Borsa Italiana: Banca MPS corre con nuove ipotesi di risiko, frena invece Technogym

di FTA Online News pubblicato:
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I rumor su contatti della banca senese con il Banco BPM favoriscono gli acquisti.
Technogym testa supporti chiave: si teme l'impatto dell'inflazione sui margini

Borsa Italiana: Banca MPS corre con nuove ipotesi di risiko, frena invece Technogym

Banca MPS in rialzo del 2,56% al termine della seduta di ieri grazie alle ultime indiscrezioni sul risiko bancario domestico.
Si torna a parlare di una possibile fusione tra la banca senese e Banco BPM, secondo alcune fonti finanziarie le due banche avrebbero discusso di una possibile fusione tra i gruppi poco dopo la riconferma di Luigi Lovaglio nel ruolo di CEO di Banca MPS.
In caso di eventuale accordo Credit Agricole, che detiene il 22,8% di Banco BPM, potrebbe essere liquidato con la cessione di circa 300 filiali di MPS-BPM, esattamente come accadde nel 2007 con la fusione tra Banca Intesa e San Paolo IMI (i francesi avevano il 18% della prima).

L'istituto di Piazza Salimbeni ha recentemente presentato i dati del primo trimestre 2026 apparsi assolutamente interessanti, con l'utile netto trimestrale che ha raggiunto i 520,8 mln, dei quali 216 mln da Mediobanca, battendo le stime del consensus Bloomberg ferme a 429 milioni di euro.

Dopo la pubblicazione dei dati Kepler Cheuvreux ha alzato il target price sul titolo a 9,9 euro da 9,4 euro. Lo scorso 18 maggio inoltre la stessa banca ha staccato un corposo dividendo da 0,86 euro pari a 2,61 miliardi di euro circa con un rendimento del 9% sul del valore dell'azione il giorno prima dello stacco.

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Banca MPS, titolo in recupero per quota 9,30

Il grafico del titolo mostra il tentativo in atto di coprire subito l'ampio gap ribassista che si era creato a 9,30 euro, lunedì 18 maggio, con lo stacco del dividendo. I prezzi hanno già coperto buona parte di questo intervallo toccando un massimo ieri a quota 9,197 e sembrano in grado di poter raggiungere l'obiettivo completo in tempi rapidi.

Cosa potrebbe accadere dopo è già più complicato da ipotizzare, un segnale di forza più netto verrebbe infatti inviato con il superamento dei massimi in area 9,70, ma potrebbe essere necessaria una pausa di consolidamento prima che il titolo riesca ad avere la meglio su tali riferimenti e procedere poi verso i 10,00 euro.

I primi supporti rilevanti sono invece posizionati tra 8,30 e 8,40 euro e se dovessero essere violati aprirebbero una nuova fase di debolezza per Banca MPS, rendendo a quel punto probabile la copertura di un altro gap, questa volta al rialzo, ovvero quello lasciato aperto con l'accelerazione di inizio aprile a 7,521 euro.

Technogym, si teme l'impatto dell'inflazione sui margini

Seduta difficile giovedì per Technogym, che ha perso il 2,32% chiudendo a 17,68 euro dopo avere oscillato tra 17,35 e 18,29 euro. Il titolo continua così la fase correttiva avviata dopo il massimo del 14 maggio a 21,82 euro, interrompendo almeno temporaneamente uno dei trend rialzisti più solidi di Piazza Affari degli ultimi mesi.

Alla base della debolezza c’è soprattutto la crescente attenzione del mercato verso il possibile impatto dell’inflazione sulle marginalità future. Da alcuni contatti con la società emerge infatti che un peggioramento dello scenario inflattivo sulle materie prime potrebbe portare nel 2026 a un leggero calo dell’EBITDA margin, rispetto alle precedenti indicazioni orientate alla semplice “protezione del margine” fornite durante la call sul primo trimestre.

Si tratta di un elemento importante perché il consensus di mercato continua invece a prezzare un moderato miglioramento della redditività, con attese di espansione dei margini di circa 30 punti base.

A parità di crescita del fatturato, eventuali margini più bassi implicherebbero inevitabilmente una revisione al ribasso delle stime sugli utili operativi.

Il mercato però continua a riconoscere a Technogym fondamentali molto solidi. La crescita del business resta sostenuta, con un primo trimestre superiore alle attese e ricavi in aumento del 10% reported e oltre il 12% a cambi costanti.

Inoltre la società continua a beneficiare di una struttura finanziaria molto forte, con cassa netta superiore al 10% della capitalizzazione, margini EBITDA sopra il 21%, elevata generazione di cassa e ritorni sul capitale estremamente elevati.

Anche Equita Sim mantiene infatti una visione positiva sul titolo, confermando la raccomandazione buy con target price a 24 euro. Gli analisti ritengono che il consensus possa essere ancora prudente sulle stime di crescita del fatturato, grazie soprattutto al contributo dei nuovi prodotti nel secondo semestre, al miglioramento dell’effetto cambi e alla crescente diversificazione geografica e commerciale del gruppo.

Dal punto di vista tecnico il quadro si è però indebolito nel breve periodo. Dopo il forte rally dei mesi precedenti, i prezzi hanno accelerato al ribasso tornando rapidamente verso il lato basso del canale rialzista che accompagna il movimento ormai da oltre un anno. Il titolo si sta avvicinando anche alla media mobile esponenziale a 200 giorni, riferimento tecnico molto importante che passa poco sotto area 17 euro. In questa fase area 17,30-17 euro rappresenta quindi un supporto decisivo. La tenuta di quei livelli potrebbe favorire una stabilizzazione e successivamente un tentativo di ripartenza del trend rialzista di lungo periodo. Prima resistenza in area 19 euro, poi a 20,50, ostacolo da superare per tornare sui massimi di maggio a 21,82 euro. Al contrario, discese sotto la media mobile a 200 giorni rischierebbero di aprire spazio a una correzione più ampia dopo mesi di sovraperformance.