Borse di nuovo in calo, la Groenlandia e Trump innervosiscono ancora i mercati
pubblicato:Vendite su azioni e titoli di Stato Ue, ma anche gli Stati Uniti sono visti in rosso

Nuova giornata di passione per i mercati mondiali che scontano ancora le tensioni crescenti tra Stati Uniti ed Europa. Ieri l’indice Stoxx 600 ha perso l’1,2% bruciando una capitalizzazione di circa 225 miliardi di euro, mentre i maggiori listini del Vecchio Continente registravano cali superiori al punto percentuale.
A Wall Street i mercati erano chiusi per la festa del Martin Luther King day, ma i future hanno continuato a registrare performance in calo e in queste ore puntano decisamente al rosso con il derivato sull’S&P 500 in calo dell’1,56% e quello sul Nasdaq 100 in flessione dell'1,89%
Mercati europei, listini di nuovo in rosso
In Europa le vendite proseguono anche oggi. A metà seduta l’Euro Stoxx 50 segna un calo dell’1,32%, il Dax tedesco perde l’1,54% e il Cac 40 l’1,27%.
A Piazza Affari, dopo il calo di ieri del Ftse MIB dell’1,32%, oggi il paniere principale segna un calo dell’1,47%
Quasi tutti in rosso i titoli azionari di Milano, anche se rimbalzano azioni di società esposte agli States come Amplifon (+2,54%) e Campari (+1,56%). Ripiega ancora in tutta Europa il lusso.
Ieri il mercato dei titoli di Stato europei era rimasto sostanzialmente immobile, oggi le vendite colpiscono anche questa classe di attivi che registra quindi dei rialzi dei rendimenti non indifferenti.
Quello del BTP decennale balza di 6 punti base al 3,52% e quello del Bund tedesco aumenta di 5 punti base al 2,88%. La relativa stabilità dello spread BTP/Bund a 64 punti base quindi non consola. Ma i mercati chiedono un premio al rischio maggiore anche per i titoli di Stato USA con il rendimento del Treasury decennale in rialzo di quasi 7 punti base al 4,29%
L'euro intanto si raffoza di nuovo in maniera consistente sul dollaro con un cambio EUR/USD a 1,1725 (+0,68%)
L’oro, bene rifugio per eccellenza, costruisce altri rialzi sui quelli di ieri: in queste ore passa di mano a 4.731 dollari l’oncia con un altro rialzo dell’1,12 per cento. L’argento è ormai a 95,17 dollari l’oncia, a dicembre, qualche settimana fa, quotava sui 70 dollari. Relativamente stabile invece il prezzo del petrolio con il Brent a 64,02 dollari al barile (+0,13%).
Groenlandia, il rischio di una nuova guerra commerciale mondiale
La paura maggiore dei mercati è che l’approfondimento delle divisioni tra Stati Uniti ed Europa sulla sovranità della Groenlandia si traduca in una nuova guerra commerciale globale con dazi e contro-dazi capaci di colpire tutte le maggiori economie del globo e non solo. Lo scenario è molto confuso e teso.
Il presidente Usa Donald Trump getta benzina sul fuoco postando immagini costruite con l’AI in cui pianta la bandiera americana in Groenlandia o incontra i leader europei allo studio ovale mostrando una cartina in cui la bandiera Usa copre anche il Canada, il Venezuela e ovviamente la Groenlandia.
Il ministro dell’Economia degli Stati Uniti Scott Bessent mette in guardia l’Europa da ritorsioni che sarebbero “molto imprudenti” perché Washington vede l’isola artica come un “asset strategico” e non intende appaltare a terzi la gestione della sicurezza del proprio emisfero.
Le tensioni delle cancellerie europee non sono mancate nelle ultime ore, dall’invocazione dello Strumento Anti-Coercizione a quella di interventi su beni scambiati con gli Stati Uniti per 93 miliardi di euro.
È già stato convocato per la sera di giovedì 22 gennaio un Consiglio Europeo straordinario dopo che Trump ha minacciato dazi del 10% su tutte le merci spedite dal Regno Unito agli Stati Uniti dal primo febbraio e quindi un aumento al 25% dal primo giugno e le stesse misure per Danimarca, Norvegia, Svezia, Francia, Germania, Olanda e Finlandia colpevoli di ostacolare l’acquisto della Groenlandia da parte degli Stati Uniti.
Europa-Usa, la difficile via del negoziato
L’Europa sembra combattuta tra irritazione e sfiducia mentre tenta un difficile negoziato che passa dalle parole di oggi della presidente della Commissione UE Ursula von der Leyen che ha affermato che “l’indipendenza europea è un imperativo strutturale” perché il vecchio ordine non tornerà.
Von der Leyen ha inoltre definito i nuovi dazi aggiuntivi USA un “errore”, affermando che l’Europa condivide l’approccio strategico alla Groenlandia e anzi sta vendendo delle navi rompighiaccio agli Stati Uniti, aggiungendo che la sovranità dell’isola artica non è negoziabile e che “in politica, come nel business, un accordo è un accordo e quando degli amici si stringono la mano deve significare qualcosa” con un diretto riferimento agli accordi commerciali UE-USA dello scorso luglio.
Non è chiaro se la presidente della Commissione Europea incontrerà Trump tra domani e giovedì mentre sarà a Davos, ma di certo il terreno del negoziato si fa sempre più scivoloso.
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