Effetto Draghi sullo spread, meno sulla borsa

Effetto Draghi sullo spread, meno sulla borsa

Se da un lato l'indice Ftse Mib non è stato particolarmente brillante nelle ultime sedute, sul fronte dello Spread tra Btp e Bund invece l’effetto Draghi è notevole: il differenziale di rendimento tra titolo decennale italiano e quello tedesco si è infatti ridotto venerdì a 89 punti base arrivando a toccare i minimi degli ultimi 10 anni.Il rendimento sul BTP decennale scende allo 0,44% nuovo minimo storico. E non è solo nei confronti del titolo tedesco che il differenziale si sta riducendo, nei confronti del Bono spagnolo ad esempio lo spread è sceso a 32 punti base, su livelli che non si vedevano dal 2017.

Lo studio del grafico del future sul Btp decennale permette di ipotizzare che la fase di crescita dei prezzi, e di conseguente discesa dei rendimenti, non sia ancora terminata. Le quotazioni si sono Infatti lasciate alle spalle recentemente la resistenza offerta a 152,67 dal massimo dell’otto di gennaio. Grazie al superamento di questa resistenza è possibile considerare ripreso il trend rialzista attivo dai minimi dello scorso marzo che era stato interrotto dalla collezione realizzatasi nel corso del mese di gennaio. Difficile fornire degli obiettivi a rialzo per il Btp dal momento che siamo attualmente sui massimi storici ma un primo target è comunque ipotizzabile in area 155,50, dove transita la linea mediana del canale crescente disegnato dai minimi di aprile del 2020 (se i prezzi dovessero raggiungere quell'area il rendimento corrispondente dovrebbe attestarsi attorno allo 0,28%).

Ripiegamenti delle quotazioni del Btp fino in area 152,50 potrebbero essere considerate un aggiustamento temporaneo, la eventuale violazione di quel supporto invece farebbe tenere l'avvio di un movimento ribassista che potrebbe arrivare ad interessare in area 151 la base del canale crescente citato, supporto critico anche in un'ottica di medio periodo.

Come invece già accennato nel caso del Ftse Mib il rialzo è in stallo

La positività derivante dall'evoluzione del quadro politico per il momento ha influenzato maggiormente il mercato delle obbligazioni governative piuttosto che la borsa, con il Ftse Mib che infatti nelle ultime sedute ha dimostrato di aver perso slancio. Da un punto di vista grafico ad onor del vero non si vedono resistenze particolarmente significative in quest'area, l'ultimo ostacolo rilevante era infatti quello dei 23000 punti che ormai sono saldamente alle spalle, tuttavia l'impressione è che la spinta positiva derivante dalla novità di un governo Draghi si sia già esaurita. 

Certo, è possibile che il mercato  sia in attesa dello scioglimento della riserva da parte di Mario Draghi e della presentazione della lista dei ministri per prodursi in una nuova accelerazione rialzista, ma per il momento questa resta solo un'ipotesi. Servirebbe la rottura decisa di 23500 punti per confermare l'intonazione positiva dell'indice e prospettare almeno la ricopertura di quell’ampio gap ribassista lasciato dai prezzi il 24 febbraio 2020 dai 24000 ai 24670 punti circa, ultimo ostacolo prima del ritorno sui record febbraio 2020 a 25483 punti. 

Evidentemente il mercato ancora non si fida completamente del successo dell'operazione orchestrata dal capo dello Stato Mattarella e vuole valutare con calma la composizione del governo e il suo potenziale di intervento in una situazione che, come abbiamo visto dalle previsioni della Commissione europea, non è sicuramente facile. 

Per il momento comunque le strategie operative favorite restano quelle di acquisto sull’indice e sugli strumenti ad esse correlati, ma suggeriamo di  mantenere sempre  uno stop loss attivo onde evitare spiacevoli sorprese, tanto più che anche la Borsa americana sembra pronta per andare incontro in una fase correttiva che potrebbe togliere forza, se si realizzasse, ad un eventuale proseguimento del rialzo del nostro Ftse Mib. 

Un livello di stop loss che al momento appare corretto è quello segnalato dalla media mobile esponenziale a 10 sedute, che attualmente transita a 22900 punti circa: in caso di discesa al di sotto di quei livelli quindi prudentemente sospendere le strategie di acquisto.