Il Fondo monetario punta il faro sull'Italia

Il Fondo monetario punto il faro sull'Italia

Il Fondo monetario internazionale ha promosso la risposta data alla pandemia dall'Italia. Pil atteso in crescita del 4,25%, disavanzo al 10%. Si ai dividendi bancari

Italia, risposta alla pandemia “efficace”

Il Fondo monetario internazionale ha promosso la risposta data alla pandemia dall'Italia "È stata generalmente efficace nell’attenuare l’impatto della crisi sanitaria sulla popolazione e sull’economia". Inoltre la "tempestiva e decisa risposta delle autorità ha aiutato a fare da scudo".

 

Dopo le lodi tuttavia arriva anche un monito "il ritmo delle vaccinazioni deve essere accelerato e le misure di sostegno vanno gradualmente ridotte, man mano che l’emergenza recede e la ripresa economica si consolida".

 

Le vaccinazioni sono la priorità

La priorità al momento è "che il sistema sanitario e il programma di vaccinazione siano adeguatamente finanziati".

 

Le stime del governo per il 2021

Certo, parlare di una riduzione delle misure di sostegno appare prematuro: adesso che la seconda ondata ha colpito (e quasi affondato) l'Italia, il governo ha prodotto delle nuove stime che vedono il Pil in crescita del 4,1% nel 2021 (a settembre era atteso al +6%) e del 4,3% nel 2022 (dopo il calo dell'8,9% del 2020, quindi nel biennio 2021-2022 non verrà nemmeno recuperato per intero quanto perso nel 2020).

 

C'è da dire che le ipotesi fatte per il 2021 ancora non includono gli effetti del nuovo scostamento di bilancio che il governo vorrebbe annunciare il prossimo mese, quindi gli obiettivi di crescita potrebbero salire un poco rispetto a quelli fissati al momento, ma in ogni caso l'economia resta in netta sofferenza se paragonata alla situazione pre-Covid.

 

Fmi, disavanzo verso il 10% del Pil

Che sia necessario tagliare gli interventi di sostegno il prima possibile lo dice comunque non solo il Fmi ma anche il buon senso, nel 2021 il disavanzo salirà in vista del 10% del Pil dal 9,5% del 2020, più in alto della stima ufficiale più recente disponibile che era ferma all'8,8%. A causa dell'aumento del deficit anche il rapporto debito/Pil è destinato a crescere dal 155,6% di fine 2020.

 

Il Fmi auspica che il recupero successivo all'uscita dalla fase di emergenze dovrebbe venire accompagnato "da un piano credibile per ancorare una significativa, anche se graduale, riduzione del debito una volta che la ripresa si sia consolidata". A questo scopo saranno necessarie riforme sia sul piano dell'economia sia sul sistema di imposizione fiscale.

 

Fmi, economia più verde ed equa

Le conclusioni preliminari del rapporto sull’Italia che rappresentano la sintesi della missione periodica dell’Fmi nel Paese anticipano comunque anche che gli sforzi del governo dovranno prolungarsi anche dopo il termine dell'emergenza per costruire "un’economia più verde, intelligente ed equa". A questo scopo sarà necessario che le banche, anche a fronte di una riduzione delle misure di sostegno, possano mantenere il flusso di credito alle imprese con buone prospettive per sostenere la ripresa. Purtroppo "molte imprese potrebbero dover far fronte a un eccesso di debito" e quindi essere costrette "a chiudere, causando un aumento della disoccupazione se i ricollocamenti e la nascita di nuove imprese sarà lenta". 

 

Fmi, Pil italia al 4,25% nel 2021

Il Fmi avverte anche che la velocità della ripresa dipenderà dall’utilizzo efficiente delle risorse del Next Generation EU. Il Fondo si sbilancia anche facendo delle previsioni sul Pil "Supponendo che il programma di vaccinazione sia in stato avanzato entro la fine dell’estate e che il sostegno economico ai più colpiti sia mantenuto per tutta la durata della crisi sanitaria, il Pil potrebbe crescere di circa il 4,25% nel 2021, con un inizio debole seguito da un’accelerazione nell'ultima parte dell’anno". Le previsioni precedenti, fatte a gennaio, prospettavano una crescita nel 2021 del 3%, le nuove stime quindi sono più simili a quelle di Banca d'Italia e della Commissione europea, prossime al 4% di crescita del Pil per l'anno in corso. Il Fmi sottolinea comunque che le prospettive restano "incerte" dal momento che "le prospettive dell'economia italiana sono legate all'andamento della pandemia e delle politiche di sostegno".

 

Il rischio dell’aumento dei rendimenti

Un rischio aggiuntivo per l'Italia, fortemente indebitata, è che l'aumento dei rendimenti sul debito Usa, un fenomeno già evidente in queste ultime settimane, contagi anche i rendimenti sui bond europei nonostante il livello di inflazione rimanga in Europa più bassa che negli Usa.

 

Dividendi per le banche più solide

Il Fondo menziona anche i dividendi bancari: le autorità dovranno valutare di volta in volta quando "permettere il pagamento dei dividendi per evitare di penalizzare gli istituti più capitalizzati e più in grado di generare profitti preservando allo stesso tempo il capitale delle banche più deboli".