Emanuela Orlandi, Laura Casagrande contro un inviato di Filorosso: "Potrei farle del male"
pubblicato:L'inviato di Filorosso, Gabriele D'Angelo, ha raggiunto Laura Casagrande per chiederle conto delle indagini per false dichiarazioni, aperte a suo carico nell'inchiesta sulla scomparsa di Emanuela Orlandi. "Perché questo silenzio? L'ha minacciata qualcuno?", ma la donna non ha risposto

Nel corso della puntata di Filorosso andata in onda martedì 29 settembre, l'inviato Gabriele D'Angelo ha raggiunto Laura Casagrande. Come noto, la donna è indagata dalla Procura di Roma per false dichiarazioni rese al pm: avrebbe mentito, secondo gli investigatori, su quanto avvenuto prima della scomparsa di Emanuela Orlandi. Il giornalista ha tentato di dialogare con lei su queste accuse, ma Casagrande ha eretto un muro ostile: "Si scansi, sennò la schiaccio. Potrei farle del male", e rifiutandosi, quindi, di rispondere alle domande. Domande alle quali, negli anni, ha dato risposte contraddittorie, specialmente nel corso della sua audizione di fronte alla Commissione Bicamerale d'Inchiesta Orlandi-Gregori.
Lo scontro con il giornalista di Filorosso
Come anticipato, martedì 29 settembre l'inviato di Filorosso, Gabriele D'Angelo, ha raggiunto Laura Casagrande. Sin dall'inizio la donna, oggi 56enne, ha schivato le domande sull'indagine a suo carico. Mentre saliva a bordo della sua auto, ha invitato più volte il giornalista ad allontanarsi. "Si scansi, sennò la schiaccio", ha detto, poi ha aggiunto: "Potrei farle del male".
Nessun riferimento al caso Emanuela Orlandi, nel breve incontro con l'inviato, piuttosto una manifesta volontà di non rispondere alle domande sul caso. "Devo chiamare i carabinieri?", ha continuato. Infine D'Angelo, preso atto dell'impossibilità di avere informazioni, le ha chiesto: "Perché questo silenzio? L'ha minacciata qualcuno?". Nessuna risposta. Poi un appello: "Se ci ripensa, parli con Pietro Orlandi".
Il ruolo di Laura Casagrande nella scomparsa di Emanuela Orlandi
Laura Casagrande, come noto, è stata una delle ultime persone a vedere Emanuela Orlandi prima della scomparsa, il 22 giugno 1983. La vide, nello specifico, sia all'interno della scuola di musica Tommaso Ludovico Da Victoria, in piazza Sant'Apollinare, sia all'esterno, quando al termine delle lezioni le allieve e gli allievi lasciarono l'edificio per fare rientro a casa.
Emanuela Orlandi all'interno della scuola
Ascoltata dai carabinieri il 4 agosto 1983 Laura, che all'epoca aveva 15 anni, riferì:
Il giorno 22 giugno 1983 mi sono recata a lezione di musica che avevo per le ore 15:30 sino alle ore 16:00 successive, a questa lezione non doveva partecipare l’Emanuela in quanto lezione di pianoforte, per cui singola. Dopo le ore 16 sono uscita e mi sono recata in una sala d’aspetto dove ho incontrato altri amici ed ho atteso, in quanto alle 17:30 avevo la lezione di canto corale. Alle ore 17 circa, nella sala dove ero in attesa, giungeva Emanuela Orlandi e, essendovi anche il suo professore di flauto, di cui non conosco il nome, ho sentito che lo stesso rimproverava l’Emanuela in quanto giunta tardi alla lezione di flauto.
E ancora:
Dopo ciò, Emanuela si univa al nostro gruppo, sempre in sala di attesa, parlando della lezione di canto corale che avrebbe dovuto durare più del solito, la stessa diceva che lei doveva assolutamente terminare per le ore 19 in quanto doveva uscire.
All'interno della scuola di musica, quindi, Laura Casagrande ebbe uno scambio verbale con Emanuela Orlandi. Va precisato che sebbene la 15enne avesse comunicato la necessità di lasciare la lezione prima del termine stabilito, quel giorno - il 22 giugno 1983, ricordiamo - le lezioni di canto corale terminarono alle 18:50, in quanto il professor Valentino Miserachs doveva celebrare le nozze d'argento dei coniugi De Lellis, inservienti della scuola.
Emanuela Orlandi all'esterno della scuola
Nello stesso verbale, che raccoglie le dichiarazioni di Laura Casagrande, si legge dunque il passaggio in cui allieve e allievi del Da Victoria lasciarono l'edificio. Laura riferì:
Terminata la lezione, siccome io andavo di fretta e in compagnia della mia amica Maria Teresa P., abbiamo preceduto sia l’Emanuela che tutto il gruppo. Scendendo le scale della scuola, l’Emanuela era dietro di me per cui, giunta al cortile, l’ho salutata ed ho aspettato, anche se andavo di fretta, tutto il gruppo. Quando ci siamo riuniti, nel cortile esterno della scuola, vedendo che il gruppo si attardava a parlare, ho deciso di avviarmi verso la mia abitazione, sempre in compagnia della mia amica Maria Teresa.
"Emanuela non vi era più"
Quindi leggiamo gli ultimi istanti in cui Laura Casagrande disse di aver visto Emanuela Orlandi:
Durante il tratto di corso Rinascimento che ho percorso a piedi, mi sono girata diverse volte per controllare se il gruppo si era mosso. Durante tali controlli ho appurato che Emanuela era circa venti metri più indietro di me e che più indietro venivano tutti gli altri. Arrivata quasi alla fine di corso Rinascimento mi sono di nuovo girata vedendo solo gli amici, mentre Emanuela non vi era più. Alla fermata dell’autobus della linea 64 venivo raggiunta da tutto il gruppo ed ho chiesto a un mio amico, di cui però non ricordo chi, dove stava Emanuela, lui mi rispondeva di non saperne niente o, meglio, di non aver fatto caso ad Emanuela.
