Mercati in attesa: payroll USA e verdetto della Corte Suprema tengono alta la cautela

di Alessandro Magagnoli pubblicato:
3 min

Rischio volatilità sui dazi: la decisione della Corte Suprema sui poteri di Trump può scuotere la politica commerciale e le Borse

Mercati in attesa: payroll USA e verdetto della Corte Suprema tengono alta la cautela
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I mercati finanziari affrontano la seduta in modalità attendista

I mercati finanziari affrontano la seduta in modalità attendista, sospesi tra due potenziali catalizzatori di rilievo: i dati sul mercato del lavoro statunitense e l’attesa per una decisione cruciale della Corte Suprema Usa sui poteri straordinari del presidente Donald Trump in materia di dazi.

L’attenzione è concentrata sul report sui payroll non agricoli di dicembre

Da un lato, l’attenzione è tutta concentrata sul report sui payroll non agricoli di dicembre, in uscita alle 14:30 italiane. Il dato è particolarmente rilevante perché dovrebbe contribuire a dissipare parte della “nebbia statistica” accumulatasi negli ultimi mesi a causa dello shutdown federale.

Secondo la stima mediana degli economisti interpellati da Reuters, l’occupazione dovrebbe essere cresciuta di circa 60.000 unità, mentre il tasso di disoccupazione è atteso in lieve calo al 4,5%, dopo l’inatteso balzo al 4,6% registrato in novembre.

Il quadro congiunturale che emerge dagli indicatori più recenti resta però contrastato. Le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione sono aumentate lievemente, ma rimangono su livelli coerenti con un mercato del lavoro che non mostra un’accelerazione dei licenziamenti.

Allo stesso tempo, i segnali di debolezza non mancano: i dati ADP e JOLTS hanno evidenziato una domanda di lavoro fiacca, con le offerte di impiego scese ai minimi da 14 mesi e un ritmo di assunzioni ancora contenuto.

Ne risulta un mercato del lavoro in graduale raffreddamento, ma non abbastanza debole da fornire indicazioni nette sulla traiettoria dei tassi.

Incertezza sulla politica monetaria della Federal Reserve

Ed è proprio qui che si inserisce l’incertezza sulla politica monetaria della Federal Reserve. La banca centrale è chiamata a bilanciare segnali di rallentamento dell’occupazione con un’inflazione che resta ancora elevata.

I mercati continuano a prezzare almeno due tagli dei tassi entro fine anno, ma le divisioni emerse all’interno del FOMC nelle ultime riunioni rendono più probabile uno scenario più prudente, con una sola mossa espansiva nel 2026.

I futures sui Fed funds indicano infatti una probabilità molto bassa di un taglio già a fine gennaio e una chance di circa 43% per un intervento a marzo.

Sul fronte politico-istituzionale, pesa inoltre l’attesa per una decisione della Corte Suprema degli Stati Uniti, che potrebbe arrivare già oggi.

I giudici dovranno stabilire se Trump possa invocare l’International Emergency Economic Powers Act (IEEPA) per imporre dazi senza l’approvazione del Congresso.

Una bocciatura di questo strumento rischierebbe di stravolgere l’impianto della politica commerciale americana, mettendo in discussione mesi di negoziati con i partner internazionali e potenzialmente generando volatilità sui mercati finanziari, soprattutto se i dazi venissero annullati.

In Europa, le borse si muovono con cautela

In Europa, le borse si muovono con cautela, riflettendo questo mix di attese macro e rischi politici. Dalla Germania arrivano segnali macro contrastanti ma interessanti: la produzione industriale di novembre ha sorpreso in positivo con un aumento mensile dello 0,8%, contro attese per +0,4%.

Meno brillante invece il dato sul commercio estero: l’avanzo della bilancia commerciale si è ridotto a 13,1 miliardi di euro, sotto il consenso, penalizzato da un calo dell’export e da un aumento delle importazioni.

Fiducia dei consumatori dell’Università del Michigan

Nel corso del pomeriggio, l’attenzione si sposterà infine sulla fiducia dei consumatori dell’Università del Michigan, attesa in lieve miglioramento a 53 punti.

Anche questo dato contribuirà a definire il quadro della domanda interna statunitense, completando una giornata che potrebbe rivelarsi decisiva per il sentiment di breve periodo.

In sintesi, i mercati si trovano in una fase di equilibrio fragile: il lavoro Usa potrebbe fornire indicazioni di normalizzazione, ma difficilmente risolutive; la Corte Suprema rappresenta invece un potenziale fattore di rottura. Fino a quando questi nodi non saranno sciolti, la prudenza resta la strategia dominante.

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