Assegno Unico 2026, si ricomincia. Ecco le date, ma l’ISEE va aggiornata a breve

di Giovanni Digiacomo pubblicato:
6 min

Il 21 e il 22 gennaio arriveranno i primi assegni, ma entro marzo bisogna rinnovare l'Indicazione della situazione economica equivalente o si scivolerà al minimo. Intanto quest'anno sono almeno due le novità per i beneficiari dell'assegno unico per i figli a carico

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Il primo pagamento dell’Assegno Unico del 2026 avverrà i prossimi 21e 22 gennaio 2026 come da calendario pubblicato dall’INPS lo scorso 24 dicembre 2025 con il Messaggio 3931 che ha anche diffuso le date per i pagamenti del resto dell’anno.
Viene quindi confermata la tendenza al pagamento di questo sempre più importante strumento di sostegno del reddito delle famiglie intorno alla fine della terza settimana del mese.

Assegno Unico, entro febbraio l’aggiornamento ISEE se no si scivola nella fascia minima

Quest’anno però i genitori dovranno tenere d’occhio almeno altre due scadenze molto importanti: il 28 febbraio 2026 e il 30 giugno 2026.

Le famiglie dovranno infatti compilare in fretta la DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) che al solito permette l’ottenimento dell’ISEE (Indicatore della situazione economica equivalente) relativa al solito all’anno precedente (quindi in quest’anno 2026 farà riferimento ai redditi 2024). Si tratta come noto di una certificazione necessaria non soltanto per l’ottenimento (e come vedremo l’aggiornamento) dell’Assegno unico e universale per i figli a carico, ma anche per l’Assegno di inclusione (ADI), per il Supporto per la Formazione e il Lavoro (SEL), per il Bonus Asilo Nido e le altre forme di supporto domiciliare e per il Bonus nuovi nati.

Bene adesso le famiglie hanno fino al prossimo 28 febbraio 2026 per aggiornare l’ISEE in modo da ottenere da marzo in poi l’Assegno unico aggiornato.
Se non lo faranno inizieranno da marzo a ricevere l’Assegno Unico mensile minimo pari a 57,5 euro al mese.

La successiva scadenza definitiva è quella del 30 giugno 2026: le famiglie che aggiorneranno l’ISEE entro quella data potranno recuperare gli arretrati dell’Assegno unico non aggiornati da marzo in poi, quindi ottenere in ritardo il beneficio corretto. Dopo quella data si potrà ancora aggiornare l’ISEE e l’assegno ma saranno perduti gli arretrati da marzo fino al periodo dell’aggiornamento tardivo.

Da ricordare che l'assegno unico per i figli a carico è una misura universale, ossia beneficia (ma in caso di richiesta) tutti, anche coloro che non presentano l'ISEE o hanno un'ISEE superiore ai 45.939,56 euro.

Nel 2025 sono stati, secondo l'Osservatorio dedicato dell'INPS oltre 6,1 milioni i nuclei familiari (comprese le circa 421 mila famiglie con disabili) che hanno beneficiato dell'assegno unico. L'importo medio mensile è stato di 272 euro, il numero medio di figli è stato di 1,58.

Assegno Unico, le novità dell’ISEE che influiranno sul servizio

Un po’ di riepilogo e un po’ di aggiornamenti possono però essere utili per le famiglie beneficiarie dell’assegno unico o che si accingono a richiedere questo beneficio.

L’Assegno unico e universale per i figli a carico e è attribuito per ogni figlio a carico a punto della famiglia fino al compimento dei 21 anni (in determinate condizioni) e senza limiti di età per i figli disabili. Per i nuovi nati decorre dal settimo mese di gravidanza. Per i figli a carico maggiorenni permane fino ai 21 anni qualora proseguano con la formazione scolastica o professionale (compreso un corso di laurea), qualora svolgano tirocini o attività lavorative con reddito totale inferiore agli 8 mila euro l’anno, nel caso in cui siano disoccupati registrati presso i servizi del pubblico impiego o svolgano il servizio civile universale.