La telefonata dell'8 luglio 1983
Intorno alle 15 dell'8 luglio 1983 il telefono della famiglia Casagrande, che in quel tempo viveva nei dintorni di Villa Doria Pamphilij, squillò. Rispose Laura, che dall'altra parte dell'apparecchio si ritrovò a interloquire con un uomo che parlava "con accento mediorientale". Laura raccontò quella telefonata durante un intervento a Telefono Giallo, nel 1986.
L'uomo parlava speditamente e chiedeva a Laura di appuntare un messaggio sotto dettatura, ma una volta ciascuna, la ragazzina e la madre si scambiarono il compito perché l'interlocutore parlava troppo velocemente. A madre e figlia veniva riferito un messaggio in cui chi parlava rivendicava il rapimento di Emanuela Orlandi e offriva uno scambio con la liberazione di Ali Agca. Nonostante la fatica, Laura e la madre annotarono la richiesta e la consegnarono agli inquirenti.
Un balzo indietro, il verbale della squadra mobile di giugno 1983: "L'ho vista alla fermata del 70"
C'è, tuttavia, un'altra versione addirittura precedente a quella fornita ai carabinieri il 4 agosto 1983. Il 27 giugno la Squadra Mobile, in una relazione di servizio, riportò le dichiarazioni di tre allieve del Da Victoria che rispondevano al nome di Maria Grazia Casini, Sabrina Calitti e Laura Casagrande.
Leggiamo un passaggio della relazione di quel giorno:
La Calitti ha dichiarato inoltre che la sera del 22 c.m. la Orlandi [...] era uscita dalla scuola intorno alle 18:50 e lei l’aveva notata ferma, in c.so Rinascimento davanti alla fermata del 70, in direzione di corso Vittorio. In detta circostanza, era stata notata anche dalla Casagrande e dalla Casini.
I "non ricordo" durante l'audizione del 20 giugno 2024
Riepiloghiamo: nel 1983 Laura Casagrande raccontò di aver visto Emanuela all'interno della scuola e di averla notata alle sue spalle all'uscita delle lezioni, lungo corso Rinascimento, mentre la comitiva di studentesse e studenti si allontanava da piazza Sant'Apollinare per fare rientro a casa. Laura Casagrande, disse, andava di fretta, dunque durante il percorso, voltandosi alle sue spalle, notò Emanuela per poi perderla di vista.
Una versione diversa fu riferita dalla stessa Casagrande il 20 giugno 2024, quando comparve di fronte alla Commissione Parlamentare d'Inchiesta sulle scomparse Orlandi-Gregori. Troviamo sul sito istituzionale del Senato il testo integrale di quell'audizione. Il passaggio che ci interessa si trova a pagina 15 del resoconto stenografico. L'allora presidente Andrea De Priamo le chiese:
Lei, del giorno della scomparsa di Emanuela, ci può dire nel modo più ampio e più chiaro possibile quello che ricorda? Se, per esempio, ebbe modo di parlare quel giorno con Emanuela? Se magari ebbe modo di vederla telefonare a casa: la famosa telefonata che è stata fatta? Questo soprattutto rispetto all’uscita dalla scuola e agli ultimi momenti in cui è stata vista Emanuela.
Casagrande rispose:
Il ricordo che ho impresso di quel giorno è che non venne alla lezione di coro. La aspettavo, perché era una delle ragazze con le quali avevo più legato. Non la vidi arrivare o arrivò molto tardi, a lezione cominciata: questo ora mi sfugge. Poi, non ho assistito all’uscita. Non uscimmo insieme, me ne sarei ricordata. Ricordo, però, questa cosa: di un ritardo o che uscì prima dalla lezione.
Il resto dell'audizione fu costellato di una serie di tensioni da parte dei commissari e di "non ricordo" da parte di Casagrande, un'oscillazione che Giulio De Santis, in un articolo pubblicato sul Corriere della Sera, descrive come "le 19 amnesie di Laura Casagrande".
Le contraddizioni
Stando alle dichiarazioni di Calitti del 27 giugno, la Squadra Mobile appuntava che Emanuela era stata vista alla fermata del 70 dalla stessa, da Casini e da Casagrande. Quest'ultima, il 4 agosto 1983, disse di essere uscita in tutta fretta dalla scuola di musica e di aver camminato con Emanuela alle spalle, distante circa 20 metri.
Il 20 giugno 2024, infine, ai commissari dell'inchiesta parlamentare ha rivelato di non aver assistito all'uscita di Emanuela dal Da Victoria, in quanto "non uscimmo insieme, me ne sarei ricordata". È in grado di ricordare, tuttavia, "un ritardo" o "che uscì prima dalla lezione".
A dicembre 2025 il nome di Laura Casagrande è stato iscritto nel registro degli indagati della Procura di Roma per false dichiarazioni rese al pm. Le sue versioni contrastanti rese sul giorno della scomparsa di Emanuela Orlandi e sui momenti immediatamente precedenti, hanno innalzato il muro del sospetto intorno a lei.
Nota dell'autore: i riferimenti a verbali e relazioni di servizio sono riportati sul libro Atto di Dolore del giornalista Tommaso Nelli. Alcuni stralci compaiono anche sul Corriere della Sera, in vari articoli pubblicati dal giornalista Fabrizio Peronaci.