Newcleo, ecco perché l'IPO nucleare da $ 2,4 mld sul Nasdaq riguarda anche l'Italia

di Giovanni Digiacomo pubblicato:
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La società di mini reattori di quarta generazione fondata da Stefano Buono debutta a Wall Street. Intese con tanti player italiani, a partire da Saipem e Maire

Newcleo, ecco perché l'IPO nucleare da $ 2,4 mld sul Nasdaq riguarda anche l'Italia

La promessa di una nuova tecnologia nucleare che consenta di usare le scorie delle altre centrali come carburante e l’installazione di moduli dimensioni ridotte che aiutino i Paesi nella ricerca della sovranità energetica passa anche dall’IPO ‘nucleare’ di oggi di NewCleo.

Si tratta da tempo di un nome in questo settore, le sue tecnologie sono promosse e sviluppate da anni dal suo fondatore, presidente e CEO Stefano Buono, che in passato aveva fondato la Advanced Accelerator Applications, una società di medicina nucleare quotata sul Nasdaq e poi acquisita da Novartis per circa 3,9 miliardi di dollari.

Adesso Buono torna sul Nasdaq con Newcleo, tramite una business combination con la SPAC NewHold, un veicolo societario incorporato nelle Isole Cayman costituito ad hoc per questo genere di operazioni di quotazione e riferibile alla NewHold Industrial Technology III LLC del Delaware il cui CEO è Kevin Charlton, un manager di esperienza in questo ambito finanziario.

Newcleo, le valutazioni del gruppo e il nucleo manageriale italiano

Con l’operazione NewCleo ha ottenuto una valutazione pre-money di 2,4 miliardi di dollari e in pratica una raccolta lorda di 247 milioni di dollari che sarà ancora una volta investita nello sviluppo e negli investimenti del gruppo che ambisce a essere un protagonista verticalmente integrato della generazione energetica nucleare con una flotta di centrali modulari avanzate di quarta generazione, ossia gli LFR raffreddati a piombo (Lead-Cooled Fast Reactors) che bruceranno il carburante MOX (Mixed Oxide Fuel) prodotto a partire dalle scorie di altri reattori nucleari.

E c’è moltissima Italia dentro. A partire dal nucleo manageriale dei fondatori, che comprende, oltre a Buono, anche Luciano Cinotti, Chief Scientific Officer e co-founder, ed Elisabeth Rizzotti, COO, Deputy CEO e Co-Founder, che in un’intervista a la Repubblica dello scorso giugno ha spiegato che il primo vero reattore nucleare entrerà in funzione nel 2032, prima negli Stati Uniti e poi in Francia, ma ha anche aggiunto che entro la fine di quest’anno in Italia dovrebbe essere presentato il primo prototipo funzionante, ma non nucleare e alimentato elettricamente.
Sarà presso i laboratori sul lago di Brasimone (nell’Appennino Bolognese) in collaborazione con il centro di ricerche ENEA. Newcleo su questi impianti ha investito oltre 78 milioni di euro negli anni e rivendica così il più grande data center del mondo per lo sviluppo del nucleare con raffreddamento a piombo.
Di mezzo, nei vari mercati, ci sono ovviamente tempi autorizzativi, tax credit e garanzie pubbliche per gli investimenti nelle varie giurisdizioni.

E sul nucleare anche il governo italiano si è speso. Già nell’aprile 2025 i ministri delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, e dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, confermavano un interesse strategico italiano per i minireattori di Newcleo.

Newcleo rivendica alla quotazione oltre 900 persone tra Europa e Stati Uniti. Sei le principali geografie del gruppo dal Regno Unito alla Francia, all’Italia, alla Svizzera, alla Slovacchia e agli Stati Uniti. La sede della società è a Parigi e Newcleo secondo il Wall Street Journal ha raccolto più di 780 milioni di dollari dalla fondazione nel 2021.
Tra gli scopi dell’IPO c’è anche l’obiettivo di un consolidamento delle attività del gruppo negli Stati Uniti, anche grazie a un contesto normativo sempre più favorevole.

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Newcleo, grandi alleati italiani da Saipem a Maire, da Danieli e Fincantieri

Fra i sostenitori del gruppo e i suoi partner non manca, come anticipato, l’Italia e sul fronte commerciale NewCleo abbondano le alleanze tricolori del gruppo.

La Nextchem di Maire ha firmato nel giugno 2025 un accordo vincolante per la costituzione di Nextcleo, una joint venture al servizio della tecnologia del reattore modulare avanzato di Newcleo.

Danieli pochi mesi prima aveva stretto con il gruppo un memorandum of understanding per esplorare la decarbonizzazione dell’industria dell’acciaio tramite l’elettricità e il calore dell’energia nucleare.

Saipem ha sottoscritto con Newcleo un primo accordo per le applicazioni offshore nel 2024 e Fincantieri e Rina studiano insieme alla neo-matricola del Nasdaq da anni la propulsione navale nucleare.

Naturalmente si aggiungono poi numerosi partner internazionali e una rete di relazioni che per la nuova matricola nucleare americana sono sicuramente un asset di tutto rilievo.

Newcleo, qualche altro numero

Di certo la strada da fare non manca. I documenti finanziari depositati presso la SEC, la Consob USA, indicano che Newcleo nel 2025 ha registrato ricavi da 32,77 milioni di euro circa e una perdita operativa da 139,9 milioni di euro in linea con la perdita netta del gruppo. Alla fine dello scorso anno la società aveva 105 milioni di euro di cassa, asset per 436 milioni ed esposizioni totali per 129 milioni a fronte di 297 milioni di equity.

I piani, come visto sono ambiziosi e vengono da lontano. Il debutto di oggi sul Nasdaq sarà senz’altro una tappa importante di questo percorso.

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Informazioni sull'autore:

Giovanni Digiacomo
Giovanni Digiacomo

Giornalista professionista con oltre venti anni di esperienza in ambito economico e finanziario. Supporta il notiziario economico-finanziario di FTA Online News con lanci, commenti, approfondimenti, analisi e interviste sui principali mercati e le più importanti asset class. Ha seguito per il sito di Borsa Italiana tematiche finanziarie come la crisi del debito sovrano europeo e la diffusione delle criptovalute. Si occupa di sostenibilità e innovazione per il Quinto Ampliamento e per il Journal di Message Group.