude ribadendo che "ciò che conta è la run date e la relazione del Ris conferma che se inizialmente siamo di fronte a un risultato negativo l'ultimo esito restituisce, invece, il Dna della vittima".

La replica di Giada Bocellari a Ignoto X

In collegamento con Ignoto X durante la puntata di martedì 29 settembre, Giada Bocellari dice: "Arrivo a pensare che si voglia creare confusione. Auspico che ci sia onestà intellettuale". E precisa: "Quel campione, con il nome bu_p, è stato prelevato l'11 settembre (2007, ndr), e questo il dottor Capra lo sa, visto che, a mia differenza, lui nel 2007 c'era, e io non c'ero".

Quindi: "Basta guardare i tracciati, basta guardare le corse, e queste corse non sono entrate nel fascicolo". Poi si rivolge alla difesa e ai relativi consulenti della famiglia Poggi: "Dovrebbero domandarsi perché anche a loro questi dati non sono arrivati", e ribadisce che dovrebbe essere interessa "di tutte le parti capire cosa è accaduto, ma perché Alberto Stasi? Mi dispiace, ma non lo capisco più".

Perché si parla di "corsa" nel delitto di Garlasco: cos'è l'elettroforesi

La stessa Giada Bocellari, la mattina del 29 settembre, ha parlato di "corsa elettroforetica" nel corso di un'intervista. E la parola "corsa", come abbiamo visto, ricorre sovente nel dibattito sul Dna di Chiara Poggi sui pedali della bicicletta Umberto Dei di Alberto Stasi. Parliamo, dunque, di elettroforesi.

L'elettroforesi su gel di agarosio, spiega il dottor Philip Serwer è una tecnica utilizzata nei laboratori di biologia per separare e analizzare i frammenti di Dna o Rna. Il principio di base si fonda sull'elettricità: le molecole di acido nucleico possiedono una carica naturale negativa e, quando vengono immerse in un campo elettrico, si muovono verso il polo positivo. Per controllare questo movimento si usa un gel a base di agarosio, uno zucchero naturale che una volta sciolto e raffreddato crea una struttura ricca di microscopici pori.

Questa trama agisce esattamente come un setaccio: i frammenti di Dna più piccoli riescono a passare rapidamente attraverso le maglie, mentre quelli più grandi e pesanti incontrano maggiore resistenza e avanzano con lentezza. Il materiale viene inserito in piccole fessure del gel, chiamate pozzetti, insieme a un liquido colorato che ne facilita il deposito.

Per scoprire la misura esatta dei frammenti analizzati, si confronta il loro percorso con quello di un campione di riferimento a grandezza nota. Infine, poiché il Dna è invisibile a occhio nudo, si aggiunge una sostanza colorante speciale che si lega alle molecole e diventa luminosa quando il gel viene illuminato con una lampada a luce ultravioletta.

Brevemente, l'elettroforesi è un setaccio per il Dna cui i biologi ricorrono per individuare un frammento preciso di Dna tra frammenti lunghi, passati per il "setaccio".

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Informazioni sull'autore:

Luca Mastinu
Luca Mastinu

Respira, vive e muore di cronaca nera. Nel 2016 scopre il fact-checking e si innamora dell'informazione. Nel 2018 si tuffa nel giornalismo musicale con Optimagazine, dal 2021 si occupa di cronaca su Virgilio Notizie. Dal 2026 collabora con FTA con i quotidiani approfondimenti sulla nera. Podcaster, racconta il true crime con Stoner. Divora libri di inchiesta. Classe 1983, caffeinomane sardo con disturbi d'ansia.

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