La sorella di Noemi Impellizzeri esclude il suicidio: "È chiaro a tutti che sia stata uccisa", il motivo

di Luca Mastinu pubblicato:
4 min

"Ora ci sono le prove e ci sono i segni", le prime dichiarazioni della sorella di Noemi Impellizzeri dopo l'esito dell'autopsia

La sorella di Noemi Impellizzeri esclude il suicidio: "È chiaro a tutti che sia stata uccisa", il motivo
Il partner ideale che ti supporta nell'investimento azionario. Analisi quotidiane e approfondimenti su tutti i titoli della Borsa Italiana, sugli ETF/ETN, sui titoli quotati a Wall Street e nelle principali piazze azionarie europee. I livelli operativi suggeriti dal nostro algoritmo. Non perdere l'occasione, ti aspettiamo su www.megatrader.it

"Ora è chiaro a tutti che è stata uccisa", queste le parole con cui Maria Leonardi, sorella di Noemi Impellizzeri, commenta le ultime notizie dall'autopsia della 34enne trovata morta a Riposto (Catania) il 23 agosto. "Siamo sempre stati convinti che qualcuno le avesse fatto del male", dice Maria, che sottolinea che "ora ci sono le prove, ci sono i segni". Solamente ieri, 21 settembre, l'avvocato Angelo Patané ha comunicato gli esiti dell'autopsia effettuata dal nuovo medico legale nominato dalla famiglia della vittima. Dall'esame è emerso che sul collo della ragazza erano presenti i segni di uno strangolamento, oltre a quelli della corda, un dettaglio che suggerisce la messa in scena nella quale è stato trovato il cadavere.

La sorella di Noemi Impellizzeri non crede al suicidio

Martedì 22 settembre Maria Leonardi, sorella di Noemi Impellizzeri, ha rilasciato una video-dichiarazione alla redazione di Dentro La Notizia. La giovane rompe il silenzio dopo gli esiti dell'autopsia condotta dal nuovo medico legale nominato dalla famiglia della 34enne. Davanti allo schermo, dice: "Dall'autopsia è trapelato quello che presumevamo dall'inizio", ovvero che Noemi sia "stata uccisa".

"Non punto il dito contro nessuno", aggiunge, chiedendo solo che per la sorella "sia fatta giustizia", ora che "ci sono le prove, ci sono i segni" che dimostrano che qualcuno avrebbe fatto del male alla vittima.

La possibile messa in scena: cosa dice l'autopsia

I primi dubbi sul suicidio di Noemi sono arrivati dai primi rilievi cadaverici, quando è emerso il dubbio che la 34enne fosse già morta prima dell'impiccagione e prima dell'incendio scoppiato nella sua abitazione di via Circumvallazione, a Riposto.

Il 21 settembre l'avvocato Angelo Patané, in collegamento con Ore 14, ha confermato che nei polmoni e nella trachea di Noemi non erano presenti tracce di fumo, ma piuttosto sul collo sono stati rilevati i segni di uno strangolamento ben distinti da quelli della corda usata per l'impiccagione.

Ciò suggerisce che il suicidio e l'incendio siano stati una messa in scena: qualcuno, dopo aver ucciso Noemi, avrebbe simulato il gesto volontario e successivamente avrebbe appiccato l'incendio.

Cosa si sa del giallo di Riposto

La Procura di Catania ha aperto un fascicolo sulla morte di Noemi Impellizzeri, e ha iscritto nel registro degli indagati l'amico della vittima, Tony Proietto, residente a Giarre. La ragazza è stata trovata morta intorno alle 2 del mattino di domenica 23 agosto nella sua abitazione. A fare la scoperta è stato Proietto, che sin dall'inizio della vicenda racconta che dopo il macabro ritrovamento non avrebbe trovato le parole né il coraggio di allertare la famiglia e le forze dell'ordine.

Al suo arrivo, tuttavia, Proietto non avrebbe notato principi di incendio. Agli inquirenti e nel corso delle interviste, l'uomo ha raccontato di aver visto Noemi per l'ultima volta nella tarda serata di venerdì 21 agosto, quando la 34enne lo ha raggiunto a Giarre per chiedergli ospitalità per una notte. L'uomo, sposato e con figli, le avrebbe negato il favore chiedendole di allontanarsi per non compromettere la sua reputazione e il suo matrimonio.

Quindi avrebbe riaccompagnato Noemi nella sua casa e la ragazza, alle 4:30 del mattino, lo avrebbe videochiamato per comunicargli la sua intenzione di togliersi la vita. A queste affermazioni Proietto, dice, non ha dato peso in quanto la donna avrebbe manifestato anche in precedenza la volontà di uccidersi. Alle 2 di domenica 23 agosto, tuttavia, Tony si è preoccupato per il lungo silenzio e ha raggiunto Riposto, dove ha trovato la ragazza morta, impiccata nel locale cucina.

Alle 4:30 in via Circumvallazione sono arrivati i vigili del fuoco. Proietto, proprio alla luce di ciò che Noemi gli diceva nei giorni precedenti, sostiene con convinzione che la ragazza si sia tolta la vita. La famiglia e i dati raccolti dall'autopsia smentiscono questa versione.

Il punto sulle indagini

Nel frattempo un'amica della ragazza, Francesca, ha parlato di un uomo inquietante che frequentava Noemi, affermando che avrebbe "le ore contate". La Procura di Catania, che coordina gli investigatori dei carabinieri, è ancora al lavoro su possibili filmati acquisiti dalle videocamere di sorveglianza della zona e su altre testimonianze. L'amica di Noemi, ad esempio, deve ancora essere ascoltata.

Gli accertamenti sono in corso anche sui cellulari della donna e dell'amico Proietto. Un'ipotesi che prende sempre più piede è quella dei due tempi: il potenziale assassino potrebbe aver strangolato la 34enne, simulato l'impiccagione per poi allontanarsi e ritornare in un secondo momento per appiccare l'incendio. Tra queste due fasi, quindi, potrebbe essere arrivato Tony Proietto.

Le informazioni contenute in questo sito non costituiscono consigli né offerte di servizi di investimento. Leggi il Disclaimer.

Informazioni sull'autore:

Luca Mastinu
Luca Mastinu

Respira, vive e muore di cronaca nera. Nel 2016 scopre il fact-checking e si innamora dell'informazione. Nel 2018 si tuffa nel giornalismo musicale con Optimagazine, dal 2021 si occupa di cronaca su Virgilio Notizie. Dal 2026 collabora con FTA con i quotidiani approfondimenti sulla nera. Podcaster, racconta il true crime con Stoner. Divora libri di inchiesta. Classe 1983, caffeinomane sardo con disturbi d'ansia.