Asia-Pacific in positivo. Nikkei 225 in declino dello 0,30%

di FTA Online News pubblicato:
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Dopo una seduta in frenata per Wall Street (peggiore dei tre principali indici newyorkesi il Dow Jones Industrial Average, in declino dell'1,32% giovedì), alla riapertura degli scambi sui mercati asiatici la tendenza si fa più contrastata ma vira in positivo.

I rendimenti degli U.S. Treasury a lunga scadenza hanno ripreso a correre giovedì, dopo che i tentativi di Washington di arginare il recente crollo del mercato obbligazionario non sono riusciti a placare le preoccupazioni degli investitori in merito all'inflazione. Mercoledì lo U.S. Department of Treasury (il ministero del Tesoro Usa) aveva annunciato che raddoppierà almeno l'entità del suo programma di riacquisto di debito pubblico, a partire dal prossimo 9 settembre e fino al 4 novembre.

La strategia di comprare obbligazioni a più lunga scadenza emettendo titoli a breve può fornire un sollievo temporaneo ma lascia intatto l'onere del debito sottostante. Per James Sullivan di Jp Morgan Chase & Co., intervenuto al programma Squawk Box della Cnbc, è come "pagare il mutuo con la carta di credito". Il clima complessivamente positivo per la regione si concretizza intanto in un guadagno superiore all'1% per l'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso.

Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci maggiori monete, è in ribasso di quasi lo 0,20% a fronte di un rafforzamento di circa lo 0,10% per lo yen sul biglietto verde. A Tokyo il Nikkei 225 perde lo 0,30% (segno opposto per l’indice più ampio Topix, apprezzatosi dello 0,19%).

Sul fronte macroeconomico, in luglio il tasso d'inflazione è salito in Sol Levante sull'1,9% annuo dall'1,7% di giugno. Su base sequenziale l'indice dei prezzi al consumo è cresciuto dello 0,4% contro lo 0,3% precedente. L'inflazione core è invece aumentata sull'1,8% annuo dall'1,6% di giugno, in linea con il consensus. In agosto l’indice Pmi Jibun Bank del Giappone, stilato da S&P Global in collaborazione con Jibun Bank, è migliorato su base preliminare su 55,1 punti (ottavo mese consecutivo sopra la soglia di 50 punti) dai 54,5 punti di luglio, in linea con il consensus di Quick citato dal Wall Street Journal.

Tutte in positivo le piazze cinesi. A meno di un'ora dallo stop agli scambi lo Shanghai Composite si muove appena sopra la parità, contro guadagni intorno allo 0,50% sia per lo Shanghai Shenzhen Csi 300 che per lo Shenzhen Composite. Bene Hong Kong: l'Hang Seng è infatti in progresso di circa lo 0,90% (fa peggio l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, comunque con una crescita intorno allo 0,80%).

A Sydney è stato dello 0,27% il calo dell'S&P/ASX 200 in chiusura, mentre a Seoul è intorno allo 0,70% l'espansione del Kospi. In luglio i prezzi alla produzione sono cresciuti in Corea del Sud del 7,7% annuo, in ulteriore rallentamento rispetto all'8,5% di giugno (e all'8,6% di maggio). Su base sequenziale l'indice è invece sceso dello 0,4% contro la precedente lettura invariata.

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