Amplifon rialza la testa: Fit4Growth, margini in recupero e GN Hearing possono cambiare la storia
pubblicato:Il mercato resta prudente, ma le valutazioni sono depresse: Equita vede uno sconto di circa il 35% sui peer e Intesa indica un target a 17 euro

Seduta positiva venerdì per Amplifon, che ha terminato le contrattazioni a 12,605 euro, in rialzo del 2,48%, dopo essersi mossa tra un minimo di 12,335 e un massimo di 12,69 euro. Il titolo prova quindi a recuperare terreno dopo una lunga fase di debolezza, mentre dal fronte societario stanno arrivando alcuni segnali che suggeriscono un progressivo miglioramento del quadro operativo.
Uno dei tasselli è rappresentato dal programma Fit4Growth, attraverso il quale Amplifon sta intervenendo sulle attività meno redditizie e sulla struttura dei costi. In questa direzione va la cessione delle attività indiane a Hearzap, operazione appena perfezionata.
Il business ceduto comprende circa 115 cliniche dirette e 460 dipendenti e nel 2025 aveva generato ricavi per circa 12 milioni di euro. La dimensione dell'operazione è limitata rispetto al gruppo, ma il punto interessante è un altro: l'attività indiana aveva un effetto diluitivo sull'EBITDA. La sua uscita dal perimetro dovrebbe quindi contribuire positivamente al margine EBITDA adjusted, senza comportare oneri straordinari significativi.
Intesa Sanpaolo ha confermato su Amplifon la raccomandazione Neutral con target price a 17 euro, sottolineando proprio come la cessione rientri nel piano Fit4Growth finalizzato all'uscita dagli asset non performanti.
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Il secondo trimestre manda segnali incoraggianti
La cessione dell'India si inserisce in un quadro che aveva già mostrato qualche miglioramento con i risultati del secondo trimestre.
Amplifon ha realizzato 606 milioni di euro di ricavi, in crescita del 2,2% rispetto all'anno precedente. Ancora più significativo è stato il dato organico, cresciuto del 4,7%, superiore al 4% atteso, con un contributo positivo proveniente da tutte le principali aree geografiche: EMEA +4,5%, Americas +6% e APAC +4,3%.
Il segnale forse più interessante è arrivato però dalla redditività. L'EBITDA adjusted è cresciuto del 6,1% a 156 milioni, superando il consensus di circa il 2,8%, mentre il margine EBITDA adjusted è salito al 25,8%, con un miglioramento di 93 punti base rispetto all'anno precedente e sopra il 25% atteso dal mercato.
Amplifon ha inoltre confermato la guidance 2026, che prevede crescita organica di almeno il 3% e un miglioramento del margine EBITDA adjusted di circa 100 punti base.
Anche Barclays ha riconosciuto il miglioramento operativo, aumentando il target price da 10,50 a 11,50 euro, pur mantenendo il giudizio Equal Weight. Gli analisti hanno evidenziato il superamento delle aspettative sia sulla crescita organica sia sui margini e, soprattutto, hanno segnalato che il terzo trimestre è iniziato positivamente.
GN Hearing è la vera scommessa strategica
Ma il vero elemento potenzialmente trasformativo per Amplifon è rappresentato dall'acquisizione di GN Hearing. Il CEO Enrico Vita ha spiegato che l'operazione permetterà al gruppo di affrontare con maggiore forza la sfida dell'innovazione tecnologica, confermando aspettative di sinergie comprese tra 60 e 80 milioni di euro.
È un passaggio importante perché Amplifon non sta semplicemente cercando di tagliare costi. La strategia sembra muoversi contemporaneamente su due fronti: eliminare le attività che deprimono la redditività attraverso Fit4Growth e rafforzare le aree con maggiore potenziale di crescita e innovazione attraverso GN Hearing.
Se le sinergie verranno effettivamente realizzate, il mercato potrebbe progressivamente spostare l'attenzione dalla debolezza mostrata dal gruppo negli ultimi trimestri alla capacità di recuperare crescita e marginalità.
Valutazioni depresse rispetto ai concorrenti
È proprio qui che diventa interessante la valutazione del titolo.