I genitori interessati dall'assegno unico possono essere dipendenti, autonomi, pensionati, disoccupati e inoccupati. Sono naturalmente previste delle maggiorazioni specifiche dell’assegno con l’aumento del numero dei figli a carico o nel caso di madri giovani (sotto i 21 anni) e in altri casi ancora. Il sito internet dell’INPS ovviamente riporta le FAQ sulle eventuali maggiorazioni e le indicazioni generali e operative per la valutazione del beneficio.

Assegno Unico, due buone novità per il calcolo ISEE

La stessa INPS ha sottolineato nel Messaggio 102 del 12 gennaio 2026 (quindi pochi giorni fa) che con la Legge di Bilancio 2026 sono cambiate (o sono in adeguamento) alcune norme relative alla compilazione e al calcolo dell’ISEE con effetti poi anche sul calcolo dell’Assegno Unico. In particolare per le cinque prestazioni di cui sopra cui si accede tramite ISEE è stata aumentata la franchigia relativa alla casa di abitazione, che prima era di 52.500 euro, a 91.500 euro con un aumento di 2.500 euro per ogni figlio convivente successivo al primo.

Per le case di abitazione situate nel Comune capoluogo di una delle Città metropolitane (Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Reggio Calabria, Roma, Sassari, Torino e Venezia) la franchigia è fissata a 120.000 euro, cui si aggiungono eventualmente i 2.500 euro per ogni figlio successivo al primo. Attualmente il valore degli immobili viene calcolato nella formula complessa dell'ISEE come definito a fini IMU al 31 dicembre (quindi rendita catastale aumentata del 5% moltiplicata per il coefficiente corrispondente alla categoria catastale dell'immobile e ancora moltiplicata per l'aliquota IMU stabilita dal Comune).

Da ricordare in questo contesto che titoli di Stato e buoni fruttiferi postali sono esclusi fino a 50 mila euro dal calcolo Isee.

L’aumento della franchigia per la casa di abitazione comporta, a semplificare, il calcolo di un patrimonio inferiore per la famiglia, quindi un’ISEE più bassa e la probabilità di un Assegno Unico maggiore.

Nella stessa direzione vanno le maggiorazioni della scala di equivalenza. Un parametro che permette di confrontare situazioni familiari differenti e che è inserito nell’allegato 1 del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 5 dicembre 2013, n. 159 (Regolamento concernente la revisione delle modalità di determinazione e i campi di applicazione dell'Indicatore della situazione economica equivalente - ISEE).

Ora poiché – semplificando ancora una volta – l’ISEE è calcolato dividendo l’ISE (Indicatore Situazione Reddituale, in pratica la somma dei redditi della famiglia e del 20% del suo patrimonio tra beni immobili, come la prima casa, e mobili, come investimenti e risparmi) per la scala di equivalenza (che a bocce ferme va da 1 a 2,85 al crescere dei componenti familiari e senza considerare eventuali maggiorazioni per i vari casi), l’aumento della scala di equivalenza fa diminuire l’ISEE e quindi tendenzialmente può portare a una maggioranza dell’assegno unico. Le nuove maggiorazioni di quest’anno sono:

  • +0,10 per nuclei familiari con due figli;

  • +0,25 per nuclei familiari con tre figli;

  • +0,40 per nuclei familiari con quattro figli;

  • +0,55 per nuclei familiari con almeno cinque figli;

Numero di componenti del nucleo familiare

Scala di equivalenza

Maggiorazione

Nuova scala di equivalenza

1

1,00

 

1,00

2

1,57

0,10

1,67

3

2,04

0,25

2,29

4

2,46

0,40

2,86

5

2,85

0,55

3,4

Permangono le ulteriori maggiorazioni previste:

  • 0,35 per ogni ulteriore componente;

  • 0,5 per ogni componente con disabilità media, grave o non autosufficiente;

  • 0,2 in caso di presenza nel nucleo di tre figli, 0,35 in caso di quattro figli, 0,5 in caso di almeno cinque figli;

  • 0,2 per nuclei familiari con figli minori, elevata a 0,3 in presenza di almeno un figlio di età inferiore a tre anni compiuti, in cui entrambi i genitori o l’unico presente abbiano svolto attività lavorativa per almeno sei mesi nell’anno di riferimento dei redditi dichiarati.
    La maggiorazione si applica anche in caso di nuclei familiari composti esclusivamente da un solo genitore non lavoratore e da figli minorenni.

 

 

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