Avio ridimensiona le aspettative di breve periodo. Diasorin sconta un outlook debole

di FTA Online News pubblicato:
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Il titolo della società dello spazio al test dei supporti di area 30-32 euro. I prezzi di DiaSorin tornano al 2017

Avio ridimensiona le aspettative di breve periodo. Diasorin sconta un outlook debole

Giornata negativa venerdì per Avio, che ha chiuso in ribasso del 6,25% a 32,25 euro, dopo avere oscillato tra 31,95 e 35,20 euro. Il movimento si inserisce in una fase di maggiore volatilità per il titolo, che nelle settimane precedenti aveva registrato un rally significativo sostenuto dall’interesse crescente verso il settore spazio-difesa e dalle prospettive di sviluppo legate ai programmi europei.

Il calo appare legato principalmente alla reazione del mercato dopo la pubblicazione dei risultati 2025 e, soprattutto, della guidance 2026, che è stata percepita come prudente rispetto alle aspettative più ambiziose incorporate nei prezzi dopo il forte rialzo dei mesi precedenti.

I risultati dello scorso esercizio sono stati solidi, con ricavi in crescita del 22,7% e un miglioramento significativo della redditività, ma l’outlook per il 2026 è stato considerato sostanzialmente in linea con le attese, senza indicazioni particolarmente espansive sulla dinamica futura degli utili.

In situazioni come questa, quando un titolo ha già registrato un forte apprezzamento, anche notizie semplicemente “buone, ma non eccellenti” possono innescare prese di profitto. Il settore aerospace e spazio, inoltre, è fortemente legato a aspettative di crescita di lungo periodo e quindi tende a reagire in modo più accentuato quando il mercato percepisce un rallentamento del ritmo di espansione del backlog o una minore visibilità sulla crescita futura.

Un ulteriore elemento di volatilità è stato rappresentato dall’ingresso del titolo nel FTSE MIB lo scorso 23 marzo. L’inclusione in un indice importante genera spesso movimenti tecnici legati al ribilanciamento dei portafogli degli investitori istituzionali e degli ETF, con un aumento dei volumi e possibili prese di beneficio dopo il cosiddetto trade di inclusione.

Va inoltre considerato il contesto di mercato generale, diventato più prudente nelle ultime settimane. Il ritorno del petrolio sopra i 100 dollari, l’aumento dei rendimenti obbligazionari e le tensioni geopolitiche hanno aumentato l’avversione al rischio, penalizzando in particolare i titoli caratterizzati da multipli elevati e forte componente prospettica, tra cui quelli legati alla space economy.

Nel complesso, la flessione recente sembra quindi il risultato di una combinazione di fattori: aspettative molto elevate dopo il rally precedente, una guidance considerata prudente, movimenti tecnici legati all’ingresso nell’indice principale di Piazza Affari e un contesto macro meno favorevole agli asset più sensibili al rischio.

Nel medio periodo, il tema strategico dello sviluppo del settore spaziale europeo resta intatto, ma nel breve la dinamica dei prezzi suggerisce una fase di consolidamento dopo il forte movimento rialzista registrato nei mesi precedenti.

Avio, azione al test di un'area di supporto rilevante

Il quadro tecnico di Avio si trova in un punto di equilibrio particolarmente delicato, con i prezzi che stanno testando una zona di supporto molto importante compresa tra 30 e 32 euro.
In quest’area convergono infatti due elementi tecnici rilevanti: la media mobile esponenziale a 200 giorni e la base del canale laterale costruito dopo il massimo del 15 gennaio.

Questa fascia di prezzo rappresenta quindi uno snodo chiave per comprendere se la fase correttiva avviata dal top di ottobre sia destinata ad esaurirsi oppure se il movimento ribassista sia destinato a proseguire.

Scenario costruttivo: tenuta del supporto e ripresa del trend rialzista

Se l’area 30–32 euro dovesse confermarsi come supporto, il titolo potrebbe tentare un recupero verso la parte alta del canale laterale, con primo livello di resistenza in area 38 euro.

Questa soglia assume una valenza tecnica particolarmente significativa perché coincide sia con il lato superiore del canale sia con il 38,2% di ritracciamento del ribasso partito dal top di ottobre, livello contro il quale si era già fermato il massimo di metà gennaio.

