Asia-Pacific in ribasso. Bear market per lo Shanghai Csi 300

di FTA Online News pubblicato:
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Dopo una seduta di recupero per Wall Street (migliore dei tre principali indici newyorkesi il Nasdaq Composite, apprezzatosi dell'1,05% mercoledì in scia al rimbalzo del 7,79% registrato dalla SpaceX di Elon Musk), alla riapertura degli scambi sui mercati asiatici la tendenza ha subito una netta inversione. Tra gli investitori riemergono di nuovo i timori sulla sostenibilità del business dell'intelligenza artificiale, alimentati dalle prese di beneficio scattate sui future Usa dopo la pubblicazione delle trimestrali di Meta Platforms e Tesla (quest'ultima segnata da un crollo dei profitti del 43% annuo). E il clima ampiamente negativo per la regione si concretizza in un ribasso di ben oltre il 2% per l'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso.

Sul fronte valutario il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci maggiori monete, è il lieve calo a fronte di uno yen in recupero di oltre lo 0,60% sul biglietto verde. A Tokyo il Nikkei 225 perde il 2,65% (fa meglio l'indice più ampio Topix, deprezzatosi dell'1,14%), condizionato dall'andamento negativo del comparto dei chip.

Bank of Korea ha confermato i tassi d'interesse sul 3,00% dopo due rialzi consecutivi da 25 punti base. La decisione riflette le pressioni di un'inflazione domestica sul 2,9% in settembre (contro il target ufficiale del 2%), nonostante il solido sostegno economico garantito dal boom dell'export di semiconduttori. A Seoul è di ben oltre il 3% il crollo del Kospi.

Tutte in negativo le piazze cinesi. Shanghai Composite e lo Shanghai Shenzhen Csi 300 perdono circa l'1,40% e l'1,80% rispettivamente, con quest'ultimo che scivola ufficialmente in bear market (territorio ribassista), avendo lasciato sul terreno oltre il 20% dai picchi registrati in giugno e penalizzato da una striscia negativa che prosegue ormai da dieci ottave consecutive. Flessione superiore al 2% per lo Shenzhen Composite. Vero e proprio sell-off per Hong Kong: l'Hang Seng crolla infatti di oltre il 3% (fa persino peggio l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, che sfiora un tracollo del 6%). A Sydney è stato invece dello 0,43% il declino dell'S&P/ASX 200 in chiusura.

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