I nuovi dettagli inquietanti sull'omicidio di Fabio Colapietro, "abbiamo trasportato pezzi del corpo in taxi"
pubblicato:Nicole Formichetti e Matheus De Oliveira Morando avrebbero trasportato alcuni pezzi del cadavere di Fabio Colapietro, nascosti in una scatola e in una valigia, a bordo di un taxi. I resti sarebbero stati dispersi in un fiume

Emergono nuovi dettagli, ancora più inquietanti, sull'omicidio di Fabio Colapietro. A rivelarli è ancora una volta Matheus De Oliveira Morando, che sin da subito ha rotto il silenzio dopo quella chiamata concitata al 112. Il reo confesso ha fotografato una delle ultime fasi della mattanza: Keith Butig aveva già lasciato l'appartamento di via Gulli 46, e all'interno della casa erano rimasti il 26enne e la professoressa Nicole Formichetti. E il cadavere della vittima, già diviso in pezzi. E proprio alcuni di quei pezzi sarebbero stati riposti in una scatola nera e in una valigia, diventati i bagagli dell'orrore caricati su un taxi per essere abbandonati e dispersi tra le acque di un fiume.
L'omicidio di Fabio Colapietro nella versione del reo confesso
Un colpo al cadavere, un colpo di crack. È l'oscillazione raccontata da Matheus De Oliveira Morando durante l'udienza di convalida dell'arresto, dalla quale emergono nuovi brani riportati dal Corriere della Sera. In primo luogo, il 26enne reo confesso ha raccontato nello specifico le modalità con cui si è consumato l'omicidio, prima dello smembramento del cadavere.
Ricordiamo che, secondo la ricostruzione vagliata dalla Procura di Torino, Fabio Colapietro è uscito ed entrato dall'appartamento di via Gulli due volte, per andare a procurare altro crack. Al terzo re-ingresso, Colapietro ha trovato chiuso, e i "clienti" non avevano ancora pagato. Quindi la vittima si è introdotta da una finestra, trovando Morando dormiente. In quel momento sarebbero entrate in scena Nicole Formichetti e Keith Butig, che hanno notato Colapietro intendo a rubare dei soldi a Morando.
Quest'ultimo, risvegliatosi, ha reagito. "Gli ho cinto il braccio intorno al collo e l’ho colpito al volto con dei pugni. Ha perso conoscenza". Ma a quel pestaggio avrebbero partecipato anche le donne presenti. "Anche Nicole e Keith lo hanno colpito con calci e pugni", ha detto il 26enne. Poi "siamo andati fuori di testa". Mentre Colapietro giaceva esanime sul letto, nascosto con una coperta, i tre hanno ripreso a fumare crack per sopportare il panico. Nicole Formichetti avrebbe messo a bollire dei funghi allucinogeni. Poi il cadavere sarebbe stato spostato nel bagno dell'appartamento, dopodiché è stato imbastito il piano dello smaltimento del corpo.
Il viaggio in taxi con i pezzi del cadavere
Da quel momento, secondo Morando, Nicole Formichetti avrebbe preso in mano la situazione. Keith Butig, dopo aver procurato dei sacchi neri, si è dileguata e ha lasciato l'appartamento. Gli altri due, il reo confesso e la professoressa, hanno sezionato il cadavere con una mannaia e ne hanno disposto i pezzi tra sacchi neri, secchi riempiti con cemento a presa rapida, una scatola nera e una valigia. E con questi due ultimi e macabri fagotti avrebbero viaggiato su un taxi fino al fiume, dove hanno disperso quei resti.
Durante questa fase concitata dell'atto criminoso, Formichetti si sarebbe mostrata come la parte più fredda e operativa: sua sarebbe stata l'iniziativa di fare a pezzi il cadavere e sbarazzarsene, in un primo momento, nelle acque del lago di Garda.
I dati certi in mano agli inquirenti
Fino ad ora, tutte le persone coinvolte e arrestate hanno chiarito la loro posizione di fronte al gip Antonio Borretta, tranne Nicole Formichetti, risultata non nelle condizioni di affrontare un interrogatorio. Lo hanno precisato i suoi difensori Alessandro Bellina e Chiara Romano, che per la loro assistita chiederanno un nuovo interrogatorio.
Ciò che gli inquirenti sanno, è che Colapietro è stato ucciso all'interno dell'abitazione di Nicole Formichetti, e che durante l'omicidio erano presenti tutte le persone indagate. Al vaglio della Procura di Torino, con le indagini coordinate dalla pm Lea Lamonaca, è la posizione di Keith Butig, che ha dichiarato di non aver partecipato all'omicidio né allo smembramento del cadavere.
Si valuta anche la posizione di Formichetti, che - ricordiamo - non ha ancora risposto alle domande. Il movente, per ora, resta quello economico (il presunto tentato furto di un braccialetto e di 50 euro da parte di Colapietro) ma l'esplosione di violenza e orrore potrebbero essere il frutto del consumo continuo di droghe e superalcolici.
L'autopsia e il parere del gip Antonio Borretta
Più risposte arriveranno nel pomeriggio di martedì 29 settembre, quando sui resti di Fabio Colapietro verrà disposta l'autopsia. L'esame, riferiscono fonti investigative, sarà condotto dai medici legali Greta Cena e Roberto Testi.
Secondo fonti investigative, nell'ordinanza del gip si legge che la preoccupazione degli indagati "era tesa con eguale intensità tanto a disfarsi del cadavere, quanto a consumare e reperire stupefacente. Si tratta evidentemente di non permettere alcun affidamento sulle loro capacità di autocontrollo".