Il superamento deciso di 38 euro migliorerebbe sensibilmente la struttura grafica, aprendo spazio ad una prosecuzione del rialzo avviato dal minimo di fine novembre.

In questo scenario, i successivi obiettivi tecnici si collocano in area:

  • 44 euro, corrispondente al 50% di ritracciamento

  • 49 euro, in prossimità del 61,8% di ritracciamento, livello spesso associato a movimenti di recupero più completi all’interno di trend correttivi di medio periodo

Scenario negativo: violazione di area 30 e riattivazione del trend ribassista

Al contrario, una discesa sotto 30 euro rappresenterebbe un segnale di indebolimento significativo, perché implicherebbe la violazione contemporanea della media mobile di lungo periodo e della base della fase laterale costruita negli ultimi mesi.

In questo caso aumenterebbe la probabilità di una ripresa del trend ribassista avviato dal massimo di ottobre 2025, con possibili estensioni almeno verso 23,50 euro, livello che rappresenta un supporto tecnico coerente con la struttura del movimento precedente.

Sintesi operativa

Il titolo si trova quindi in una fase di compressione della volatilità, tipica dei momenti in cui il mercato sta accumulando energia per un movimento direzionale più ampio.

  • sopra 38 euro il quadro tecnico tornerebbe costruttivo

  • sotto 30 euro aumenterebbe il rischio di una nuova gamba ribassista

Nel breve periodo, l’area 30–32 euro resta quindi il principale livello da monitorare per valutare la direzione del prossimo movimento di medio periodo.

Diasorin reduce da una settima difficile

Diasorin ha archiviato una settimana difficile, riuscendo comunque a limitare i danni dopo essere sceso fino a quota 52,34 in seguito alla pubblicazione dei risultati 2025 che hanno evidenziato Ricavi in crescita del 4% a cambi costanti, EBITDA adjusted margin a 33%, utile netto 150 milioni di euro (-20%), dividendo di 1,3 euro per azione (1,2 l'anno scorso).

La guidance 2026 a cambi costanti è però debole e sotto il consensus: ricavi in crescita tra il +5% ed il +6%, EBITDA adjusted margin al 32%-33% e inoltre "non tiene conto dei potenziali impatti negativi derivanti dall'attuale conflitto militare nell'area del Medio Oriente, che potrebbero riflettersi sulle vendite del Gruppo nella regione. Esclude, inoltre, le possibili ricadute indirette del conflitto stesso, incluse maggiori difficoltà logistiche e distributive, anche verso l'area Asia-Pacifico, nonché potenziali effetti inflattivi su costi e supply chain connessi all'attuale contesto geopolitico".

Di conseguenza Equita ha peggiorato la raccomandazione sul titolo da "Buy" a "Hold" e ridotto il prezzo obiettivo del 25% a 70 euro.

Intesa Sanpaolo ha invece confermato la raccomandazione "Buy" e ridotto il prezzo obiettivo da 87,70 a 81,30 euro ed anche Deutsche Bank ha conferma la raccomandazione "Hold" e ridotto il prezzo obiettivo da 74 a 65 euro.

Diasorin, prezzo sui livelli del 2017

Graficamente i prezzi di Diasorin sono tornati sui livelli di inizio 2017 in area 52,00 lasciandosi alle spalle un ampio gap ribassista a quota 62,80, solo parzialmente coperto dal rimbalzo degli ultimi giorni.

Nel breve resta possibile la copertura totale di tale "vuoto", ipotesi che troverebbe conferma oltre 60,35. Il recupero non sarebbe tuttavia sufficiente per garantire un cambio di passo strutturale al titolo, il cui quadro tecnico resta dominato dal trend negativo degli ultimo quattro anno e mezzo.

Segnali favorevoli ad un rialzo più strutturato verrebbero prodotti solo oltre 67,00/68,00 euro, riferimenti al momento piuttosto distanti. Sotto quota 56,00, invece, rischio concreto di un ulteriore affondo verso 52,00, obiettivi successivi in area 48,70 e poi a 45,00 euro.