Equita SIM ha confermato la raccomandazione Buy con target price a 14 euro, mantenendo sostanzialmente invariate le stime 2026-2028 dopo i risultati trimestrali.
Secondo Equita, Amplifon tratta a circa 7,1 volte l'EV/EBITDA 2027, contro circa 11,2 volte dei principali concorrenti, uno sconto nell'ordine del 35%.
Lo sconto, naturalmente, non rappresenta automaticamente un'opportunità: riflette anche la minore fiducia che il mercato attribuisce in questa fase alla crescita e all'esecuzione del gruppo. Ma proprio per questo Fit4Growth, il recupero dei margini e le sinergie di GN Hearing diventano i tre elementi da monitorare.
Se Amplifon dimostrerà nei prossimi trimestri che il miglioramento del secondo trimestre non è episodico, una parte di questo forte valuation gap rispetto ai peer potrebbe progressivamente chiudersi.
Ai 12,605 euro della chiusura di venerdì, i diversi target restituiscono comunque una fotografia molto eterogenea delle aspettative degli analisti: 11,50 euro Barclays, 12,50 Banca Akros, 14 euro Equita e 17 euro Intesa Sanpaolo. Una dispersione notevole che fotografa bene l'incertezza che ancora circonda il titolo: Amplifon deve dimostrare che il turnaround dei margini è strutturale e non soltanto l'effetto di un buon trimestre.
Analisi tecnica Amplifon: il recupero prende consistenza, ma ora arriva il test decisivo
Il grafico di Amplifon rafforza il quadro emerso dall'analisi fondamentale. Dopo il minimo di marzo in area 8 euro, il titolo ha costruito una struttura di recupero caratterizzata da minimi progressivamente crescenti, inserita all'interno di un ampio canale ascendente.
Un segnale particolarmente importante è arrivato tra fine giugno e luglio, quando i prezzi hanno rotto al rialzo il canale discendente che aveva accompagnato la correzione iniziata dal massimo di maggio. Il breakout ha dato accelerazione al movimento, permettendo prima il superamento di 10,90-11 euro, corrispondente al ritracciamento del 38,2% del ribasso precedente, e successivamente di 11,80-11,90 euro, livello del 50% di Fibonacci.
La chiusura di venerdì a 12,605 euro, molto vicina al massimo giornaliero di 12,69 euro, conferma quindi la buona pressione degli acquisti. Ma Amplifon sta entrando adesso in una zona tecnicamente molto più impegnativa.
Area 12,80-13 euro è lo spartiacque
Il prossimo ostacolo coincide infatti con il 61,8% di ritracciamento del ribasso, collocato intorno a 12,80 euro. È un livello importante anche perché nelle vicinanze transita il lato superiore del canale rialzista costruito dai minimi di marzo.
Si crea quindi una significativa confluenza di resistenze tra 12,80 e 13 euro.
Una rottura convincente di questa fascia migliorerebbe sensibilmente il quadro grafico, trasformando quello che fino a questo momento può ancora essere considerato un ampio recupero del precedente ribasso in una struttura rialzista più robusta. Sopra 13 euro gli spazi potrebbero aprirsi inizialmente verso 13,50-14 euro, area che curiosamente coincide anche con il target fondamentale indicato da Equita.
Più ambizioso sarebbe successivamente il ritorno verso 15,50-15,80 euro, cioè l'area dei massimi dell'autunno 2025.
Sul lato opposto, il primo livello da difendere è 11,80-11,90 euro, precedente resistenza e 50% di Fibonacci. Finché i prezzi resteranno sopra questa fascia, eventuali correzioni potranno essere interpretate come fisiologiche all'interno del movimento di recupero. Una discesa sotto 11,80 indebolirebbe invece il segnale, aumentando il rischio di ritorno verso 10,90-11 euro.
In sintesi, Amplifon ha fatto molta strada dai minimi di marzo e il quadro tecnico è migliorato nettamente, ma il vero esame arriva adesso: il superamento di 12,80-13 euro rappresenterebbe il segnale necessario per confermare la prosecuzione del recupero verso 14 euro e, in prospettiva, verso i vecchi massimi.