Il reo confesso dell'omicidio di Chiara Guerra a San Stino di Livenza ha trasportato il corpo per un km

di Luca Mastinu pubblicato:
3 min

Il 17enne avrebbe spinto il cadavere della zia per un chilometro, confondendosi tra le persone dirette verso l'ecocentro comunale. Le immagini macabre dalle telecamere

Il reo confesso dell'omicidio di Chiara Guerra a San Stino di Livenza ha trasportato il corpo per un km

Dopo aver ucciso la zia Chiara Guerri, il nipote 17enne avrebbe sistemato il corpo su una carriola, vi avrebbe messo un telo sopra per coprirlo e si sarebbe mosso per circa un chilometro fino a farlo scivolare nelle acque del canale Malgher, dove ora sono in corso le ricerche per recuperare il corpo. Secondo le ultime indiscrezioni, il reo confesso si sarebbe confuso tra le persone dirette all'isola ecologica di San Stino di Livenza per non destare sospetti.

Il 17enne avrebbe spinto la carriola per un chilometro

Nuovi dettagli arrivano dal Gazzettino. Secondo le indiscrezioni, il 17enne reo confesso, dopo aver ucciso la zia Chiara Guerra avrebbe spinto il cadavere nascosto su una carriola per circa un chilometro. Il giovane avrebbe camminato in mezzo alla gente che in quel momento era diretta verso l'ecocentro comunale, per poi deviare verso il canale Malgher e liberarsi del corpo.

Probabilmente nelle stesse acque ha gettato il coltello usato per uccidere la donna. Va aggiunto, inoltre, che il minorenne avrebbe spinto la carriola con il dito rotto, un ferita che si sarebbe procurato proprio mentre accoltellava la 53enne.

L'omicidio di Chiara Guerra a San Stino di Livenza

I fatti risalgono a giovedì 11 giugno. A San Stino di Livenza (Venezia) la famiglia Guerra vive all'interno di un podere di 5 mila metri quadri di proprietà dei genitori, ora ospiti di una casa di riposo. Chiara, la vittima, viveva nella tenuta più grande di quel terreno. Nella legnaia ha trovato la morte.

Secondo una prima ricostruzione, il 17enne avrebbe accoltellato a morte la zia proprio in quell'area della casa per poi disfarsi del corpo. Al suo ritorno aveva un dito fasciato. I suoi vicini gli avrebbero chiesto cosa fosse successo, e lui avrebbe spiegato di essere caduto. A insospettirsi per prima è stata un'amica della vittima, che dall'11 giugno non riusciva a contattarla. Domenica ha dato l'allarme, e i carabinieri hanno fatto la drammatica scoperta: Chiara Guerra è stata uccisa a coltellate e il suo corpo è stato gettato nel canale.

L'arresto, la confessione e il movente

Il 17enne è stato inquadrato da una telecamera di videosorveglianza mentre spinge la carriola. E proprio questo filmato gli è stato mostrato dagli inquirenti, fino a farlo crollare. "Avevamo litigato", queste le parole che hanno fatto da apriprista alla sua confessione.

Corriere della Sera ha svelato che testimoni avrebbero parlato di dissapori tra due nuclei familiari, ovvero la vittima e la famiglia del fratello, padre del 17enne. Il seme della discordia era proprio la gestione del patrimonio dei genitori anziani, che in gioventù avevano lavorato per la loro storica tipografia. Le liti sarebbero state frequenti, ma secondo gli investigatori l'omicidio sarebbe avvenuto all'insaputa della famiglia. Resta da capire, ora, quale sia stato l'innesco dell'aggresione, ancora avvolto nel mistero.