Bonus smartworking: 500 euro per rifare la tua postazione!

Nuovo bonus nato nel 2021 che farà certamente contenti i lavoratori agili, quelli che lavorano nella modalità che ormai a tutti piace chiamare smartworking. Si tratta di un modo per intendere il lavoro da casa, anche se purtroppo abbiamo ormai imparato che lavoro da casa e lavoro “smart” non sempre combaciano.

Smart, infatti, significa intelligente, agile. In molti casi, però, di agile c’è stato ben poco e lo smartworking non è stato altro che un obbligo date le condizioni a cui la pandemia ci ha costretto. In Italia soprattutto c’è sempre stata una certa reticenza nei confronti di questa modalità lavorativa… ma perché?

Difficile rispondere, ma la pandemia ha costretto grandi aziende e datori di lavoro in generale a fare i conti con questa realtà, che potrebbe poi rimanere nel tempo a prescindere dall’evolversi della pandemia.

Nel complesso i lavoratori smart, coloro che hanno lavorato da casa (totalmente o parzialmente) nell’ultimo anno e mezzo hanno accolto positivamente questa novità, nonostante ci siano anche dei lati negativi in questo nuovo modo di intendere il lavoro.

Bonus smartworking: cos’è e come funziona?

Vediamo ora nello specifico come funziona questa misura, pensata per rendere più confortevole la vita lavorativa di chi ha dovuto da un anno e mezzo lavorare in questa nuova modalità.

Innanzitutto, l’importo del bonus smartworking è pari a 516 euro, raddoppiato rispetto ad una prima versione del bonus che aveva certamente avuto un riscontro differente.

Il bonus è totalmente slegato rispetto alla dichiarazione ISEE, lo strumento che permette di conoscere la situazione economica e reddituale del nucleo familiare.

Come noto, tale aspetto rende molto più interessante il bonus stesso, perché tutti i bonus senza ISEE hanno un funzionamento più semplice ed anche più breve dal punto di vista burocratico.

Come vedremo successivamente, cambia però la modalità per fare domanda rispetto ai bonus “classici”.

Bonus smartworking: come fare domanda?

Eccoci alla questione lasciata in sospeso al precedente paragrafo, in quanto è una di quelle che caratterizzano di più questo particolare bonus.

Infatti, non deve essere richiesto dal diretto interessato, cioè dal lavoratore in smartworking, ma dall’azienda per cui il soggetto lavora.

In sostanza, l’assegnazione o meno del bonus non dipende dal lavoratore stesso, ma è l’azienda che sceglie se richiederlo oppure no.

Ovviamente, il bonus viene richiesto cumulativamente per tutti i lavoratori in smartworking. L’azienda non deve far altro che dimostrare di avere un certo numero di dipendenti che lavora da casa ed attendere di ricevere i 516 euro moltiplicati per questo stesso numero.

Bonus smartworking: in cosa si può spendere?

Questo aspetto è decisamente meno complesso, perché di fatto il bonus può essere speso in tutti quei beni che servono per migliorare la propria postazione lavorativa domestica.

Semplicemente: sedie ergonomiche e da lavoro, computer o qualsiasi altro dispositivo necessario per lavorare, scrivania ed altro mobilio affine, luci e illuminazione della stanza.

Il bonus è stato concepito in maniera piuttosto “larga”, nel senso che sono tanti i prodotti che potrebbero servire per l’attività da casa (in base anche alla tipologia di lavoro svolto) e non ci sono vincoli particolarmente stringenti.

Inoltre, è da sottolineare il soggetto che può spendere il bonus: sia il lavoratore che il datore di lavoro.

Sta quindi alle parti decidere come spendere il bonus e chi può spenderlo concretamente: l’azienda può scegliere di acquistare in quantità i beni necessari per i propri dipendenti o delegare a loro la scelta sulla base delle singole necessità personali.

Bonus smartworking: scadenza e dettagli

È ora piuttosto chiaro ciò che si può fare con questo bonus e la modalità con cui va utilizzato.

Resta da chiarire la scadenza ed altri piccoli dettagli che potrebbero aiutare i beneficiari ad orientarsi nello spendere questo bonus così generoso.

La scadenza è attualmente fissata per il 31 dicembre 2021, ma non è escluso che si possa prolungare anche l’anno prossimo.

C’è innanzitutto da capire quella che sarà la situazione dal punto di vista dei contagi, dato che la campagna vaccinale portata avanti con determinazione ha migliorato nettamente le aspettative di tutti: ci si immagina di non dover più far fronte a chiusure e restrizioni come negli scorsi mesi.

Inoltre, il Governo dovrà valutare il bonus in funzione della Legge di Bilancio 2022, in cui ci sono davvero numerosi bonus (in scadenza a fine 2021) di cui valutare il futuro.

Il bonus è stato prolungato con il primo Decreto Sostegni, quello che risale a marzo 2021, fino alla fine dell’anno in corso. Essendo raddoppiato anche l’importo rispetto al passato, è difficile immaginare cosa abbia in mente di fare il Governo guidato da Mario Draghi.

Infine, ricordiamo che questo bonus è spendibile anche parzialmente, cioè i 500 euro non devono necessariamente essere spesi in un’unica soluzione e, infine, non è richiesto alcun requisito specifico all’azienda che ne fa domanda.

FTAOnline News

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