Piazza Affari chiude in lieve calo una seduta nervosa, risale il petrolio

di Simone Ferradini pubblicato:
5 min

Borsa italiana debole in chiusura di un'ottava incerta. Il FTSE MIB ha terminato a -0,31% (performance settimanale +0,37%), il FTSE Italia All-Share a -0,36%, il FTSE Italia Mid Cap a -0,41% e il FTSE Italia STAR -0,33%.

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In calo anche le altre principali Borse europee: EURO STOXX 50 -0,56%; Londra (FTSE 100) -0,43%; Francoforte (DAX) -0,60%; Parigi (CAC 40) -0,91%; Madrid (IBEX 35) -0,47%.

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Wall Street negativa dopo la chiusura delle Borse europee: S&P 500 -0,4%, NASDAQ Composite -0,8%, Dow Jones Industrial -0,1%.

I principali dati macroeconomici pubblicati oggi

Il Bureau of Economic Analysis ha comunicato che nel quarto trimestre 2025 il PIL degli USA è salito dello 0,7% su base sequenziale annualizzata, in ulteriore decisa frenata rispetto al 4,4% precedente (e al 3,8% registrato nei tre mesi allo scorso 30 giugno) e ampiamente sotto anche all'1,4% della prima lettura preliminare diffusa il mese scorso. https://www.bea.gov/news/2026/gdp-second-estimate-4th-quarter-and-year-2025

Il Bureau of Economic Analysis ha comunicato che a gennaio negli USA l'indice PCE (Personal Consumption Expenditure, spesa per consumi personali, metrica privilegiata dalla Federal Reserve per l'inflazione) è cresciuto del 2,8% annuo, contro il 2,9% di dicembre (2,8% anche in novembre) e del consensus di Dow Jones Newswires e Wall Street Journal. https://www.bea.gov/news/2026/personal-income-and-outlays-january-2026

Il Bureau of Labor Statistics ha comunicato che a gennaio negli USA l'indice JOLTS (posizioni lavorative aperte, ovvero ricercate attivamente dai datori di lavoro) si è attestato a 6,946 milioni dopo i 6,550 (rivisti da 6,542) di dicembre e contro i 6,70 del consensus. https://www.bls.gov/news.release/jolts.htm

L'Università del Michigan ha comunicato che a marzo l'indice di fiducia dei consumatori USA (dato preliminare) si è attestato a 55,5 punti dopo i 56,6 di febbraio. Il consensus era fissato 55,0 punti. https://www.sca.isr.umich.edu/

Eurostat ha comunicato che a gennaio nell'eurozona la produzione industriale è calata a sorpresa dell'1,2% annuo, dopo il progresso del 2,2% di novembre (rivisto da +1,2%) e contro il rialzo dell'1,4% del consensus. https://ec.europa.eu/eurostat/en/web/products-euro-indicators/w/4-13032026-ap

L'Istat ha comunicato che a gennaio in Italia la produzione industriale è scesa a sorpresa dello 0,6% annuo, dopo il progresso del 2,7% della lettura finale di dicembre (rivisti da +3,2%) e contro l'incremento dello 0,8% del consensus. https://www.istat.it/wp-content/uploads/2026/03/Produzione-industriale_gennaio2026.pdf

Borsa italiana, i titoli in evidenza

Bancari ancora sotto pressione con la flessione dei titoli di Stato e la prospettiva di indebolimento dell'economia causato dal probabile balzo dell'inflazione in scia al rally delle materie prime dell'energia. L'indice FTSE Italia Banche segna -1,59%, l'EURO STOXX Banks -1,2%. Particolarmente debole Unicredit -2,41%, limitano i danni BPER Banca -0,63% e BP Sondrio -0,97% dopo l'ok delle rispettive assemblee alla fusione.

In rialzo i petroliferi Eni +2,69% e Saipem +2,46%: il greggio si riavvicina ai massimi dal giugno 2022 toccati lunedì, sempre attivo il recupero dai minimi da aprile-maggio del 16/12.

Webuild -8,70% perde ulteriore terreno e scende sui minimi da aprile scorso: il gruppo delle costruzioni ha chiuso il 2025 con risultati superiori alla guidance ma le prospettive future sono incerte. La guidance 2026 vede ricavi in linea con quelli del precedente esercizio: un netto peggioramento rispetto al +19% medio annuo realizzato con il piano 2023-2025. Inoltre la situazione del Medio Oriente deve essere monitorata con attenzione dato che l'Arabia Saudita rappresenta l'11% del portafoglio ordini e il 12% della pipeline commerciale. Da sottolineare anche che dei 13,2 miliardi di nuovi ordini acquisiti nel 2026, ben 1,6 sono localizzati in Medio Oriente (12%).

Avio +7,99% a 36,50 euro rimbalza dopo l'affondo di ieri causato dalla deludente guidance 2026. Oggi Equita conferma la raccomandazione buy e incrementa il prezzo obiettivo dell'8% a 42 euro.

MFE A +2,32% e MFE B +2,70% in verde dopo l'apparentemente inspiegabile crollo di ieri (-11/12 per cento). MF è riuscito a ricostruire, basandosi su qualificate fonti di mercato, la causa del movimento: a quanto pare 2-3 fondi hanno deciso di sottopesare il settore legato ai consumi (la raccolta pubblicitaria dipende da questi ultimi) in vista di un peggioramento dello scenario economico.

Non si ferma il sell-off di Tesmec: oggi cede il 9,80% e nelle ultime tre sedute il titolo è arrivato a perdere oltre il 27%. La flessione è partita mercoledì con l'approvazione da parte del cda dei risultati 2025. Alla base del sell-off c'è un numero chiave: 14%, ovvero la quota dei ricavi 2025 realizzati in Medio Oriente, in calo dal 16% del 2024 ma pur sempre una porzione significativa del bilancio del gruppo.

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Euro e BTP deboli

Euro in flessione contro dollaro, scende sui minimi da luglio 2025. EUR/USD al momento segna 1,1440 circa.

BTP e spread in peggioramento. Il rendimento del decennale segna 3,78% (chiusura precedente a 3,74%), lo spread sul Bund 81 bp (80) (dati MTS).

Dopo la chiusura dei mercati è previsto l'aggiornamento semestrale del rating dell'Italia dell'agenzia Fitch. Non sono attese modifiche all'attuale livello BBB+ con outlook stabile.

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Materie prime: petrolio in recupero, gas stabile, oro debole

Petrolio in riavvicinamento ai massimi dal giugno 2022 toccati lunedì, sempre attivo il recupero dai minimi da aprile-maggio del 16/12: i future maggio segnano per il Brent 101,65 $/barile (massimo lunedì a 119,50, minimo del 16/12 a 58,53), per il WTI 95,70 $/barile (massimo lunedì a 110,55, minimo del 16/12 a 54,98).

Gas stabile sotto il massimo da gennaio 2023 di lunedì a 69,500 euro/MWh, sempre attivo il movimento ascendente originato dal minimo da aprile 2024 a 26,530 dell'11/12. Il Dutch TTF Natural Gas Future aprile segna 50,160 euro/MWh, -1,4% rispetto alla chiusura precedente (50,870).

Oro sui minimi da lunedì, oscilla sotto il massimo dal 30/1 toccato il 2/3 a 5419 dollari/oncia e sopra il minimo dal 20/2 toccato il 3/3 a 4996, ricordiamo il record a 5595 del 29/1. Prezzo attuale a 5045 dollari/oncia (oro spot).

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