ETF settoriali: come filtrare il rumore e trovare quelli adatti al tuo portafoglio

di FTA Online News pubblicato:
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I fondi negoziati in Borsa rappresentano, per una porzione crescente di investitori, un modo per diversificare il capitale. Ne è prova il continuo record di afflussi netti che, secondo Amundi, nel 2025 ha superato i 2.570 miliardi di euro investiti in ETF UCITS domiciliati in Europa.

ETF settoriali: come filtrare il rumore e trovare quelli adatti al tuo portafoglio
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La novità degli ultimi anni è rappresentata dagli ETF attivi, una via di mezzo tra un fondo passivo legato a un benchmark qual è un ETF e un fondo gestito attivamente da un team di gestori.

Afflussi sempre più elevati hanno comportato una conseguente esplosione nell’offerta di ETF ed ETF attivi. Tanto che non è per nulla inusuale imbattersi in ETF legati allo stesso indice.

Senza contare, poi, il lancio di ETF tematici in concomitanza con l’esplosione di determinati trend: intelligenza artificiale, metaverso, criptovalute, nucleare, idrogeno.

Come filtrare il “rumore” quindi e riuscire a identificare gli ETF settoriali più adatti al tuo portafoglio?

Come ridurre il “rumore di fondo” nella ricerca di ETF settoriali

Lasciarsi attrarre dalle mode cicliche o dallo storytelling di mercato è questione un attimo. Invece non bisognerebbe seguire l’enfasi posta sulle performance recenti dei settori finiti sotto i riflettori per motivi geopolitici, o per il lancio di una tecnologia considerata dirompente.

Come investitori è opportuno apporre dei filtri che consistono nel guardare ai fondamentali del settore, ovvero osservare la crescita media dei ricavi del comparto industriale negli ultimi cinque anni, i margini operativi medi delle aziende rappresentate dall’ETF, la volatilità storica del settore e la correlazione con il ciclo economico in corso.

Abbiamo accennato al fatto che più ETF possono essere costruiti seguendo il medesimo indice, eppure essi potrebbero essere molto differenti fra loro. Gli sviluppatori di ETF, oltre ad acquistare i titoli azionari nelle proporzioni indicate dall’indice, sovente aggiungono liquidità al fondo, oppure effettuano prestito di titoli a copertura parziale delle spese di gestione. Non è neppure raro che si faccia ricorso all’uso di derivati al posto delle azioni.

Da qui la necessità di leggere attentamente il documento chiave con le informazioni sintetiche dello strumento finanziario.

Seguendo queste semplici indicazioni, l’investitore ha modo di effettuare investimenti nei fondi negoziati con maggiore oculatezza, oppure può affidarsi alle selezioni di ETF per investimenti curate dalle piattaforme di trading o da un consulente finanziario di fiducia.

Altri suggerimenti per trovare l’ETF adatto al tuo portafoglio

Accostandoci agli ETF settoriali, è bene valutare se il comparto oggetto d’interesse è ciclico o difensivo ed è utile confrontarlo con le più ampie dinamiche di mercato del momento. Un settore industriale, ad esempio, potrebbe essere mediaticamente “caldo” ma non sincronizzato con la fase economica in atto. In un caso del genere è facile cadere nella trappola speculativa.

Meglio allora allargare l’orizzonte e cercare opportunità in settori al momento sottovalutati, i cui fondamentali sono supportati da report di mercato autorevoli. 

Con la crescita record dei flussi verso gli ETF europei, la sfida per l’investitore non è trovare strumenti disponibili, piuttosto distinguere dalla massa quelli che contano davvero. Il metodo di selezione degli ETF si costruisce nel tempo, seguirlo richiede disciplina ma i risultati non tarderanno a manifestarsi.