Iran, rischio di impatti sui chip , intanto la Cina sfida ASML

di Giovanni Digiacomo pubblicato:
3 min

Dal Medioriente importanti forniture di materie prime essenziali per i semiconduttori, dall'elio al bromo. Intanto la Repubblica Popolare cerca di coordinare le sfide tecnologiche al gigante europeo dei sistemi di litografia per microprocessori

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Che una nuova crisi nel Golfo potesse stravolgere le catene globali del petrolio, del gas naturale, del jet fuel o del gasolio era prevedibile: molto più sorprendente è il pericolo che si concretizza in queste ore di un impatto sulla filiera dei microprocessori.

Chip, rischio sulle forniture di elio dal Qatar

In particolare destano preoccupazione la denuncia del parlamentare sudcoreano Kim Young-bae riportata fra gli altri da Reuters: il conflitto in Iran rischia di compromettere l’approvvigionamento di materie prime chiave per la manifattura anche dei chip, dall’elio al bromo.

Anche in questo caso la geografica conta, perché l’industria dei semiconduttori della Corea del Sud copre quasi due terzi del mercato globale dei chip di memoria e se quindi accusa il colpo rischia di dare una scossa all’elettronica globale. In particolare sarebbero ben 14 i materiali critici per l’industria del chip provenienti dalla Corea del Sud.

Ora l’elio mantiene un ruolo spesso trascurato, ma rilevante in varie fasi del processo di produzione dei semiconduttori grazie alle sue caratteristiche di gas inerte e ottimo isolante. Ora poiché l’elio viene in genere prodotto dal gas naturale, il Qatar ha un peso anche in questo mercato. In un recente rapporto l’agenzia governativa statunitense US Geological Survey ha stimato che nel 2025 siano stati prodotti nel  mondo 190 milioni di metri cubi di Elio, dei quali 81 milioni dagli Stati Uniti e 63 milioni proprio dal Qatar. L’elio è un derivato del gas naturale e l’impressione è che molti produttori di semiconduttori si siano affidati alla produzione in loco nel Golfo.

Dal Medioriente, ma in questo caso soprattutto da Israele e dalla Giordania, arrivano anche i maggiori quantitativi di bromo, una materia prima impiegata nei processi di etching dei chip (un sorta di pulizia microscopica e selettiva).

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Chip, impatto asimmettrico dalla crisi iraniana

Non tutte le industrie dei microprocessori globali subiscono però danni dall’attuale conflitto in Iran. Anche nella stessa Corea del Sud SK Hynix, un gigante del settore ha sottolineato di avere forniture e scorte sufficienti ad escludere l’impatto dal più recente conflitto.

Il gigante GlobalFoundries ha ammesso di essere influenzato, ma ha anche sottolineato di avere contatti con i partner mediorientali e piani di mitigazione.

Microprocessori, intanto la Cina sfida la leadership di ASML

Uno dei più noti produttori di semiconduttori del mondo, TSMC, ha smentito pericoli per la propria catena di valore. È una precisazione importante, è il produttore della maggior parte dei chip per l’AI di Nvidia e a sua volta si rifornisce dal più celebre fornitore di tecnologie litografiche per la stampa dei chip, l’olandese ASML.

La società di Veldhoven è notoriamente il leader assoluto di queste tecnologie indispensabili per la produzione di microprocessori, ma in questo clima sempre più globale di tensioni sulle filiere, anche il suo business riceve nuove sfide. Indirette però.

La sfida tecnologica dalla Cina a questo big del comparto, non una novità assoluta, ma finora una corsa all’inseguimento, rischia di strutturarsi in maniera più pericolosa e coordinata per ASML. Tre leader dell’industria locale Zhao Jinrong (Naura Technology Group), Chen Nanxiang (Yangtze Memory Technologies) e Liu Weiping (Empyrean Technology) hanno infatti cofirmato un articolo appello all’industria tecnologica cinese per uno sforzo coordinato per lo sviluppo di una industria litografica nazionale davvero competitiva entro il 2030. Lanciando il guanto della sfida proprio all’europea ASML.

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